Il kimono (着物) è l’abito tradizionale giapponese dalla linea avvolgente, chiuso sul davanti e fermato da una fascia chiamata obi. Oggi lo si vede soprattutto in cerimonie, feste stagionali, matrimoni, lauree e contesti artistici; non è il nome corretto dell’uniforme usata nel judo o nel karate.
La parola kimono significa letteralmente “cosa da indossare”. Nel giapponese moderno indica un capo preciso, costruito con pannelli di tessuto e indossato con il lembo sinistro sopra il destro. Il rovescio si usa soltanto nella vestizione funebre, quindi è un dettaglio da non confondere.

Indice 11
Che cos’è un kimono giapponese?
Il kimono è una veste lunga a linee rette, con maniche ampie e un colletto che incornicia il collo. La forma di base è rimasta riconoscibile per secoli, ma tessuto, motivo, colore, lunghezza delle maniche e accessori cambiano secondo la stagione, l’occasione e il grado di formalità.
Non è una categoria indistinta di “abiti orientali”. In Cina l’abito storico è l’hanfu; in Corea è l’hanbok. Possono sembrare affini a un primo sguardo, ma ciascuno appartiene a una tradizione di taglio, uso e simboli propria.
Kimono, chimono o quimono?
In italiano sono attestate le forme kimono e chimono; nell’uso corrente, soprattutto parlando dell’abito giapponese, “kimono” è la grafia più riconoscibile. “Quimono” è invece una grafia diffusa in portoghese e non serve in un testo italiano.
Il termine 着物 unisce ki (着, indossare) e mono (物, cosa). Per questo in passato poteva riferirsi genericamente a ciò che si indossa; col tempo ha assunto il significato specifico di abito tradizionale giapponese.
Origine e storia del kimono
L’abbigliamento giapponese ha ricevuto influenze dalla Cina continentale, ma il kimono ha poi sviluppato una forma e un linguaggio visivo propri. Dal periodo Heian in avanti, il taglio a pannelli rettangolari ha favorito abiti adatti a stratificazioni, pieghe e trasformazioni nel corso della vita del capo.
Durante il periodo Edo l’obi divenne più importante nell’insieme e le maniche di alcuni modelli femminili si allungarono. Con la diffusione dell’abbigliamento occidentale il kimono uscì dalla quotidianità di molti giapponesi, senza scomparire: continua a comparire nei riti di passaggio, nelle arti tradizionali e nelle occasioni formali.

Differenza tra kimono e yukata
Lo yukata (浴衣) è il parente più leggero e informale del kimono. In genere è sfoderato, spesso in cotone o fibre leggere, e si porta d’estate, ai matsuri, durante gli spettacoli di fuochi d’artificio e nelle locande tradizionali. Il kimono formale, invece, può richiedere più strati, un abbinamento accurato di calzature e accessori e una vestizione molto più complessa.
La distinzione utile è questa: lo yukata privilegia freschezza e semplicità; il kimono può essere casual o formale, ma include una gamma molto più ampia di tessuti, stagioni e codici sociali. Per approfondire l’abito estivo, leggi la guida allo yukata.

Parti essenziali del kimono
Un kimono non è un abito chiuso con bottoni o cerniere. Si avvolge attorno al corpo e si regola con fasce e cordoncini. I nomi tecnici possono variare secondo il modello, ma queste sono le parti più utili da riconoscere:
- Eri (衿): il colletto.
- Sode (袖): le maniche.
- Obi (帯): l’ampia cintura che fissa l’abito.
- Okumi (衽): il pannello frontale interno.
- Maemigoro (前身頃): il pannello principale anteriore.
- Ushiromigoro (後身頃): la parte principale posteriore.
- Tabi (足袋): calze con alluce separato, indossate con sandali tradizionali.

