Tatami giapponese: il pavimento tradizionale, le misure e le regole

Tatami giapponese: il pavimento tradizionale, le misure e le regole

Dalla paglia di riso alle misure di Kyōto e Tōkyō

Nella maggior parte delle case giapponesi si trova ancora un rivestimento chiamato tatami [畳]. È una stuoia di paglia di riso coperta di giunco, usata da secoli: in Italia il nome evoca soprattutto il dojo, ma in Giappone è anche il modo in cui si misura una stanza.

Una stanza da sei tatami a Kyōto non ha la stessa metratura di una da sei tatami a Tōkyō. Prima di entrarci a piedi nudi, conviene sapere di che materiale è fatto, quanto misura davvero e dove non si cammina.

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Come sono fatti i tatami?

Il tatami è fatto di paglia di riso ed è in uso almeno dal periodo Muromachi. All'epoca il pavimento era considerato un articolo di lusso. Lo si trova soprattutto nelle stanze tradizionali chiamate washitsu (和室), le stanze in stile giapponese con porte scorrevoli e pochi mobili fissi.

Nelle arti marziali, il tatami è il pavimento del dojo e delle gare. In Occidente lo stesso nome indica anche i pannelli di EVA per palestra, yoga o meditazione; il tatami giapponese di igusa, però, è un'altra cosa.

I tatami sono coperti con paglia di giunco igusa [藺草]. Il nucleo è tradizionalmente di paglia di riso pressata, ma quelli contemporanei a volte hanno lastre di compensato o nuclei di polistirene.

I lati lunghi possono essere orlati in heri [縁] con broccato o tessuto liscio. Il tatami è composto di tre parti: doko (interno), omote (superficie) e fuchi (bordo).

Porta scorrevole fusuma in una stanza giapponese con pavimento di tatami

Qual è la dimensione di un tatami?

I tatami sono fatti in dimensioni standard, circa due volte più lunghi che larghi, e cambiano a seconda della regione. Un riferimento molto usato è 90 cm × 180 cm, con circa 5 cm di spessore; non è l'unica misura, e in Giappone le cifre si muovono ancora sul sistema dello shaku.

I tatami sono diventati così comuni che servono da unità di misura per le stanze. Molti giapponesi, invece di dire i metri quadrati, indicano il numero di tatami (, 畳) per farsi capire.

Oltre allo standard esiste una mezza stuoia chiamata hanjō [半畳] e una stuoia di circa tre quarti di lunghezza, usata nelle sale della cerimonia del tè: il daimedatami [台目畳].

La dimensione del tatami differisce tradizionalmente tra le regioni del Giappone:

StandardMisure circaDove si usa
Kyōma (京間)191 × 95,5 cmGiappone occidentale, intorno a Kyōto e al Kansai
Chūkyōma (中京間)182 × 91 cmarea di Nagoya e parte del Chūbu
Edoma (江戸間)176 × 88 cmKantō e gran parte del Giappone orientale
Danchima (団地間)170 × 85 cmappartamenti e condomini più compatti

Per questo una stanza da sei tatami in Kansai è più ampia di una da sei tatami nel Kantō. Il danchima è ancora più piccolo: stesso numero di stuoie, meno spazio sotto i piedi.

Stuoie di tatami verdi allineate in una washitsu

Cosa significa tatami?

La parola giapponese è tatami [畳]. In italiano si usa questa forma; «tatame» è una traslitterazione di altre lingue, usata soprattutto per i tappeti da lotta. Se cerchi la stuoia di igusa, conviene scrivere tatami.

In Occidente il termine indica spesso i pavimenti e i tappetini di EVA per bambini, palestre e ring. I tappeti da gara di judo e karate, oggi in polimeri, sono un oggetto diverso dal rivestimento della casa.

Il termine tatami deriva dal verbo tatamu [畳む], che significa «piegare» o «impilare». Questo indica che i primi tatami erano sottili e potevano essere piegati quando non usati o impilati a strati.

