Diversi modi per rispondere a un grazie in giapponese

Douitashimashite, douzo, iie ie: quale risposta giapponese a un "grazie" scegliere a seconda della situazione?

Sappiamo che nella lingua giapponese esistono diversi modi per dire grazie, come arigatou [ありがとう]. Ma hai mai pensato a come rispondere a un ringraziamento in giapponese? In questo articolo vedremo diversi modi per rispondere "di niente" nella lingua giapponese.

Quando qualcuno dice arigatou [ありがとう], la risposta più comune, educata e formale è douitashimashite [どう致しまして], il più vicino equivalente in italiano, come "non c'è di che" o "prego". Ma il giapponese offre molte altre risposte, e quella giusta dipende molto dalla situazione e dalla persona con cui stai parlando.

Scena dell'anime 'Golden Time' con due giovani protagonisti in uno scambio di cortesia, esempio tipico di conversazione formale giapponese in cui si risponde a un ringraziamento
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Origine della parola douitashimashite

La parola douitashimashite significa letteralmente qualcosa come "io davvero non ho fatto nulla di particolare, quindi non ti preoccupare". L'origine della parola douitashimashite si spiega in due parti:

  • dou [どう] viene dall'espressione donoyouni [どの様に], che significa "in che modo" — qui usata nel senso più largo di "comunque" o "in ogni caso";
  • itashimashite [いたしまして] viene dal verbo itasu [致す], la forma keigo (敬語, linguaggio onorifico) e cortese di suru [する], che significa "fare".

L'espressione douitashimashite porta con sé anche l'idea di "in qualsiasi momento", "certamente", "non preoccuparti", "nessun problema", "non è stato nulla", "è stato un piacere", "sono felice di aiutare". In alcune situazioni di tutti i giorni, puoi semplicemente lasciar cadere il dou e dire solo itashimashite [いたしまして] — una versione un po' più morbida e informale della stessa idea.

Per approfondire il lato culturale della cortesia giapponese, dai un'occhiata al nostro articolo su quanto in Giappone le persone siano davvero educate o stiano solo recitando, e alla nostra guida su le occasioni in cui inchinarsi in Giappone.

Altri modi per rispondere a un grazie in giapponese

Anche se douitashimashite resta la forma più formale e cortese per dire "di niente" in giapponese, esistono diverse altre espressioni, più informali o familiari, che puoi usare con gli amici o anche con semplici conoscenti. Eccone un piccolo elenco da cui partire:

Significato in italianoGiapponeseRomaji
Grazie a te (formale, spesso tra colleghi)こちらこそkochirakoso
No, no / non c'è problema, tranquillo (informale, tra colleghi)いえいえie ie
Ma figurati, chiedimi pure quando vuoiううん、いつでも声かけてuun, itsudemo koe kakete
Non essere così formale con me遠慮しないでenryoshinaide
Sono contento di essere stato utile (tra amici)助けになれて 良かったtasukeni narete yokatta
È mio dovere (rispondendo a un superiore o un cliente)恐縮ですkyoushukudesu
Nessun problema, non preoccuparti大丈夫daijoubu
Macché, nessun problema全然zenzen
Non è stato niente [di speciale] (informale, può sembrare brusco)別にbetsuni
Non è stato niente (tra amici, può suonare brusco)いいよiiyo

Qui sotto trovi un breve video che riassume alcune di queste diverse risposte a un ringraziamento in giapponese:

Nelle situazioni informali

Tra amici stretti, puoi rispondere a un grazie con un semplice hai (はーい) o un (うん). A volte puoi anche scherzarci sopra, tipo kore takaiyo (これ高いよ), che letteralmente significa "questo è caro!" — un modo giocoso di dire "mi devi un favore".

Meglio leggere bene la situazione prima di rispondere: a seconda di chi hai davanti e del contesto, la risposta sbagliata può sembrare fredda, o addirittura scortese. Puoi anche combinare le espressioni — ad esempio iie, kochirakoso ("no, anzi, grazie a te") — per ammorbidire o sfumare il tono.

Una geisha in kimono tradizionale che si inchina con eleganza, esempio del gesto di cortesia che spesso accompagna il

Puoi anche rispondere a un grazie con un altro grazie, come arigatou — succede spesso nei negozi, dove cliente e commesso finiscono per ringraziarsi a vicenda. E a volte non ti serve dire niente: un piccolo inchino, un sorriso, e vai per la tua strada.

Soprattutto, non dimenticare il sorriso: rende ognuna di queste risposte più calda. Tra le opzioni qui sopra, quale ti viene più naturale? E se hai passato un po' di tempo in Giappone, ti è capitato di sentirne qualcuna dal vivo in una conversazione vera?

Fonti
Kevin Henrique

Sull'autore: Kevin Henrique

Specialista con oltre 10 anni di esperienza nella cultura asiatica, con focus su Giappone, Corea, anime e giochi. Autodidatta, scrittore e viaggiatore concentrato sull'insegnamento del giapponese, consigli di viaggio e curiosità profonde.

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