In italiano basta dire fratello o sorella e il resto lo fa il contesto. In giapponese la stessa persona cambia nome a seconda di chi parla, di quanto è intimo il rapporto e se la stai chiamando o ne stai parlando con un estraneo.
È per questo che gli anime insistono tanto sulla sorellina che chiama onii-chan: non è solo «fratello maggiore», è il registro della casa, affettuoso e un po’ infantile. Prima abbiamo già scritto sui membri della famiglia in giapponese; qui restiamo sui fratelli, dal vezzeggiativo di tutti i giorni fino ad aniki.
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Fratello maggiore: che cosa significa onii-chan
Onii-chan è il modo informale per chiamare il fratello maggiore. L’ideogramma onii [お兄] indica proprio il fratello più grande; il chan è un suffisso onorifico intimo, da bambino o da famiglia stretta, quasi un diminutivo.
Il registro più comune e rispettoso è onii-san. Puoi attaccare queste forme anche dopo il nome, come un titolo: Kevin-oniichan. Vale per il fratello di sangue e, spesso, per qualcuno che tratti come tale anche senza parentela.
Quando invece parli di tuo fratello con un’altra persona, il dizionario ti dà ani [兄], non onii-chan. Onii-chan si usa in faccia a lui, o in un tono da casa; ani è il modo piano di dire «mio fratello maggiore» a un estraneo.
Oniichan o onii-chan, quale si scrive?
Non esiste una grafia unica: il trattino è solo una scelta di romanizzazione per staccare il fratello dal suffisso chan o san. Attento però a non scrivere solo onichan: così finisci sull’oni [鬼], il demone o orco del folclore, non sul fratello.

Sorella maggiore: che cosa significa onee-chan
Onee-chan è il modo informale per dire sorella maggiore. L’ideogramma onee [お姉] significa sorella più grande; il chan resta il vezzeggiativo intimo.
Onee-san è la forma educata di tutti i giorni, non quella infantile. In molte famiglie, soprattutto quando parla un fratello, onee-san suona più rispettoso di onee-chan: non è una regola ferrea, è questione di atmosfera in casa.
Che cosa significa ane?
Ane [姉] è un altro modo di riferirsi alla sorella maggiore, soprattutto quando ne parli con gli altri. La forma ancora più cerimoniosa e un po’ arcaica è aneue [姉上]. La stessa logica di ani vale qui: ane descrive, onee-chan chiama.

Le diverse forme per dire fratello e sorella maggiore
In giapponese c’è una gerarchia di registro: linguaggio formale, comune e informale. Per questo esistono tante varianti. Sotto, tutte le voci della lista indicano fratelli o sorelle maggiori:
| Registro | Fratello maggiore | Sorella maggiore |
| Keigo molto formale, da famiglia nobile | onii-sama [お兄さま] | onee-sama [お姉さま] |
| Sonkeigo, rispetto solenne | aniue [兄上] | aneue [姉上] |
| Formale quotidiano | onii-san [お兄さん] | onee-san [お姉さん] |
| Un po’ più informale | nii-san [兄さん] | nee-san [姉さん] |
| Senza suffisso rispettoso | nii [兄] | nee [姉] |
| Suffisso intimo, da diminutivo | onii-chan [お兄ちゃん] | onee-chan [お姉ちゃん] |
| Ancora più colloquiale | nii-chan [兄ちゃん] | nee-chan [姉ちゃん] |
| Quando ne parli, non quando chiami | ani [兄] | ane [姉] |
| Prezioso, stimato; anche da yakuza | aniki [兄貴] | aneki [姉貴] |

Aniki lo senti spesso nella yakuza: è il fratello camerata, il superiore di cui ti fidi. L’ideogramma [貴] porta l’idea di qualcosa di prezioso e stimato. Aneki è la versione femminile, più rara ma con lo stesso peso.
Imouto e otouto: sorella e fratello minori
Per i fratelli più giovani si usa otouto [弟]. Le sorelle più giovani sono imouto [妹].
Queste parole quasi non prendono suffissi, tranne quando parli dei fratelli di un’altra famiglia: la sorellina del tuo amico diventa imouto-san. A differenza di onii-san e onee-san, imouto e otouto non si usano così spesso per parlare con i più piccoli. In casa i giapponesi chiamano di solito i minori per nome.
Se cerchi «younger sister» in un dizionario, trovi decine di forme. Quasi tutte restano inusuali fuori dai romanzi o dagli anime che vogliono insistere sul tropo della imouto.

Altri modi di dire fratelli in giapponese
Oltre alle forme per chiamare il maggiore e il minore, restano le parole per parlare del gruppo:
| Giapponese | Kana | Romaji | Italiano |
| 兄弟 | きょうだい | kyoudai | Fratelli (anche misto) |
| 姉妹 | しまい | shimai | Sorelle |
| 兄 | あに | ani | Fratello maggiore (quando ne parli) |
| 姉 | あね | ane | Sorella maggiore (quando ne parli) |
| 弟 | おとうと | otouto | Fratello minore |
| 妹 | いもうと | imouto | Sorella minore |
| 双子 | ふたご | futago | Gemelli, gemelle |
| 義弟 | ぎてい | gitei | Cognato minore |
| 義妹 | ぎまい | gimai | Cognata minore |
Gitei e gimai, con il kanji 義, indicano un legame acquisito: il fratello o la sorella del coniuge, o un fratello acquisito per matrimonio. Non sono il mezzo-fratello di sangue (quello passa da altre parole, come i termini con 異母 o 異父).
Futago: e se sono gemelli?
Se sono gemelli, chi decide chi è il maggiore? La parola è futago [双子], letteralmente bambini in coppia. Anche nati quasi insieme, esce prima uno dei due: quello è il maggiore.
- futago no ani [双子の兄] fratello gemello maggiore;
- futago no ane [双子の姉] sorella gemella maggiore;
- futago no oniisan [双子のお兄さん] fratello gemello, forma di rispetto;
- futago no oneesan [双子のお姉さん] sorella gemella, forma di rispetto;
- futago no otouto [双子の弟] fratello gemello minore;
- futago no imouto [双子の妹] sorella gemella minore;
- tsuin [ツイン] dal inglese twins.

Kyoudai e shimai: parlare di fratelli al plurale
Per parlare al plurale si uniscono gli ideogrammi del maggiore e del minore. Fratelli in giapponese si scrive kyoudai [兄弟]; sorelle si scrive shimai [姉妹].
Kyoudai può includere anche le sorelle. Di rado lo vedi scritto con altre coppie dei quattro kanji [兄-弟-姉-妹], a seconda di chi c’è in casa. Se ti interessa il registro dietro a queste scelte, il keigo spiega perché una stessa famiglia passa da -chan a -sama.

Onii-chan e onee-chan restano le voci che senti di più negli anime. In una casa vera, però, il dizionario da solo non basta: conta se stai chiamando, se stai raccontando, e quanto vicino sei a quella persona.
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