Akita Inu e Shiba Inu: differenze, carattere e origini

Akita Inu e Shiba Inu: differenze, carattere e origini

Dalla taglia al carattere: come riconoscere le due razze giapponesi e cosa valutare prima di sceglierne una.

L'Akita Inu e lo Shiba Inu sono le due razze di cani giapponesi più conosciute, e la taglia è il modo più rapido per distinguerle. Entrambe appartengono al gruppo 5 della FCI, quello degli spitz e delle razze primitive: sono nihonken [日本犬], le sei razze autoctone del Giappone, e in patria sono protette come monumenti naturali, l'Akita dal 1931 e lo Shiba dal dicembre 1936.

I numeri aiutano a riconoscerle subito. Secondo lo standard FCI, un Akita maschio misura 67 cm al garrese e una femmina 61 cm, con una tolleranza di 3 cm; un Shiba maschio si ferma a 39,5 cm e una femmina a 36,5 cm, con una tolleranza di 1,5 cm. L'Akita è un cane grande e massiccio, selezionato per la neve del Giappone settentrionale; lo Shiba è un piccolo cacciatore dall'aspetto di volpe che vive senza problemi anche in appartamento.

Shiba Inu e Akita Inu seduti uno accanto all'altro all'aperto

Il carattere li avvicina più di quanto l'aspetto suggerisca. Sono silenziosi in casa, puliti e dignitosi, affezionati alla loro famiglia ma riservati con gli estranei e spesso indifferenti verso gli altri cani. Molti li scelgono per l'aspetto da orso e da lupo e per una personalità complessa: lo Shiba aggiunge testardaggine e indipendenza, l'Akita una forza tranquilla e un forte istinto territoriale.

Cuccioli di razza giapponese affacciati da una scatola di cartone
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Differenze tra Akita Inu e Shiba Inu

Il colore è il punto in cui entra in scena l'Akita americano. L'Akita giapponese ammette il rosso fulvo, il sesamo, il tigrato e il bianco, sempre accompagnati dall'urajiro, le zone chiare su muso, guance, petto e ventre. L'Akita americano, sviluppato negli Stati Uniti dopo la Seconda guerra mondiale, accetta tutte le colorazioni, comprese la maschera nera e le pezzature bianche che squalificherebbero un Akita giapponese.

Akita Inu bianchi, neri tigrati e rossi in una serie di fotografie

La separazione tra le due linee ha radici lunghe. Dal 1868 gli Akita furono incrociati con cani da combattimento tosa e mastiff, e durante la Seconda guerra mondiale con pastori tedeschi, quando gli allevatori cercavano di salvare la razza dall'ordine governativo di sopprimere i cani non militari. I soggetti più massicci della linea Dewa, con maschera nera e macchie pezzate, piacquero ai militari americani, che li portarono negli Stati Uniti. Lì gli allevatori svilupparono un cane più grande, con la testa più larga; la FCI lo ha riconosciuto come razza separata nel giugno 1999, prima come «Grande cane giapponese» e dal gennaio 2006 come Akita americano.

Nel temperamento l'Akita è il più calmo e imponente dei due, mentre lo Shiba è più vivace e indipendente. L'Akita è un compagno esigente, e chi cerca un cane kawaii e docile si trova spesso più a suo agio con uno Shiba. Entrambi condividono con le altre razze di cani giapponesi l'orecchio triangolare eretto, la coda arrotolata sul dorso e una prudenza che con gli altri cani può diventare aggressività.

Origine dell'Akita Inu e dello Shiba Inu

La storia documentata dell'Akita comincia nelle montagne del nord del Giappone. I suoi antenati erano i matagi inu, cani da caccia di taglia media che seguivano e fermavano orsi, cinghiali e cervi sulla neve profonda. Nella regione di Ōdate erano tenuti anche come cani da guardia e da combattimento, tanto che la razza fu conosciuta come cane di Ōdate fino al 1931, quando prese il nome di Akita Inu e divenne la prima razza autoctona dichiarata monumento naturale del Giappone.

