Esistono due parole che sono praticamente tabù da dire in pubblico in Giappone. Non vanno pronunciate in nessuna occasione sociale. Le due parole proibite sono マンコ (manko) e チンコ (chinko).
In parole povere significano «fica» e «cazzo». Dire ad alta voce il nome dei genitali, specialmente quello femminile, è uno degli errori più gravi in pubblico. Per non nominarli, un giapponese ricorre a あそこ (asoko), che significa «laggiù»: un eufemismo che in contesto si capisce subito.

Questo tabù è così forte che l'artista Megumi Igarashi, nota come Rokudenashiko, è stata arrestata nel 2014 con l'accusa di oscenità per aver distribuito ai sostenitori della sua raccolta fondi i dati della scansione 3D della propria vulva, usati per stampare modelli e per costruire un kayak decorato.
Nel 2016 il tribunale distrettuale di Tokyo l'ha assolta dall'accusa di oscenità legata al kayak, ma l'ha condannata a una multa di 400.000 yen per la diffusione dei dati; la condanna è stata confermata in appello nel 2017.
Resta un punto di cautela linguistica: molti nomi giapponesi femminili terminano in «ko», quindi chi impara la lingua deve prestare attenzione alle frasi in cui li usa. Attenzione a non chiedere per sbaglio «Hai visto Mako?»: per un orecchio giapponese, la frase può facilmente trasformarsi in un riferimento al manko. Non finirà bene.
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Il significato di manko in giapponese
マンコ (まんこ, manko) è un termine volgare per i genitali femminili. Appartiene al registro colloquiale e può risultare offensivo o inadeguato in molte situazioni; in contesti formali o in ambito medico si usano termini più neutri. Nei testi scritti compare spesso nella forma censurata ま○こ.
Alcune parole correlate sono:
- 女性器 (joseiki): organo femminile, un termine più neutro ed educato.
- 女性の生殖器 (josei no seishokuki): genitali femminili, un'espressione medica e formale.
- おまんこ (omanko): una versione leggermente più morbida di «manko», con il prefisso お (o), ma può ancora essere considerata volgare o inappropriata in alcuni contesti.
- 肉襞 (nikuhida): significa letteralmente «pieghe di carne», un'espressione volgare.
- 肉壷 (nikutsubo): significa letteralmente «pentola di carne», un'altra espressione volgare.
Il significato di chinko in giapponese
チンコ (ちんこ, chinko) è un termine colloquiale usato per riferirsi all'organo genitale maschile. È volgare e può risultare maleducato, offensivo o inadeguato in molti contesti.
La parola nasce come variazione di ちっこ (chikko), che significava «cosa piccola»: il riferimento ai genitali era in origine un eufemismo, attestato già alla fine del XVIII secolo.
Le alternative più comuni sono:
- 男性の生殖器 (dansei no seishokuki): genitali maschili, un'espressione medica e formale.
- 陰茎 (inkei): pene, termine medico e più neutro.
- ちんちん (chinchin): un termine colloquiale, meno volgare di «chinko», ma può ancora essere inappropriato in alcuni contesti.
- おちんちん (ochinchin): una versione più morbida di «chinchin», con il prefisso お (o) aggiunto; resta comunque un termine colloquiale da evitare nelle situazioni formali.
La volgarità: un tabù e un paradosso

L'ironia di tutto questo è che il Giappone è un paese socialmente conservatore. Allo stesso tempo, il mercato dell'intrattenimento per adulti è vasto e alla luce del sole: fino al 2019, nei convenience store di tutto il paese si trovavano riviste per adulti e manga del genere hentai.
Nell'agosto 2019, però, 7-Eleven e Lawson, due tra le catene di convenience store più diffuse con circa 34.000 punti vendita in tutto il paese, hanno smesso di venderle in vista della Coppa del Mondo di rugby e dei Giochi Olimpici di Tokyo, per evitare di dare una cattiva impressione ai visitatori stranieri; anche FamilyMart ha seguito l'esempio.
Paradossalmente, le stesse parole oscene non si possono pronunciare in pubblico, mentre il consumo di pornografia è diffuso sia tra i giovani sia tra gli adulti, senza contare la fama di relazioni incestuose in Giappone che il paese si porta dietro all'estero.
Così, la volgarità, che nella società giapponese è un tabù, è anche un bene di consumo. Nonostante questa contraddizione, pronunciare manko o chinko in una situazione sociale resta sconveniente: i giapponesi non infilano parolacce in ogni discorso, come invece capita spesso in italiano. Se non si è sicuri del contesto, la scelta più sicura resta あそこ in una conversazione informale, mentre in un contesto formale è meglio affidarsi a 女性器 o 男性の生殖器 (joseiki e dansei no seishokuki).





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