I giapponesi sono educati o falsi?

I giapponesi sono famosi per essere educati, umili e rispettosi. Ma questo non è un concetto di accettazione universale e indiscutibile come si vede in alcuni stranieri più osservanti e anche in alcuni giapponesi più sconvenienti. Una donna coreana ha persino detto: mentre i coreani non sono maleducati e genuini, i giapponesi sono educati e falsi.

È risaputo che non possiamo prendere come regola l'immagine. Accade così che, poiché i giapponesi usano un approccio indiretto nelle loro relazioni, mascherandosi attraverso le apparenze delle occasioni sociali, è comune che i poveri in Occidente non si occupino di questo gioco dialettico. Ma la natura calma degli orientali nel lontano Giappone favorisce un trattamento educato per evitare problemi.

I giapponesi sono educati o falsi?

In generale, i giapponesi sono molto educati. La cultura li modella in questo modo e in questo modo agiscono in modo così naturale che non si rendono nemmeno conto di esserlo. Per una maggiore comprensione, consulta il nostro lettore di articoli. Honne e Tatemae, che è un tentativo di spiegare questo tipico capriccio giapponese.

Il Giappone è un paese con una popolazione di oltre 125 milioni. E nel piccolo territorio delle isole ci sono persone con tradizioni, storia e costumi molto diversi. Pertanto, è utile per il lettore comprendere la disparità di comportamento che si può trovare in quelle persone. Alcuni sono chiusi, indifferenti all'altro, riprovevoli per i propri sentimenti; mentre altri sono opposti, diventando anche quella che viene vista come l'immagine del nostro stesso popolo, il brasiliano.

I giapponesi sono educati o falsi?

L'istruzione giapponese è falsa?

Chi non ha cercato di essere educato per trovare un lavoro o impressionare qualcuno? La verità è che il mondo intero è dominato da persone ignoranti o che si presentano per essere istruite solo nei momenti opportuni. Anche con cari amici, a volte abbiamo bisogno di fingere gentilezza, anche se vorremmo diversamente.

La stessa cosa accade in Giappone! La grande differenza è che i giapponesi hanno bisogno di essere istruiti quasi sempre se vogliono essere accettati nella società. Dire un semplice buongiorno, chiedere come stai, o ringraziare per qualsiasi cosa sono usanze universali che stanno diminuendo sempre di più in tutto il mondo.

I giapponesi sono educati o falsi?

La verità è che non tutti vogliono essere educati tutto il tempo. Non voglio offrire qualcosa, ma lo offro per cortesia… Molti vivono questa stessa situazione. Quindi in un certo senso non possiamo dire che ci sia una falsa educazione. L'istruzione è esattamente fare di più per gli altri anche se non lo vogliamo.

Possiamo dire che la falsa educazione avviene solo quando c'è una forte mancanza di empatia, narcisismo, manipolazione, razzismo o egoismo. Queste persone fingono di essere educate, ma in realtà possono rovinare chiunque pur di ottenere ciò che vogliono.

Essere educati è essere gentili con un'altra persona anche quando non vuoi!

I giapponesi sono educati o falsi?

L'educazione giapponese è genuina?

Alcuni bambini tendono a pasticciare finché non raggiungono l'età scolare e imparano le regole e le buone maniere che vengono insegnate. Alcuni anziani fanno quello che vogliono e sono generalmente scortesi perché credono di avere il diritto. La verità è che ci saranno sempre persone egoiste o che non seguono lo schema stabilito dalla società.

La maggior parte dei giapponesi viene educata principalmente per senso del dovere. In Giappone c'è un'incredibile pressione sociale per comportarsi bene, rispettare, seguire le regole e fare le cose in gruppo. Nonostante tutto questo possiamo dire che l'educazione giapponese è qualcosa di reale, radicato e coerente, non qualcosa di falso.

I giapponesi sono educati o falsi?

La cultura e la società esercitano un grande potere su chi sono i giapponesi. Non è solo per obbligo, la maggior parte dei giapponesi è felice di agire educatamente. La mentalità di fare del bene agli altri è responsabile della sicurezza e del progresso del Giappone! Se tutto fosse guidato da falsità, il Giappone non otterrebbe mai questa reputazione di educato!

