Hai già sentito parlare di Shakaijin? Nella lingua giapponese, come in altre lingue sparse per il mondo, esistono parole che portano con sé un significato che può essere considerato offensivo per molte persone. Nella società giapponese è fondamentale trattare gli altri con rispetto e, per questo, la cortesia nell’uso del linguaggio è qualcosa che viene solitamente molto diffusa e insegnata. L’uso errato di una parola considerata offensiva in alcuni contesti può generare disagio tra gli interlocutori.

Shakaijin (社会人, しゃかいじん), per esempio, è una delle innumerevoli parole della lingua giapponese (e che non ha un equivalente esatto in portoghese) che portano con sé alcune controversie culturali, anche se questa comprensione può variare da persona a persona.

In questo articolo, conosceremo il significato, alcune possibili traduzioni e le polemiche che circondano l’uso di questo termone all’interno del contesto sociale giapponese.

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Shakaijin – Significato e traduzione

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In generale, possiamo dedurre il significato di una determinata parola analizzando i kanji che la compongono, il contesto in cui è usata e le traduzioni trovate nelle più diverse lingue (come l’inglese e il portoghese). Partendo da questo principio, abbiamo che il termine “Shakaijin” è composto da tre kanji, che sono: 社 (しゃ, sha), che porta con sé il senso di “società”, “azienda” o “compagnia”; 会 (かい, kai), che è presente nel verbo 会う (あう, au) che significa “incontrare qualcuno” o “riunirsi” e porta prevalentemente questo senso di “incontro” e “riunione”; e infine 人 (ひと, hito) che significa “persona”.

shakaijin - Shakaijin – 3 traduzioni possibili per una parola polemica

D’altra parte, invece di analizzare isolatamente ogni kanji, dobbiamo ricordare che “shakai” (社会) da solo significa “società”, e quindi, unendosi al kanji della persona (人, ひと, hito) traduce in questo modo un’idea generale del senso della parola, cioè qualcosa di vicino a “persona della società”. In questo senso, si tende a variare molto la traduzione della parola “shakaijin”, essendo molto comune vedere tre traduzioni, in particolare: “persona della società”, “membro della società” o “adulto lavoratore”. La traduzione “lavoratore dipendente” è anche frequente.

Contesto culturale e polemica

La polemica dietro questo termine sta nel fatto che esso tende a designare solo persone adulte che stanno lavorando in qualche impiego. Di conseguenza, non vengono considerati “shakaijin” gli studenti (学生, がくせい, gakusei), i disoccupati e le casalinghe. In questo senso, studenti e persone che non hanno un lavoro fisso finirebbero per rimanere fuori dal gruppo composto dai “membri della società”, il che genera molta polemica, poiché può risultare in un aumento della pressione sociale verso questi individui.

Il termine finisce per indicare indirettamente che solo coloro che diventano adulti e entrano nella società come forza lavoro saranno riconosciuti come cittadini di prima classe, relegando gli altri individui a una categoria inferiore.

Recentemente, su social media come Twitter e Quora, la discussione su questa parola è tornata a galla, con vari utenti che hanno manifestato il loro malcontento e hanno espresso opinioni sulla questione.

Se consideriamo anche il contesto culturale giapponese, con una certa influenza confuciana nelle sue province, la rapida crescita economica dopo la Seconda Guerra Mondiale e la questione del “vizio del lavoro” che colpisce un gran numero di lavoratori dipendenti (サラリーマン, sarariiman), possiamo dedurre che le radici storiche, culturali, sociali e religiose siano state i fattori cruciali per questo tipo di mentalità e per l’origine dello shakaijin.

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Parole “tabù”

Ci sono altre parole polemiche nella lingua giapponese. Generalmente, il vocabolario relativo ai disabili fisici, mentali e ai professionisti del sesso tende a generare dibattiti accesi e persino scuse pubbliche in programmi televisivi. È sempre importante assicurarsi se una determinata parola è comune o se è vista male dalle persone.

Per riferirsi a soggetti con qualche tipo di incapacità, per esempio, si tende a utilizzare l’espressione 身体の不自由な方 (からだのふじゆうなかた, karada no fujiyuu na kata) che, alla lettera, vuol dire qualcosa come “Soggetti senza libertà corporea”, essendo una forma più delicata e appropriata per riferirsi ai disabili fisici.

Ci sono molti altri esempi di vocabolario sensibile e termini proibiti nella lingua giapponese. Per comprendere meglio l’argomento, consigliamo la lettura degli articoli qui sotto:

Tabù Sociali Del Giappone – Due Parole Proibite – Suki Desu (skdesu.com)

Kurombo, Termine Razzista In Giapponese – Suki Desu (skdesu.com)

Conclusione

Infine, consigliamo di leggere anche i nostri articoli culturali, poiché la lingua giapponese è direttamente legata alle consuetudini della società giapponese.

Consigliamo la lettura di questo articolo in inglese sugli “shakaijin” come complemento più approfondito su questa tematica: (44) Becoming Shakaijin: Working-Class Reproduction in Japan | James Roberson – Academia.edu

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Kevin Henrique

Kevin Henrique

Esperto di cultura asiatica con oltre 10 anni di esperienza, specializzato in Giappone, Corea, anime e videogiochi. Scrittore autodidatta e viaggiatore dedito all’insegnamento del giapponese, alla condivisione di consigli di viaggio e all’esplorazione di curiosità profonde e affascinanti.

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