La guerra quasi cancellò questa storia. Molti Akita morirono per la carestia e per gli ordini di abbattimento, e i cani sopravvissuti si erano incrociati con pastori tedeschi e mastiff. La razza fu ricostruita partendo dalle linee Dewa e Ichinoseki, con successivi apporti di sangue matagi, e lo standard ufficiale redatto nel 1934 guidò questo lavoro. Il tipo puro di Ichinoseki è all'origine dell'Akita Inu che conosciamo oggi, mentre i soggetti della linea Dewa venduti ai soldati americani hanno dato vita all'Akita americano.

Lo Shiba è ancora più antico. Le statuette dogū del periodo Jōmon mostrano piccoli cani con orecchie appuntite e coda arrotolata che somigliano alla razza, e lo Shiba è considerato il più antico dei sei nihonken. I cacciatori delle montagne del Giappone centrale lo usavano per alzare selvaggina di penna e piccole prede, e il nome, tradotto spesso come «cane dei cespugli», nasce proprio dal suo ambiente di caccia.

Anche lo Shiba ha rischiato di scomparire due volte. All'inizio del Novecento gli incroci con cani importati avevano ridotto il numero di soggetti puri, e la Seconda guerra mondiale, seguita dalle epidemie di cimurro, lasciò così pochi esemplari che tutti gli Shiba attuali discendono da tre linee regionali: Shinshu, Mino e San'in. Lo standard della Nippo è stato pubblicato nel 1934 e lo Shiba è stato dichiarato monumento naturale nel dicembre 1936.

Akita Inu acciambellato su un muretto coperto di neve

Curiosità su Shiba Inu e Akita Inu

  • Il cane Akita più famoso è stato Hachikō, che dal 1925 continuò ad aspettare alla stazione di Shibuya il padrone morto fino alla propria morte, nel 1935; la statua di bronzo fu eretta nel 1934 e si trova ancora davanti alla stazione;
  • In Italia un cucciolo di Akita costa in genere tra i 700 e i 1.500 euro, mentre per uno Shiba si va dagli 800 ai 1.400 euro;
  • Gli Akita amano molto la neve: il mantello doppio li protegge bene dal freddo e dall'umidità;
  • Entrambi hanno bisogno ogni giorno di esercizio fisico e di stimoli mentali: passeggiate lunghe e attività che li impegnino contano più di un giardino a disposizione;
  • Addestrarli richiede pazienza e coerenza. Sono intelligenti e indipendenti, quindi la socializzazione precoce e regole chiare contano più della ripetizione dei comandi;
  • Akita e Shiba hanno spesso globuli rossi più piccoli del normale, una caratteristica innocua chiamata microcitosi che può complicare la lettura di un esame del sangue. Cipolla e aglio danneggiano i globuli rossi di qualsiasi cane e non devono mai entrare nella sua alimentazione;
  • Lo Shiba è predisposto ad allergie cutanee come la dermatite atopica: un grattarsi insistente merita una visita dal veterinario;
  • Entrambi difendono il loro spazio e impiegano tempo ad accettare gli sconosciuti, quindi conviene sorvegliarli durante le visite e con gli altri animali;
  • A Tokyo uno Shiba di nome Shiba-san è diventato famoso affacciandosi dalla finestra della tabaccheria Suzuki per salutare i clienti; il negozio ha chiuso il 30 ottobre 2015 e il cane si è ritirato con la sua famiglia.

Scegliere tra i due significa decidere quanto spazio e quanta forza si è disposti a gestire. L'Akita richiede un proprietario sicuro, abituato a un cane grande e territoriale; lo Shiba sta anche in appartamento, ma mette alla prova chi lo educa con la sua autonomia. In entrambi i casi la differenza la fanno la socializzazione precoce e regole coerenti, più di quanto conti la razza in sé.

Fonti e link utili

Sull'autore

Kevin Henrique

Specialista con oltre 10 anni di esperienza nella cultura asiatica, con focus su Giappone, Corea, anime e giochi. Autodidatta, scrittore e viaggiatore concentrato sull'insegnamento del giapponese, consigli di viaggio e curiosità profonde.

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