Non solo imparano i protocolli educativi, ma imparano ad avere rispetto e considerazione reciproci. Quanti esempi di onestà e aiuto dobbiamo ricordare per dimostrare che l'educazione giapponese è genuina? anche i membri del Yakuza mostrare rispetto ed educazione all'interno della società, perché gli altri non dovrebbero fare lo stesso?

I giapponesi sono educati o falsi?

Un'altra cosa che possiamo menzionare è che molti hanno vergogna e timidezza! Io stesso ho già smesso di dire buongiorno o addirittura di ringraziarmi a causa della mia timidezza e vergogna. Ora immagina i giapponesi che sono famosi per la loro estrema timidezza? Puoi vedere nella società giapponese che la maggior parte delle persone scambia saluti con a Sorridi in faccia.

Cosa imparare dall'educazione giapponese?

Ai giapponesi viene insegnato ad essere sempre consapevoli di come agire, sì sempre, per non distinguersi. Questi gesti "educati" sono solo qualcosa che fanno nella loro vita quotidiana e quando lo fanno, non significa nulla. Fanno solo quello che gli è stato insegnato a fare.

I giapponesi sono educati o falsi?

Anche se alcuni potrebbero trovarlo falso, tieni presente che se non fai lo stesso, penseranno che sei una persona maleducata. Molti brasiliani in Giappone si lamentano di certi atteggiamenti giapponesi, ma molti che si lamentano non si sforzano di dire un semplice buongiorno e fare amicizia con un giapponese.

Hai mai provato a fare amicizia con un giapponese? Vedrai quanto apprezzano l'amicizia, vedrai cos'è la vera amicizia! Un'amicizia senza interessi, un'amicizia senza intromettersi nella vita dell'altro quando non richiesti. Anche non volendo, il giapponese considera il prossimo prima di se stesso.

Cosa ne pensi di questo argomento? Sei d'accordo con le parole dell'articolo? Siamo felici di sentire la tua opinione nei commenti e condividerla sui social media!

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20 commenti su “Os japoneses são educados ou falsos?”

  1. Kevin, compreendo a situação que expõe, mas gostaria de esclarecer algumas coisas.
    O Japão não é o país com maior índice de suicidios (percentualmente), mas fica entre os primeiros quando calculado quantitativamente. Segundo o relatório do 厚生労働省 (Ministério da saúde, trabalho e bem-estar social), os suicidios tem diminuído desde 2009. Qual a razão? A crise econômica de 2007-2008. Com o desaquecimento da economia japonesa, as empresas têm exigido menos de seus trabalhadores, o que tem causado menos stress no trabalho. Porém, mesmo assim, os índices de suicidio não melhoraram, mas se encontram dentro de uma margem de erro que não se modificou muito desde 1978 (levar em consideração a demografia do período).
    As empresas escondem o máximo possível quando um funcionário morre de Karōshi, pois isso mancha a imagem da empresa. Quando um funcionário se mata, ela entra nas estatística somente como “suicidio” e dificilmente ligam isso ao stress no trabalho. Na empresa em que eu trabalho, que é famosa, tivemos casos de Karōshi e isso foi abafado. Karōshi se tornou uma palavra proibida dentro da empresa. Eu vi os relatórios dos funcionários com dados de horas de sono por dia. Uma grande maioria dorme entre 3 ~ 5 horas por dia. O funcionário que morreu de ataque cardíaco ocasionado por Karōshi dormia 3 ~4 horas por dia. Também vi o relatório do RH sobre a contratação de novos funcionários. De 15 que entraram no mês passado em meu setor, somente 1 permaneceu, sendo que a empresa está pagando um salário acima da média nacional japonesa. Qual a razão? O stress, assédio moral (bullying) e abuso de autoridade tem sido as causas principais que eu pude constatar conversando com eles. Numa das reuniões de início de mês eu expus a questão sobre assédio moral e abuso de autoridade no trabalho para discutirmos e encontrarmos soluções para isso. Sabe o que os japoneses disseram? Disseram que se alguém está sofrendo isso deveria sair da empresa e procurar outro trabalho, pois no Japão sempre foi assim. E olha que 90% do meu setor é composto por funcionários com faixa etária de 21 ~ 35 anos. Outra questão discutida se referia ao problema em se conseguir mãos-de-obra para as fábricas da empresa. Devido às condições de trabalho degradantes e desgastantes, somente estrangeiros como chineses, peruanos, bolivianos, nepaleses e brasileiros se submetiam a tais condições. Mesmo assim o índice de abandono do trabalho era altíssimo. Os índices chegavam a 150%, mesmo pagando o equivalente a US$5000 por mês mais uma ajuda de custo de US$500. Por não conseguirmos gente para que a linha de produção continuasse funcionando, tivemos que cortar vagas e aumentar o serviço dos que ficaram. Eu rebati essa solução, pois isso aumentaria ainda mais a evasão dos funcionários. O resultado disso? Diversos produtos com defeitos gravíssimos que voltavam dos portos sem serem carregados devido ao stress que o trabalhadores estavam sendo submetidos para se produzir. O caso dos defeitos foi tão grave que o presidente da empresa fez uma coletiva de imprensa, mas a raiz do problema sequer foi ouvida e resolvida. Há muito tenho exposto às raizes do problema para os meus superiores japoneses, mas eles não repassam as informações por acharem que “não tem relação”.
    O Japão se “ocidentalizou” tecnologicamente, mas a mudança de mentalidade é um processo de longa duração. Muitas tradições do período feudal ainda são mantidas dentro de uma sociedade que avança tecnologicamente mas que socialmente ainda mantém seus velhos preconceitos, sendo um deles as relações sociais verticalizadas (縦社会). A mudança de mentalidade no Japão tem se modificado de forma gradual e lentíssima, mas elas não foram adotadas por eles, mas por executivos estrangeiros que tiveram que impor e quebrar com toda essa “tradição danosa japonesa”, incluindo essa ideia de hierarquização social.
    Kevin, se você estiver interessado em ouvir historias como essas, eu estarei disponível para ajudar.
    Como muitos leitores do Sukidesu, eu também já fui muito fã do Japão e tinha uma imagem positiva do povo japonês, até que isso mudou com o tempo e comecei a compreender melhor o que se passava por aqui. Aliás, eu estou tentando fazer um estudo histórico/sociológico sobre essa questão. Abraços!

