Un viaggio in Giappone non si decide sulla tua capacità di tenere una conversazione perfetta. Si decide spesso in momenti piccoli: attirare l'attenzione di un cameriere, trovare i bagni in una stazione, chiedere il prezzo di un oggetto o mostrare una destinazione sul telefono. Poche parole ben scelte rendono questi istanti meno intimidatori.
La cosa più utile è ricordare frasi corte da usare con un gesto, una mappa o quello che indichi con il dito. Non serve memorizzare tutto prima di partire: inizia dalle formule di cortesia e aggiungi il vocabolario che corrisponde al tuo itinerario.
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Le parole che aprono quasi tutte le conversazioni
Prima di una domanda, すみません (sumimasen) è spesso il riflesso migliore. Serve a dire «scusi», a chiedere di passare o a chiamare qualcuno in modo educato. È più flessibile di quanto una traduzione parola per parola faccia pensare.
- ありがとうございます (arigatō gozaimasu) — grazie mille, forma cortese.
- すみません (sumimasen) — scusi; per attirare l'attenzione o scusarsi leggermente.
- お願いします (onegaishimasu) — per favore, per accompagnare una richiesta.
- わかりません (wakarimasen) — non capisco / non so.
- 日本語がわかりません (nihongo ga wakarimasen) — non capisco il giapponese.
- 英語を話せますか (eigo o hanasemasuka) — parla inglese?
I saluti restano semplici: おはようございます (ohayō gozaimasu) al mattino, こんにちは (konnichiwa) durante il giorno e こんばんは (konbanwa) la sera. Per andare oltre qualche frase isolata, il nostro articolo sulla struttura delle frasi giapponesi aiuta a capire perché le parole non si mettono sempre come in italiano.

Chiedere indicazioni e trovare un luogo
La struttura [luogo] はどこですか ([luogo] wa doko desu ka) significa «dov'è [luogo]?». Basta già per chiedere molte cose. Pronuncia il luogo, aggiungi wa doko desu ka e, se la risposta ti sfugge, mostra la mappa.
- 駅 (eki) — stazione; eki wa doko desu ka?: dov'è la stazione?
- トイレ (toire) — bagno / toilette; toire wa doko desu ka?: dove sono i bagni?
- ホテル (hoteru) — hotel.
- 空港 (kūkō) — aeroporto.
- タクシー (takushī) — taxi.
- コンビニ (konbini) — minimarket di prossimità.
- 病院 (byōin) — ospedale.
- 警察 (keisatsu) — polizia.
- 温泉 (onsen) — terme / sorgenti termali.
Per i trasporti tieni anche どこ (doko), «dove», e いくらですか (ikura desu ka), «quanto costa?». I numeri diventano presto necessari per capire un prezzo o scegliere una quantità: puoi ripassarli nella nostra guida ai numeri in giapponese.
Quando non capisci la risposta
Non cercare di seguire ogni parola. Un わかりません (wakarimasen), poi ゆっくり話してください (yukkuri hanashite kudasai) — «parli lentamente, per favore» — permette spesso di riprendere con calma. Un indirizzo scritto, Google Maps o una foto completano molto bene la frase.
Al ristorante, al caffè e in un konbini
Il cibo è un buon terreno per praticare senza costruire frasi lunghe. Indicando un piatto, una bevanda o un prodotto, le formule seguenti restano chiare e educate.
- これをください (kore o kudasai) — vorrei questo / prendo questo.
- これはいくらですか (kore wa ikura desu ka) — quanto costa questo?
- 水をください (mizu o kudasai) — dell'acqua, per favore.
- お会計お願いします (okaikei onegaishimasu) — il conto, per favore.
- おいしい (oishii) — è delizioso.
- 二人です (futari desu) — siamo in due, utile all'ingresso di un ristorante.
- おなかすいた (onaka suita) — ho fame.
Prima di mangiare sentirai spesso いただきます (itadakimasu). Dopo il pasto, ごちそうさまでした (gochisōsama deshita) è una formula di chiusura a tavola. Non sostituiscono «grazie» in ogni contesto, ma fanno parte delle espressioni comuni intorno al cibo. Per riconoscere altri termini sul menù, consulta il nostro vocabolario del cibo in giapponese.

In caso di problema: chiedere aiuto
Le parole di emergenza non sono una lista da recitare. Ricordale soprattutto per poter indicare una situazione o chiedere aiuto senza cercare la frase troppo a lungo.
- 助けて (tasukete) — aiuto!
- 危ない (abunai) — pericolo! / è pericoloso!
- 警察 (keisatsu) — polizia.
- 病院 (byōin) — ospedale.
- 大丈夫です (daijōbu desu) — sto bene / non serve / nessun problema, a seconda del contesto.
- やめてください (yamete kudasai) — smetta, per favore.
Se cerchi solo di orientarti o farti capire, una frase corta con un gesto basta spesso. Di fronte a un'emergenza reale, chiedi subito aiuto a una persona vicina o al personale del luogo in cui ti trovi.
Pronunciare senza bloccarsi
Il giapponese si appoggia su cinque vocali regolari: a, i, u, e, o. Per un italofono si avvicinano a «a», «i», una u breve, «e» e «o». Le romanizzazioni indicate qui sono un appoggio, non un motivo per nascondere i caratteri giapponesi: tieni entrambi sott'occhio quando prepari il viaggio.
Le vocali lunghe, come in arigatō o kūkō, si pronunciano un po' più a lungo. Non serve un accento perfetto: parlare lentamente, restare educati e usare le parole al momento giusto aiuta più di un'imitazione forzata.

Continuare dopo queste prime frasi
Questa guida forma una base per il viaggio, ma il vocabolario prende senso quando corrisponde a ciò che vuoi dire. Aggiungi poi alcuni verbi giapponesi di base, degli aggettivi frequenti, i dimostrativi di kosoado e il vocabolario di abbigliamento e accessori. Con questi punti di riferimento, il tuo taccuino di viaggio diventa anche un piccolo taccuino di giapponese.
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