Ageru, kureru e morau: dare e ricevere in giapponese

Ageru, kureru e morau: dare e ricevere in giapponese

Tre verbi, una sola direzione: come scegliere tra dare e ricevere senza tradurre a orecchio.

In giapponese non basta un unico verbo per “dare” o “ricevere”. La lingua separa chi fa il favore, chi lo riceve e da dove parte lo sguardo del parlante. Per questo あげる (ageru), くれる (kureru) e もらう (morau) sembrano sinonimi a chi traduce dall’italiano, ma in pratica disegnano direzioni diverse.

Una volta che la direzione diventa chiara, le frasi smettono di “suonare strane” anche quando la traduzione letterale resta corretta. Qui vediamo i tre verbi, le particelle che li accompagnano e la forma in 〜て, quella che usi per favore e gesti quotidiani.

Indice 4

Ageru e kureru: due modi di “dare”

Il modo più comune per esprimere “dare” è あげる (ageru) e くれる (kureru). Entrambi descrivono un trasferimento, ma non dalla stessa parte del cerchio sociale.

  • あげる — lo usi quando io do a te, tu dai ad altri, io do ad altri, o qualcuno dà a qualcun altro fuori dalla tua cerchia di riferimento;
  • くれる — lo usi quando qualcuno dà a me, tu mi dai, o qualcuno dà a te/al tuo uchi (la cerchia “interna” rispetto a te).

Il donatore è il soggetto della frase e va con la particella は o が. Il destinatario è introdotto da に. L’oggetto, quando c’è, prende を.

  • (Donatore) は/が (destinatario) (oggetto) (あげる / くれる)

Esempi:

ねえ、朝ご飯作ってくれる?
Nee, asagohan tsukutte kureru?

Ehi, mi prepari la colazione?

昨日作ってあげたから今日は君の番だよ!
Kinou tsukutte ageta kara kyou wa kimi no ban da yo!

Ieri l’ho preparata io, quindi oggi tocca a te!

Come ogni verbo, si coniugano secondo il tempo e il registro. La forma più rispettosa di あげる è 差し上げる (sashiageru); la controparte formale di くれる è 下さる (kudasaru), legata anche a kudasai.

Direzione e uchi / soto

La scelta tra あげる e くれる non è solo “chi dà a chi”. È anche da che lato stai. In giapponese la relazione sociale si organizza spesso in uchi (dentro: io, famiglia, gruppo di cui fai parte) e soto (fuori: l’altro rispetto a quel cerchio).

  • Se il trasferimento esce dalla tua cerchia verso l’esterno, tende a prevalere あげる;
  • Se qualcosa “entra” verso di te o verso il tuo uchi, tende a prevalere くれる.

Per questo puoi dire che un amico ha dato un regalo a tuo fratello con くれる: il ricevente è nella tua cerchia. Allo stesso modo, se tuo fratello dà qualcosa a un amico, あげる suona naturale. Quando sei completamente esterno alla scena, di solito restano あげる (punto di vista del donatore) o もらう (punto di vista del ricevente); くれる è scomodo se né tu né il tuo uchi siete dalla parte di chi riceve.

Non serve trasformarlo in un diagramma da manuale: basta chiedersi “verso chi scorre il favore, rispetto a me?”. È la stessa intuizione che, più avanti, ti aiuta con il keigo e con i favori quotidiani.

Morau: ricevere dal punto di vista di chi prende

もらう (morau) serve quando descrivi l’azione dal lato di chi riceve. Il soggetto è il destinatario; il donatore prende に o から.

In italiano puoi dire la stessa scena in due modi: “Lucas mi dà un libro” oppure “Ho ricevuto un libro da Lucas”. Con くれる / あげる il soggetto resta chi dà; con もらう il soggetto è chi riceve.

  • (Destinatario) は/が (donatore) … もらう
  • (Destinatario) は/が (donatore) から (oggetto) もらう

に e から spesso si scambiano quando il donatore è una persona. Con un’istituzione, un’azienda o una fonte “non personale”, から suona più naturale: ricevi da quella fonte, non “a” quella fonte.

Esempi:

私はケビンにお菓子をもらった。
Watashi wa Kevin ni okashi o moratta.

Ho ricevuto dei dolci da Kevin.

この花は誰からもらったの?
Kono hana wa dare kara moratta no?

Da chi hai ricevuto questi fiori?

Come si vede nel primo esempio con くれる, puoi usare くれる per chiedere un favore. もらう, invece, serve soprattutto a dire che hai ricevuto qualcosa (o un favore). La forma formale di もらう è 頂く / いただく (itadaku), la stessa radice di itadakimasu.

Usare 〜てあげる / 〜てくれる / 〜てもらう

Con la forma in て di un altro verbo, あげる, くれる e もらう non spostano solo oggetti: spostano azioni. Stai “dando” o “ricevendo” un favore.

  • 〜てくれる — qualcuno fa qualcosa per te (o per il tuo uchi);
  • 〜てあげる — tu (o il tuo uchi) fai qualcosa per qualcun altro;
  • 〜てもらう — ricevi l’azione di qualcuno, dal tuo punto di vista.

Esempi:

鈴木さんがおごってくれた。
Suzuki-san ga ogotte kureta.

Suzuki mi ha invitato / ha pagato per me.

鈴木さんにおごってもらった。
Suzuki-san ni ogotte moratta.

Ho ricevuto l’invito di Suzuki / Suzuki mi ha pagato (punto di vista di chi riceve).

ケビンにおごってあげた。
Kevin ni ogotte ageta.

Ho invitato Kevin / ho pagato per Kevin.

Attenzione a 〜てあげる rivolto a persone di status più alto: può suonare condiscendente, come se “concedessi” un favore. In molti contesti formali è più sicuro descrivere l’azione in altro modo o usare registri più umili.

Con un po’ di ascolto reale — anime, drama, conversazioni — la direzione si fissa senza tabelle. Finché ti chiedi “chi ringrazia chi?”, i tre verbi smettono di confondersi.

Fonti e link utili

Sull'autore

Kevin Henrique

Specialista con oltre 10 anni di esperienza nella cultura asiatica, con focus su Giappone, Corea, anime e giochi. Autodidatta, scrittore e viaggiatore concentrato sull'insegnamento del giapponese, consigli di viaggio e curiosità profonde.

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