    • Essas histórias são interessantes, sinta-se livre caso queira envia-las para serem publicadas. Acho bom que as pessoas saibam dessas coisas, mas de uma forma mais neutra e que elas vejam de forma relativa, pq vc sabe como são as pessoas, leem um artigo dizendo 100 pessoas morreram por causa de bactéria comendo sushi, já aparece milhares dizendo: Nunca vou mais comer sushi… Por isso não sou de negativar as coisas, ou quando faço isso digo muito sobre relatividade pq vai que essas minhas palavras impeçam a pessoa de tentar correr atrás de seus sonhos onde possivelmente poderia ter uma experiencia diferente?

      Como você, eu não recomendo ninguém trabalhar em certas empresas, muito menos em fábricas, nem no Brasil eu me arrisco a isso, por isso investi em ter meu próprio negócio. Por mais que aqui muitos trabalhem tranquilamente, mais da metade do brasileiro trabalha 10 horas por dia e milhões enfrentam um caminho de 3 horas da casa ao trabalho. Acredito que seja o mesmo no Japão, já que presenciei milhares de pessoas vagabundando, curtindo e perambulando diariamente como se não trabalhassem.

      Eu estou tão isolado da sociedade (não porque sou anti-social, mas costumo me associar mais apenas com pessoas que seguem os mesmos ideias e crenças por todo mundo) é por isso que eu não costumo rotular pessoas por nacionalidade e sim por estilo de vida. Na realidade tanto no Brasil como no Japão eu tento ir contra a massa, não me envolvendo nas decisões habituais das pessoas que é fazer uma faculdade e arrumar um emprego e prestar concursos.

      Se você acha os números de 18/100.000 altos, então com certeza vai encarar a competitividade e outros aspectos capitalistas e feudais dos japoneses de forma alta… Já eu costumo focar no restante dos números, mas isso é extremamente normal, se uma folha branca tiver alguns furos, eles com certeza vão ser mais notáveis que o restante da folha. Qualquer imagem visto de perto, deixa de estar bonita cheia de pixels.