Tipi di kimono da conoscere
Non esiste un solo kimono. Il livello di formalità dipende dalla persona, dall’evento, dai kamon di famiglia, dal motivo e dal tessuto. Ecco alcuni nomi ricorrenti:
- Furisode (振袖): kimono dalle maniche molto lunghe, associato tradizionalmente alle giovani non sposate e a cerimonie come il raggiungimento della maggiore età.
- Kurotomesode (黒留袖): modello nero molto formale, spesso scelto dalle madri degli sposi nei matrimoni.
- Irotomesode (色留袖): tomesode colorato, anch’esso formale ma non nero.
- Hōmongi (訪問着): letteralmente “abito da visita”, adatto a occasioni eleganti ma meno rigide dei modelli più solenni.
- Iromuji (色無地): kimono a tinta unita, usato anche in contesti come la cerimonia del tè.
- Komon (小紋): modello con piccoli motivi ripetuti, generalmente più informale.
I kamon, gli stemmi familiari giapponesi, possono rendere un capo più solenne. Non sono un semplice decoro: indicano una tradizione familiare e, nel contesto giusto, aiutano a leggere il grado di formalità dell’insieme.

Accessori: obi, haori, zōri e geta
L’obi è il primo accessorio da ricordare: non è soltanto una cintura, ma definisce equilibrio, volume e formalità della vestizione. Sotto al kimono può comparire il nagajuban, uno strato protettivo; sopra, un haori può aggiungere calore e formalità.
Ai piedi si usano spesso zōri o geta. Gli zōri sono sandali più adatti agli abbinamenti formali, mentre i geta di legno compaiono spesso con lo yukata. I kanzashi, invece, sono ornamenti per capelli presenti soprattutto nelle acconciature femminili tradizionali.

Quando si indossa il kimono in Giappone?
Il kimono resta legato alle occasioni in cui l’abbigliamento comunica rispetto, celebrazione o appartenenza a una pratica. Si può incontrare durante matrimoni, funerali, cerimonie di laurea, visite formali, eventi del tè, spettacoli tradizionali e ricorrenze stagionali.
Nei festival estivi e durante l’hanami è più frequente vedere lo yukata. Nelle locande ryokan, invece, agli ospiti viene spesso fornito uno yukata da usare all’interno della struttura.

Kimono e arti marziali: non sono la stessa cosa
Nel linguaggio comune si sente chiamare “kimono” l’uniforme del judo, del karate o del jiu-jitsu. In Giappone è più preciso parlare di keikogi o usare il nome dell’uniforme legato alla disciplina. Questi capi sono progettati per l’allenamento e il movimento; il kimono tradizionale ha una funzione, una costruzione e un contesto diversi.
L’hakama, simile a una gonna-pantalone ampia, può invece comparire in alcune arti marziali e in abbinamenti formali. Per un quadro più ampio, consulta le arti marziali giapponesi.

Come scegliere o acquistare un kimono
Prima di comprare, chiarisci l’uso: un yukata per un festival estivo, un haori come capo da sovrapporre o un kimono formale richiedono materiali e accessori diversi. Nei negozi occidentali la parola “kimono” viene usata anche per giacche leggere ispirate alla silhouette giapponese; non sono necessariamente capi tradizionali.
Per un capo autentico, il mercato dell’usato giapponese può offrire molte possibilità, ma richiede attenzione a misure, macchie, fodera, stagione e costo degli accessori. Un kimono formale non si valuta solo dal tessuto: obi, calzature, tabi e modalità di vestizione fanno parte del risultato finale.
In breve
Il kimono è un abito tradizionale giapponese con regole, varianti e una storia molto più ampia dell’immagine da cartolina. Ricorda tre punti: kimono e yukata non sono identici, il tipo scelto dipende dall’occasione e l’uniforme delle arti marziali è un’altra cosa. Con questi riferimenti è più facile riconoscere un capo, capire quando viene indossato e apprezzarne i dettagli.
Community
Commenti
0 commenti
Non ci sono ancora commenti pubblicati in questa lingua.
Invia commento