Riferimenti giapponesi in Star Wars

Basta guardare meglio per vedere il filo giapponese che attraversa Star Wars.

È quasi impossibile trovare qualcuno che non abbia mai visto o sentito parlare di Star Wars, una delle franchise cinematografiche più grandi di sempre, se non la più grande in assoluto. Per decenni la saga ha fatto parte della vita di milioni di fan. Ma sapevi che in Star Wars si possono trovare anche diversi riferimenti al Giappone e alla cultura giapponese?

In realtà, Star Wars prende ispirazione da popoli, culture e periodi storici molto diversi tra loro. Tuttavia, alcune delle influenze più evidenti sono proprio quelle legate alla cultura giapponese. Uno degli esempi più riconoscibili è l'elmo di Darth Vader, disegnato prendendo come riferimento la forma del kabuto, l'elmo usato dai samurai.

Questo è uno degli esempi più famosi di elementi della saga ispirati alla cultura giapponese. Ma non è l'unico: ci sono anche altri personaggi, nomi e costumi della saga collegati al Giappone. In questo articolo vedremo i principali riferimenti giapponesi presenti in Star Wars.

Ti consigliamo anche di leggere il nostro articolo su frasi di Star Wars in giapponese.

Darth Vader e i samurai

Cominciamo dal personaggio più famoso della saga, quello pieno di riferimenti ai samurai: Darth Vader. Durante la creazione del personaggio, il regista George Lucas e il direttore artistico Ralph McQuarrie discussero a lungo su come dovesse apparire il villain.

Ispirandosi ai samurai giapponesi, decisero che, oltre all'elmo già citato, avrebbe indossato anche una maschera ispirata a un tipo di maschera metallica chiamata menpo. Queste maschere potevano essere portate solo dai guerrieri più rispettati del Giappone e venivano modellate con sembianze di demoni, animali feroci o fantasmi.

Vader indossa anche un mantello molto simile a quelli usati dai samurai per confondere i nemici durante il combattimento, rendendo più difficile capire i movimenti e prevedere gli attacchi.

Riferimenti giapponesi in Star Wars
Darth Vader e i riferimenti giapponesi in Star Wars

Le arti marziali

Parlando delle arti marziali usate nel film, la presenza dei samurai torna ancora una volta. I Jedi sono infatti molto simili ai samurai sotto diversi aspetti, come per esempio l'obbedienza totale al proprio maestro e il legame quasi religioso con l'arma usata in battaglia. Ma, oltre a questo, si può notare che l'arte marziale usata dai Jedi segue la stessa logica di quella dei samurai.

Stiamo parlando del kendo, l'arte marziale usata in Star Wars e dai samurai. Questa disciplina raggiunse il suo apice in Giappone tra le epoche Kamakura e Muromachi ed era usata dai samurai per il miglioramento spirituale e mentale, qualcosa di molto importante per la formazione del carattere del guerriero. Caratteristiche fondamentali anche per un Jedi.

Chi pratica kendo riesce facilmente a riconoscere molti movimenti dei personaggi del film. Un esempio è il fatto che Lord Vader lancia molti dei suoi colpi partendo da una posizione chiamata hasso, con la spada tenuta vicino alla testa. Anche altri colpi e posture, usati da Qui-Gon Jinn, Obi-Wan e Luke, come chudan, jodan, gedan e waki, richiamano le descrizioni dell'arte marziale giapponese.

Combattimento di kendo e Star Wars
Lotta di kendo

La regina Amidala

L'influenza del Giappone in La minaccia fantasma ha inciso molto sul design dei personaggi, soprattutto quello della regina Amidala (interpretata da Natalie Portman), che in seguito diventerà la moglie di Anakin e la madre della principessa Leia e di Luke Skywalker.

La scelta del suo abito - un kimono grigio - non è stata casuale. Il costume aiuta molto a trasformare l'incontro tra la regina Amidala e il senatore Palpatine in una scena molto speciale e solenne. Con questo abito, Amidala trasmette l'immagine di una regina autorevole e sovrana.

Paul Engelen, capo del team trucco del film, ha commentato il look del personaggio dicendo: "Abbiamo combinato molte influenze per costruire l'immagine della regina. Prevale l'aspetto orientale: base bianca, bocca rossa, pettinatura elaborata", ricordando una geisha.

Star Wars e i riferimenti giapponesi
Riferimenti giapponesi in Star Wars

Darth Maul

L'ultimo personaggio della nostra lista è uno di quelli che ha lasciato un segno fortissimo nei fan di tutto il mondo: Darth Maul (Ray Park). Già prima del suo debutto in Giappone era un successo, e si trovavano facilmente magliette, pupazzi e tanti altri prodotti legati a lui.

Ma il segreto di questo successo sta molto più nel suo aspetto che nel suo atteggiamento da villain. L'incredibile trucco nero e rosso, insieme alle numerose corna che circondano la testa, fanno sembrare Maul un vero demone. E in Giappone questa immagine richiama subito le maschere oni.

Le maschere oni hanno origine in un'antica leggenda giapponese che diceva che le persone morte senza un rituale funebre appropriato sarebbero diventate demoni.

La parola veniva anche usata per indicare chi non praticava il buddismo o chi commetteva il peccato della gola. Chi cadeva in questo comportamento finiva immediatamente nell'inferno della fame e diventava un gaki, cioè un oni della fame.

Darth Maul e la maschera oni giapponese

Star Wars non è mai stata soltanto una storia di astronavi, spade e battaglie. Parte della sua forza sta anche nel modo in cui mescola riferimenti di culture diverse, in una forma che continua ad attirare l'attenzione anche dopo tanti anni. In questo caso, l'influenza giapponese emerge chiaramente, e la saga acquista così ancora più livelli da scoprire.

Kevin Henrique

Kevin Henrique

Specialista con oltre 10 anni di esperienza nella cultura asiatica, con focus su Giappone, Corea, anime e giochi. Autodidatta, scrittore e viaggiatore concentrato sull'insegnamento del giapponese, consigli di viaggio e curiosità profonde.

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