  2. Kevin, compreendo a situação que expõe, mas gostaria de esclarecer algumas coisas.
    O Japão não é o país com maior índice de suicidios (percentualmente), mas fica entre os primeiros quando calculado quantitativamente. Segundo o relatório do 厚生労働省 (Ministério da saúde, trabalho e bem-estar social), os suicidios tem diminuído desde 2009. Qual a razão? A crise econômica de 2007-2008. Com o desaquecimento da economia japonesa, as empresas têm exigido menos de seus trabalhadores, o que tem causado menos stress no trabalho. Porém, mesmo assim, os índices de suicidio não melhoraram, mas se encontram dentro de uma margem de erro que não se modificou muito desde 1978 (levar em consideração a demografia do período).
    As empresas escondem o máximo possível quando um funcionário morre de Karōshi, pois isso mancha a imagem da empresa. Quando um funcionário se mata, ela entra nas estatística somente como “suicidio” e dificilmente ligam isso ao stress no trabalho. Na empresa em que eu trabalho, que é famosa, tivemos casos de Karōshi e isso foi abafado. Karōshi se tornou uma palavra proibida dentro da empresa. Eu vi os relatórios dos funcionários com dados de horas de sono por dia. Uma grande maioria dorme entre 3 ~ 5 horas por dia. O funcionário que morreu de ataque cardíaco ocasionado por Karōshi dormia 3 ~4 horas por dia. Também vi o relatório do RH sobre a contratação de novos funcionários. De 15 que entraram no mês passado em meu setor, somente 1 permaneceu, sendo que a empresa está pagando um salário acima da média nacional japonesa. Qual a razão? O stress, assédio moral (bullying) e abuso de autoridade tem sido as causas principais que eu pude constatar conversando com eles. Numa das reuniões de início de mês eu expus a questão sobre assédio moral e abuso de autoridade no trabalho para discutirmos e encontrarmos soluções para isso. Sabe o que os japoneses disseram? Disseram que se alguém está sofrendo isso deveria sair da empresa e procurar outro trabalho, pois no Japão sempre foi assim. E olha que 90% do meu setor é composto por funcionários com faixa etária de 21 ~ 35 anos. Outra questão discutida se referia ao problema em se conseguir mãos-de-obra para as fábricas da empresa. Devido às condições de trabalho degradantes e desgastantes, somente estrangeiros como chineses, peruanos, bolivianos, nepaleses e brasileiros se submetiam a tais condições. Mesmo assim o índice de abandono do trabalho era altíssimo. Os índices chegavam a 150%, mesmo pagando o equivalente a US$5000 por mês mais uma ajuda de custo de US$500. Por não conseguirmos gente para que a linha de produção continuasse funcionando, tivemos que cortar vagas e aumentar o serviço dos que ficaram. Eu rebati essa solução, pois isso aumentaria ainda mais a evasão dos funcionários. O resultado disso? Diversos produtos com defeitos gravíssimos que voltavam dos portos sem serem carregados devido ao stress que o trabalhadores estavam sendo submetidos para se produzir. O caso dos defeitos foi tão grave que o presidente da empresa fez uma coletiva de imprensa, mas a raiz do problema sequer foi ouvida e resolvida. Há muito tenho exposto às raizes do problema para os meus superiores japoneses, mas eles não repassam as informações por acharem que “não tem relação”.
    O Japão se “ocidentalizou” tecnologicamente, mas a mudança de mentalidade é um processo de longa duração. Muitas tradições do período feudal ainda são mantidas dentro de uma sociedade que avança tecnologicamente mas que socialmente ainda mantém seus velhos preconceitos, sendo um deles as relações sociais verticalizadas (縦社会). A mudança de mentalidade no Japão tem se modificado de forma gradual e lentíssima, mas elas não foram adotadas por eles, mas por executivos estrangeiros que tiveram que impor e quebrar com toda essa “tradição danosa japonesa”, incluindo essa ideia de hierarquização social.
    Kevin, se você estiver interessado em ouvir historias como essas, eu estarei disponível para ajudar.
    Como muitos leitores do Sukidesu, eu também já fui muito fã do Japão e tinha uma imagem positiva do povo japonês, até que isso mudou com o tempo e comecei a compreender melhor o que se passava por aqui. Aliás, eu estou tentando fazer um estudo histórico/sociológico sobre essa questão. Abraços!

    • Essas histórias são interessantes, sinta-se livre caso queira envia-las para serem publicadas. Acho bom que as pessoas saibam dessas coisas, mas de uma forma mais neutra e que elas vejam de forma relativa, pq vc sabe como são as pessoas, leem um artigo dizendo 100 pessoas morreram por causa de bactéria comendo sushi, já aparece milhares dizendo: Nunca vou mais comer sushi… Por isso não sou de negativar as coisas, ou quando faço isso digo muito sobre relatividade pq vai que essas minhas palavras impeçam a pessoa de tentar correr atrás de seus sonhos onde possivelmente poderia ter uma experiencia diferente?

