Il fluoro è vietato in Giappone?

Il fluoro è vietato in Giappone?

Ho aperto i tubetti per il sapore, diverso da quello brasiliano, e ho separato dentifricio, rubinetto e scuola.

Una delle prime cose che ho notato, provando i dentifrici in Giappone, è il sapore, completamente diverso da quello dei dentifrici che usavo in Brasile. In più di un tubetto che ho aperto c'era soprattutto bicarbonato di sodio. Da lì mi sono chiesto se il fluoro mancasse nella pasta e nell'acqua, e se la differenza fosse un bene o un male.

Le spedizioni del 2025 misurano il mercato intero. Sul totale di paste, polveri e formati simili, esclusi liquidi e collutori, l'associazione giapponese dei produttori di dentifrici (JDMA) registra il 91,1% della quantità con fluoro. In valore la quota è del 92,3%. La parte ad alta concentrazione, sopra 1.000 ppm e fino a 1.500 ppm, è il 41,6% della quantità. In negozio restano paste senza fluoro, e il gusto può restare lontano da quello che ricordavo. Nessuna norma vieta il fluoro nei dentifrici.

Perché sembra che in Giappone il fluoro manchi

Fino al 2017 il tetto scritto nello standard dei dentifrici medicati era 1.000 ppm di fluoro, parti per milione. Sulla pagina dell'associazione dedicata al fluoro si legge che nel marzo 2017 il ministro della Salute, del Lavoro e del Welfare ha approvato anche prodotti fino a 1.500 ppm, e la fascia disponibile si è allargata. Un tubetto aperto anni fa, pieno di bicarbonato e lontano dal sapore che conoscevo dal Brasile, appartiene a quel periodo. Lo scaffale di oggi comprende anche le concentrazioni più alte. Io non sono un dentista. I tubetti che ho aperto sono il mio unico campione.

La stessa associazione spiega un'altra sorpresa sullo scaffale. Nello standard dei dentifrici da banco, il fluoro è ammesso in paste e polveri. Collutori e dentifrici liquidi restano fuori da quell'autorizzazione. Gli sciacqui registrati come farmaco seguono una pratica diversa.

L'acqua del rubinetto ha una regola a parte. Il Giappone non alza la concentrazione per prevenire la carie. Il Ministero dell'Ambiente fissa il tetto del fluoro e dei suoi composti a 0,8 mg/L, circa 0,8 ppm: è il massimo consentito. In alcune zone l'acqua arriva già a circa 0,4 ppm, sotto quel tetto e sotto la concentrazione usata quando si fluorizzano le reti. L'e-Healthnet del Ministero della Salute ricorda tre prove di fluorizzazione poi chiuse: il quartiere Yamashina di Kyoto, dal 1952 al 1965; Okinawa, dal 1957 al 1972; la cittadina di Asahi, a Mie, dal 1967 al 1971. La pagina descrive la fluorizzazione come l'aggiustamento dell'acqua intorno a 1 ppm e stima circa 370 milioni di persone che ne beneficiano, tra Stati Uniti, Australia, Brasile, Irlanda, Regno Unito e altri paesi.

Tre ragazze coprono la bocca con la mano, due in uniforme scolastica

La foto qui sopra mostra un altro gesto, quello di coprire la bocca quando si ride. Riguarda il modo di ridere in pubblico.

Sciacqui a scuola e il conto del dentista

Gli sciacqui al fluoro a scuola li organizza la singola struttura. L'e-Healthnet li descrive come uno sciacquo di un minuto con soluzione di fluoruro di sodio, negli asili, nelle scuole dell'infanzia, nelle elementari e nelle medie, con una versione da fare anche a casa. L'aggiornamento della pagina, fermo all'agosto 2019, cita un'indagine del marzo 2016: circa 12.000 strutture e 1,27 milioni di persone. Nello stesso anno, tra i 4 e i 14 anni, il 17% aveva esperienza di questi sciacqui, uso in famiglia compreso.

Per chi è coperto dall'assicurazione sanitaria giapponese, la cura dei denti va dalla visita alla dentiera e segue la stessa logica delle altre cure, con i materiali che l'assicurazione riconosce. La guida 2026 dell'assicurazione sanitaria indica il 30% a carico di iscritti e familiari in età da lavoro. Per i bambini prima della scuola dell'obbligo la quota è il 20%, e tra i 70 e i 74 anni resta al 20% oppure arriva al 30% secondo il reddito. Restano a pagamento l'applicazione di fluoro fatta solo per prevenire la carie, la visita di controllo, la rimozione del solo tartaro e l'ortodonzia ordinaria. Con materiali fuori schema, anche una sola carie può costare decine di migliaia di yen. I conti li ho raccolti nella pagina su quanto costa un dentista in Giappone. Da qui veniva la mia idea che il piano lasciasse fuori i denti: mescolavo la cura rimborsata con la prevenzione, che si paga a parte.

Ragazza che sorride e mostra un canino superiore sporgente

Il canino che sporge nel sorriso qui sopra ha un nome a parte, yaeba. Indica quel dente rimasto un po' alto o sovrapposto, un dettaglio del sorriso che in Giappone ha avuto anche un momento di moda. Lo yaeba è la forma del canino. Una carie è un danno del dente, e in questa foto si vede lo yaeba.

Il sapore diverso dal Brasile resta il motivo per cui ho aperto quei tubetti, e su questo resto fermo: alcuni erano davvero un'altra pasta. Sul bene e sul male del fluoro, lascio la parola a un dentista. Mi restano il tubetto che si compra, l'acqua che esce dal rubinetto e lo sciacquo che una scuola decide di fare. Solo il tubetto assomiglia a ciò che avevo in bagno in Brasile.

Fonti e link utili

Sull'autore

Kevin Henrique

Specialista con oltre 10 anni di esperienza nella cultura asiatica, con focus su Giappone, Corea, anime e giochi. Autodidatta, scrittore e viaggiatore concentrato sull'insegnamento del giapponese, consigli di viaggio e curiosità profonde.

Community

Commenti

0 commenti

Non ci sono ancora commenti pubblicati in questa lingua.

Invia commento

Commenta questo articolo

Caricamento verifica di sicurezza...

Non inviare link, embed o pubblicità. Il commento passa da anti-spam e traduzione automatica prima di apparire.