In Giappone il 1º aprile è un giorno lavorativo come gli altri. È anche la data in cui le aziende pubblicano annunci su prodotti e servizi che non esistono, con video, pagine dedicate e l'hashtag #エイプリルフール. La ricorrenza si chiama エイプリルフール (Eipuriru Fūru) o, nella traduzione letterale, 四月馬鹿 (Shigatsu Baka, «sciocco d'aprile»).
Gli scherzi delle aziende dividono il pubblico. Un'indagine dell'istituto di ricerca Shirabee condotta nel 2025 su 684 persone tra i 10 e i 60 anni ha chiesto se gli annunci del pesce d'aprile sono divertenti: il 41,4% ha risposto di sì e il 58,6% di no. Il dato mostra l'equilibrio che le aziende devono mantenere: uno scherzo riconoscibile attira l'attenzione, mentre un annuncio che sembra vero può essere scambiato per una notizia falsa.
L'immagine di copertina è l'Audi A8 5.5, l'edizione speciale che Audi Giappone presentò il 1º aprile 2015 con un cuociriso nella consolle centrale posteriore e sedili in tatami.

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Che cosa significa Shigatsu Baka?
Nel giapponese di oggi, エイプリルフール è il nome quotidiano della data. 四月馬鹿 (Shigatsu Baka) è la traduzione letterale, «sciocco d'aprile», e compare soprattutto nei dizionari. Il Giappone ha adottato l'usanza durante l'era Taishō (1912-1926), e negli anni Trenta i giornali la spiegavano già ai lettori: il 31 marzo 1932 l'Osaka Mainichi Shimbun pubblicò un articolo di presentazione della ricorrenza. Il 1º aprile segna anche l'inizio dell'anno fiscale e dell'anno scolastico, una data in cui il pubblico è già attento ai nuovi annunci.
Su internet la data ha sviluppato una cultura propria. Gli utenti raccolgono gli annunci delle aziende, i media pubblicano le idee più memorabili e molti post usano l'hashtag #エイプリルフール perché il lettore sappia che si tratta di uno scherzo.
Perché le aziende giapponesi sfruttano il 1º aprile
Per un'azienda, il 1º aprile è pubblicità a basso costo. Una pagina di prodotto inventato può girare sui social in un giorno, e le campagne più grandi preparano video e siti creati per una sola data. Il fenomeno è cresciuto lungo gli anni 2010, con sempre più aziende che partecipano ogni anno. Gli spot TV giapponesi ricorrono già all'umorismo e alle idee strane, e il 1º aprile offre a quello stile una vetrina naturale.
I rischi si presentano ogni pochi anni. Nel 2019 il direttore marketing di Microsoft chiese ai dipendenti di rinunciare agli scherzi del 1º aprile, e molte aziende giapponesi sospesero le proprie campagne perché quello stesso giorno fu annunciato il nome della nuova era Reiwa. Un caso recente si è chiuso con delle scuse pubbliche: nel 2025 la catena di bentō Hokka Hokka Tei ha pubblicato un post in cui annunciava la fine della vendita del riso per l'aumento dei prezzi, suscitando molte critiche. Il messaggio includeva l'hashtag #エイプリルフール, ma toccava un problema reale e l'azienda si è scusata lo stesso giorno.
Le bugie più famose del 1º aprile in Giappone
Alcuni annunci si ricordano anni dopo. Gli esempi vanno dalle notizie false dei giornali ai prodotti inventati delle grandi aziende.
Petrolio nella baia di Tokyo (2003): il Tokyo Shimbun riferì della scoperta di un enorme giacimento di petrolio nella baia di Tokyo, con riserve stimate in oltre 110 miliardi di barili. La notizia faceva parte della tradizione del giornale, che pubblica scherzi del 1º aprile dal 2001. Qualcuno si è dimenticato che era il primo aprile e ha investito in azioni?
Robot di Astro Boy per l'Iraq (2003): nello stesso anno il giornale scrisse che il governo intendeva inviare robot ispirati ad Astro Boy, il personaggio degli anni Sessanta, per aiutare la ricostruzione dell'Iraq dopo la guerra.
Biglietti della lotteria al posto della pensione (2004): il Tokyo Shimbun tornò in prima pagina con la notizia che il governo valutava di inserire un biglietto della lotteria in ogni pagamento della pensione, così che i tagli arrivassero insieme alla possibilità di vincere un premio.
Il pinguino gigante dello zoo di Ueno (2005): lo zoo di Ueno annunciò la scoperta di un pinguino «signore» di 165 centimetri e 80 chili. L'animale fu presentato al pubblico il 1º aprile e si rivelò essere il direttore dello zoo, Teruyuki Komiya, in costume.
Pizza in scatola (2013): Domino's Pizza Giappone presentò una pizza in lattina con una fetta arrotolata dentro, una parodia del pane in scatola venduto nei distributori automatici giapponesi.
Audi A8 5.5 (2015): Audi Giappone presentò un'edizione speciale per il mercato locale con un cuociriso nella consolle centrale posteriore e sedili in tatami. Il nome del modello si legge gohan, la parola giapponese per il riso cotto.
Ultraman di 40 metri (2015): Bandai aprì le prenotazioni sul sito Premium Bandai per una action figure ULTRA-ACT di Ultraman a grandezza reale: 40 metri di altezza e 78 milioni di yen. La linea ULTRA-ACT raccoglie le action figure da collezione dell'azienda, e la consegna era gratuita.
Biglietti da visita Coca-Cola (2015): Coca-Cola Giappone mostrò i dipendenti che portavano bottiglie di Coca-Cola alle riunioni e le distribuivano come biglietti da visita.
Airbag per pedoni (2015): Volvo Car Japan annunciò un airbag per le persone che camminano guardando il telefono.
PlayStation Flow (2015): Sony pubblicò il video di PlayStation Flow, un dispositivo con visore, fasce per le braccia e un asciugatore per il corpo, pensato per far giocare sott'acqua.

Quando lo scherzo diventa un prodotto vero
Alcune idee lasciano internet e arrivano sugli scaffali. Kameda Seika, l'azienda di snack di riso nota per Happy Turn, pubblicò il 1º aprile 2023 una versione piccante inventata chiamata Tsurataan. Il nome gioca con tsurai, la parola giapponese per «doloroso», e il post ebbe una grande risposta. I lettori chiesero il prodotto, e il 1º aprile 2024 l'azienda mise nei negozi un Tsurataan vero, in edizione limitata, con la sua «polvere del dolore» al posto della classica polvere della felicità.
La tradizione del 1º aprile in Giappone vive su questo confine tra scherzo e realtà: un prodotto nato per far ridere può arrivare sugli scaffali, mentre un annuncio troppo vicino a un problema reale può chiudersi con delle scuse pubbliche. Molto dipende da come il pubblico interpreta l'annuncio.
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