      Como você, eu não recomendo ninguém trabalhar em certas empresas, muito menos em fábricas, nem no Brasil eu me arrisco a isso, por isso investi em ter meu próprio negócio. Por mais que aqui muitos trabalhem tranquilamente, mais da metade do brasileiro trabalha 10 horas por dia e milhões enfrentam um caminho de 3 horas da casa ao trabalho. Acredito que seja o mesmo no Japão, já que presenciei milhares de pessoas vagabundando, curtindo e perambulando diariamente como se não trabalhassem.

      Eu estou tão isolado da sociedade (não porque sou anti-social, mas costumo me associar mais apenas com pessoas que seguem os mesmos ideias e crenças por todo mundo) é por isso que eu não costumo rotular pessoas por nacionalidade e sim por estilo de vida. Na realidade tanto no Brasil como no Japão eu tento ir contra a massa, não me envolvendo nas decisões habituais das pessoas que é fazer uma faculdade e arrumar um emprego e prestar concursos.

      Se você acha os números de 18/100.000 altos, então com certeza vai encarar a competitividade e outros aspectos capitalistas e feudais dos japoneses de forma alta… Já eu costumo focar no restante dos números, mas isso é extremamente normal, se uma folha branca tiver alguns furos, eles com certeza vão ser mais notáveis que o restante da folha. Qualquer imagem visto de perto, deixa de estar bonita cheia de pixels.

  3. Parabéns pelo seu artigo ?

    Eu gostei muito

    Concordo com tudo que foi citado

    Realmente é assim que é no Nihon, mas querendo ou não eles são educados. Prefiro morar no Japão e sofrer pressão, ter a vida em risco com esses desastres etcs, do que ficar vivendo no Brasil….

    Mas uma vez parabéns pelo seu artigo, que continue crescendo ?

    Bai bai ?

  4. Parabéns pelo seu artigo ?

    Eu gostei muito

    Concordo com tudo que foi citado

    Realmente é assim que é no Nihon, mas querendo ou não eles são educados. Prefiro morar no Japão e sofrer pressão, ter a vida em risco com esses desastres etcs, do que ficar vivendo no Brasil….

    Mas uma vez parabéns pelo seu artigo, que continue crescendo ?

    Bai bai ?

  5. Tendo frequentado uma universidade japonesa e trabalhando no Japão em uma multinacional, observei o quanto os japoneses eram educados comigo. Sempre sorrindo e sendo solícitos. Até que eu comecei a observar melhor e a ouvir com mais atenção as pequenas conversas que eles realizavam em voz baixa entre eles. Pois é… a surpresa foi das piores, pois eu descobri que eles não falam o que tem que ser dito e ficam falando mal pelas costas. Adoram fazer intrigas para formar um grupinho e começar a praticar bullying no ambiente de trabalho. São invejosos e não aceitam de forma alguma que um estrangeiro possa ter uma formação e salário melhor que a deles. Fingem tanto que a falsidade deixa de ser o termo e passamos a utilizar a palavra “dissimulados”.Se eles estão vendo qualquer injustiça, não espere que eles ajudem o oprimido ou o injustiçado, pois eles ficarão do lado do mais forte. Há até uma frase que eles utilizam muito aqui que é o「強い者には弱く、弱い者には強く」, que significa “para os fortes demonstre fraqueza, e para os fracos haja com força”. Eles levam isso ao pé da letra. Individualmente os japoneses são bem covardes, vão sempre demonstrar “fraqueza”, mas em grupos eles são o “capeta”. Não é à toa que pintaram e bordaram por toda a Ásia nos anos de guerra. Há inclusive um outro termo que os japoneses usam muito que é 「赤信号を皆んなで渡れば怖くない。」, que significa “Não há o que temer quando passamos pelo sinal vermelho em grupo”. Isso já mostra como os japoneses pensam sobre infringir regras. Individualmente não conseguem fazer quase nada, mas em grupo a coragem para fazer coisas erradas brota. Por isso eu costumo dizer que o bullying japonês é culturalmente aceito por eles.
    Muitos dirão “ah, mas se fosse tudo isso o Japão não seria o que é!”. Grande erro ao se pensar que desenvolvimento tecnológico e econômico signifiquem alguma coisa sobre o caráter do povo. A Alemanha nazista também parecia ser a perfeição, tudo organizado e vivendo o seu melhor momento desde o fim da 1ª Guerra Mundial.
    O que precisamos entender sobre o Japão é o seguinte: a opinião de um turista não vale como referência para avaliar a situação em questão, pois são turistas e os japoneses vão saber fingir bem. A opinião de um trabalhador que não domine o japonês com perfeição também não o permitirá ter um “senso crítico”, pois ele não saberá sequer perceber e compreender o que está ocorrendo ao seu redor.
    O Japão só é essa potência pelo fato de existir um rígido sistema hierárquico que nenhum de nós no ocidente aceitaria. Quando eu digo rígido, chega a ser quase um novo sistema de castas. Todos são obrigados a serem iguais dentro da hierarquia em que pertencem. Se alguém se sobressair será massacrado. Justamente por isso há a expressão 「出る杭は打たれる」, que significa “o prego que se sobressai será martelado”. Isso já mostra como a sociedade japonesa não está aberta para o diferente e nem para as novas ideias. Justamente por isso os japoneses que não concordam com esse rígido sistema social acabam “fugindo” para o exterior.
    Para os que mesmo assim querem continuar a ter uma imagem mitificada da beleza e perfeição da sociedade japonesa, deixo uma questão: se o Japão é realmente perfeito e ideal, por qual motivo os japoneses se suicidam tanto? Por qual razão existe 「過労死」(morte por exaustão)?

    • Não discordo de nada desse comentário, mas tudo é relativo… Mais uma vez batem nas teclas de suicídios e karoshi? O suicídios no Japão têm diminuído mais a cada ano, muitos anos atrás a taxa era 30/100.000 agora está menos de 18/100.000, um número alto mas nem está mais entre os 15 países com maior índice de suicídio… Na minha opinião, o que mudou esse número é a ocidentalização do país. Querendo ou não a sociedade japonesa está mudando aos poucos… Só os da antiga e tradicionalistas estão ficando para trás, na realidade com relação a ser diferente, o que eu mais vejo no Japão são pessoas diferentes, inovando e saindo do habitual. Não é uma luta fácil, mas desistir é o único erro!

      Japão está muito, muito longe de ser perfeito… Não penso nele com uma imagem mitificada, apesar de tentar ser sempre positivo porque eu trabalho e tiro minha renda com esse país… Eu penso nos problemas que você citou do Japão da mesma forma que eu penso dos problemas brasileiros… todos sabem que o Brasil é um país inseguro, cheio de desgraças e dominado pelo medo. Ainda assim o número de assassinatos, apesar de ser um dos mais altos, abrangem apenas 25/100.000, eu continuo com medo, com vontade de sair daqui por isso, mas estou ciente de que os outros 99.975 pessoas desses 100.000 estão livres dessa situação.

      Digo mesmo do Japão, se tem cerca de 10.000 japoneses desgraçados, falsos, odiáveis a cada 100.000, eu ainda estou disposto a aceitar os 90.000 restantes… Até porque eu encaro essas questões sociais de forma diferente da maioria aqui, me associando com um número limitado de pessoas e ignorando os maus. Claro que eu teria uma visão como a sua se eu fosse como você cursar uma universidade japonesa ou trabalhar em uma multinacional, onde provavelmente eu teria de conviver com pessoas infelizes, materialistas e invejosas. Exatamente por isso não quero morar no Japão se for para essas coisas… Eu já encaro invejosos na internet e isso já é muito exaustivo… Me estresso fácil kkkk

      Mas esses tipos de problemas e trivialidades existem em todo lugar, cada um tem os seus… Eu prefiro mil vezes encarar essas pressões no mercado de trabalho do que viver na insegurança brasileira. Já outros preferem viver entre criminosos do que encarar desastres naturais… Cada um tem um pensamento diferente… o Importante é pensar de forma relativa, compreendendo várias realidades. Exatamente por que cada ser humano é diferente…

  6. Tendo frequentado uma universidade japonesa e trabalhando no Japão em uma multinacional, observei o quanto os japoneses eram educados comigo. Sempre sorrindo e sendo solícitos. Até que eu comecei a observar melhor e a ouvir com mais atenção as pequenas conversas que eles realizavam em voz baixa entre eles. Pois é… a surpresa foi das piores, pois eu descobri que eles não falam o que tem que ser dito e ficam falando mal pelas costas. Adoram fazer intrigas para formar um grupinho e começar a praticar bullying no ambiente de trabalho. São invejosos e não aceitam de forma alguma que um estrangeiro possa ter uma formação e salário melhor que a deles. Fingem tanto que a falsidade deixa de ser o termo e passamos a utilizar a palavra “dissimulados”.Se eles estão vendo qualquer injustiça, não espere que eles ajudem o oprimido ou o injustiçado, pois eles ficarão do lado do mais forte. Há até uma frase que eles utilizam muito aqui que é o「強い者には弱く、弱い者には強く」, que significa “para os fortes demonstre fraqueza, e para os fracos haja com força”. Eles levam isso ao pé da letra. Individualmente os japoneses são bem covardes, vão sempre demonstrar “fraqueza”, mas em grupos eles são o “capeta”. Não é à toa que pintaram e bordaram por toda a Ásia nos anos de guerra. Há inclusive um outro termo que os japoneses usam muito que é 「赤信号を皆んなで渡れば怖くない。」, que significa “Não há o que temer quando passamos pelo sinal vermelho em grupo”. Isso já mostra como os japoneses pensam sobre infringir regras. Individualmente não conseguem fazer quase nada, mas em grupo a coragem para fazer coisas erradas brota. Por isso eu costumo dizer que o bullying japonês é culturalmente aceito por eles.
    Muitos dirão “ah, mas se fosse tudo isso o Japão não seria o que é!”. Grande erro ao se pensar que desenvolvimento tecnológico e econômico signifiquem alguma coisa sobre o caráter do povo. A Alemanha nazista também parecia ser a perfeição, tudo organizado e vivendo o seu melhor momento desde o fim da 1ª Guerra Mundial.
    O que precisamos entender sobre o Japão é o seguinte: a opinião de um turista não vale como referência para avaliar a situação em questão, pois são turistas e os japoneses vão saber fingir bem. A opinião de um trabalhador que não domine o japonês com perfeição também não o permitirá ter um “senso crítico”, pois ele não saberá sequer perceber e compreender o que está ocorrendo ao seu redor.
    O Japão só é essa potência pelo fato de existir um rígido sistema hierárquico que nenhum de nós no ocidente aceitaria. Quando eu digo rígido, chega a ser quase um novo sistema de castas. Todos são obrigados a serem iguais dentro da hierarquia em que pertencem. Se alguém se sobressair será massacrado. Justamente por isso há a expressão 「出る杭は打たれる」, que significa “o prego que se sobressai será martelado”. Isso já mostra como a sociedade japonesa não está aberta para o diferente e nem para as novas ideias. Justamente por isso os japoneses que não concordam com esse rígido sistema social acabam “fugindo” para o exterior.
    Para os que mesmo assim querem continuar a ter uma imagem mitificada da beleza e perfeição da sociedade japonesa, deixo uma questão: se o Japão é realmente perfeito e ideal, por qual motivo os japoneses se suicidam tanto? Por qual razão existe 「過労死」(morte por exaustão)?

    • Não discordo de nada desse comentário, mas tudo é relativo… Mais uma vez batem nas teclas de suicídios e karoshi? O suicídios no Japão têm diminuído mais a cada ano, muitos anos atrás a taxa era 30/100.000 agora está menos de 18/100.000, um número alto mas nem está mais entre os 15 países com maior índice de suicídio… Na minha opinião, o que mudou esse número é a ocidentalização do país. Querendo ou não a sociedade japonesa está mudando aos poucos… Só os da antiga e tradicionalistas estão ficando para trás, na realidade com relação a ser diferente, o que eu mais vejo no Japão são pessoas diferentes, inovando e saindo do habitual. Não é uma luta fácil, mas desistir é o único erro!

      Japão está muito, muito longe de ser perfeito… Não penso nele com uma imagem mitificada, apesar de tentar ser sempre positivo porque eu trabalho e tiro minha renda com esse país… Eu penso nos problemas que você citou do Japão da mesma forma que eu penso dos problemas brasileiros… todos sabem que o Brasil é um país inseguro, cheio de desgraças e dominado pelo medo. Ainda assim o número de assassinatos, apesar de ser um dos mais altos, abrangem apenas 25/100.000, eu continuo com medo, com vontade de sair daqui por isso, mas estou ciente de que os outros 99.975 pessoas desses 100.000 estão livres dessa situação.

      Digo mesmo do Japão, se tem cerca de 10.000 japoneses desgraçados, falsos, odiáveis a cada 100.000, eu ainda estou disposto a aceitar os 90.000 restantes… Até porque eu encaro essas questões sociais de forma diferente da maioria aqui, me associando com um número limitado de pessoas e ignorando os maus. Claro que eu teria uma visão como a sua se eu fosse como você cursar uma universidade japonesa ou trabalhar em uma multinacional, onde provavelmente eu teria de conviver com pessoas infelizes, materialistas e invejosas. Exatamente por isso não quero morar no Japão se for para essas coisas… Eu já encaro invejosos na internet e isso já é muito exaustivo… Me estresso fácil kkkk

      Mas esses tipos de problemas e trivialidades existem em todo lugar, cada um tem os seus… Eu prefiro mil vezes encarar essas pressões no mercado de trabalho do que viver na insegurança brasileira. Já outros preferem viver entre criminosos do que encarar desastres naturais… Cada um tem um pensamento diferente… o Importante é pensar de forma relativa, compreendendo várias realidades. Exatamente por que cada ser humano é diferente…

  7. “A mentalidade de fazer o bem pelos outros é o responsável por manter o Japão em segurança e progresso! Se tudo fosse movido por falsidades, o Japão nunca alcançaria essa fama de ser educado!”

    Fui educado por muito tempo no Brasil, e fui taxado de boboca, de otário. Aprendi aquela velha expressão “em Roma, faça como os Romanos”. Ou seja, se alguém lhe sacanear, sacaneie mais ainda.

  8. “A mentalidade de fazer o bem pelos outros é o responsável por manter o Japão em segurança e progresso! Se tudo fosse movido por falsidades, o Japão nunca alcançaria essa fama de ser educado!”

    Fui educado por muito tempo no Brasil, e fui taxado de boboca, de otário. Aprendi aquela velha expressão “em Roma, faça como os Romanos”. Ou seja, se alguém lhe sacanear, sacaneie mais ainda.

  9. Creio que a educação vem de casa. O mal no Brasil é que muitas famílias estão acostumadas a educar mal os seus filhos e por conta disto temos pessoas desbocadas que falam palavrões e/ou humilham outras pessoas achando tudo normal.
    Uma família bem estruturada preza pela educação, independente de ser uma família típica do Japão, os descendentes no Brasil também são muito educados, mas em nosso país educação é vista como sinal de homossexualidade e submissão.

  10. Creio que a educação vem de casa. O mal no Brasil é que muitas famílias estão acostumadas a educar mal os seus filhos e por conta disto temos pessoas desbocadas que falam palavrões e/ou humilham outras pessoas achando tudo normal.
    Uma família bem estruturada preza pela educação, independente de ser uma família típica do Japão, os descendentes no Brasil também são muito educados, mas em nosso país educação é vista como sinal de homossexualidade e submissão.

  11. Excelente artigo. Eles não param de me impressionar, eu vou continuar sendo fã do Japão sim, eu irei fazer intercâmbio no Japão e ficar por lá mesmo e isso foi muito útil para mim, muito obrigado por esse excelente artigo.

  12. Excelente artigo. Eles não param de me impressionar, eu vou continuar sendo fã do Japão sim, eu irei fazer intercâmbio no Japão e ficar por lá mesmo e isso foi muito útil para mim, muito obrigado por esse excelente artigo.

  13. já vi muito disso no Japão pessoas que vão e vem as vezes para ficar semanas ou messes ou anos mais no começo essas atitudes que as pessoas trazem de seus países querem força em cima dos japoneses ,acho que se você vai na casa de uma pessoa você deve seguir a regra da casa e não fazer da casa da pessoa as suas regras ,quero dizer somos bem vindos sim , mais devemos lembrar que somos convidados e não donos do lugar .

  14. já vi muito disso no Japão pessoas que vão e vem as vezes para ficar semanas ou messes ou anos mais no começo essas atitudes que as pessoas trazem de seus países querem força em cima dos japoneses ,acho que se você vai na casa de uma pessoa você deve seguir a regra da casa e não fazer da casa da pessoa as suas regras ,quero dizer somos bem vindos sim , mais devemos lembrar que somos convidados e não donos do lugar .

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