Anticamente tatami era una parola usata per riferirsi a qualsiasi pavimento pieghevole, come goza e komo. L'ideogramma [畳] è composto dai kanji di riso, occhio, tavolo e pavimento. Anche il modo in cui i tatami sono disposti in una stanza riceve nomi diversi.

Schema di disposizione dei tatami in una stanza giapponese

Storia e origine del tatami

Durante il periodo Heian, le residenze aristocratiche in stile shinden-zukuri avevano ancora un pavimento di legno: i tatami servivano come sedute per gli aristocratici, non come rivestimento dell'intera stanza.

Nel periodo Kamakura i pavimenti di tatami iniziarono a coprire gradualmente stanze intere, soprattutto nelle residenze in stile shoin-zukuri (書院造). Le stanze completamente coperte presero il nome di zashiki [座敷]. Presto queste stanze da seduta ebbero le proprie regole e la propria etichetta.

A metà del XVI secolo, la nobiltà e i samurai dormivano su tatami o su stuoie di tessuto chiamate goza [茣蓙], mentre i plebei usavano tappeti di paglia o paglia sciolta. I tatami si diffusero e arrivarono alle case comuni verso la fine del XVII secolo, nel periodo Edo.

Oggi i tatami non sono più riempiti solo di paglia di riso pressata. Si usano materiali più resistenti come pasta di legno, polistirene o agglomerati di particelle. La superficie resta una rete di giunco igusa; il bordo di tessuto fa da finitura e, un tempo, segnalava anche il rango: fino alla fine dello shogunato i daimyō avevano heri ricamati, i dignitari un orlo monocolore, il popolo spesso nessuno.

Le case costruite in Giappone oggi hanno di solito poche stanze con pavimento di tatami, se ne hanno. Le stanze con tatami e altre caratteristiche architettoniche tradizionali si chiamano nihonma o washitsu, «stanze di stile giapponese».

Tokonoma e pavimento di tatami in una casa giapponese tradizionale

Tipi di tatami

Oltre a riferirsi al pavimento tradizionale delle case giapponesi, la parola può indicare anche altri rivestimenti. Come accennato, qualsiasi tipo di pavimento pieghevole poteva essere chiamato tatami.

In Occidente i tatami sono più conosciuti come l'arena delle arti marziali giapponesi come karate e judo. Questi pavimenti si chiamano judo tatami (柔道畳): sono più resistenti, hanno una dimensione diversa e oggi sono spesso in polimeri, con superfici colorate e bordi che si incastrano.

Se la stanza è in stile occidentale, esistono i yunitto tatami (ユニット畳) e gli oki tatami (置き畳), che si posano come tappeti senza rifare tutto il pavimento. Un tatami di igusa nuovo è verdastro; con il tempo diventa giallastro.

Arriverà un momento in cui bisognerà cambiare i tatami e portare via il vecchio per farlo riciclare. Se si ha cura, può durare fino a circa sei anni. Oggi i tatami escono soprattutto dalle fabbriche; un tempo si facevano a mano, stuoia per stuoia.

Pavimento di tatami in una stanza in stile giapponese

Etichetta e cura dei pavimenti tatami

Non si cammina sul tatami con le scarpe, e nemmeno con le surippa (ciabatte). Non è comune mettere sedie su questo pavimento: ci si siede a terra o su cuscini chiamati zabuton.

Nella maggior parte delle stanze con tatami c'è una porta scorrevole. Meglio non camminare sui binari (shikii): è considerato scortese e può danneggiarli. Si evitano anche i bordi, per non consumare l'heri. Nelle stanze con tatami si dorme sul futon e si scelgono mobili bassi che non graffiano, come il kotatsu.

Il modo di disporre le stuoie ha un nome. Lo shūgijiki (祝儀敷き) evita che quattro angoli si incontrino a croce: è la disposizione «di buon auspicio» delle washitsu comuni. Il contrario, fushūgijiki (不祝儀敷き), allinea le giunture a croce ed era usato per i funerali; oggi lo si vede ancora in templi e grandi sale.

Non si versa acqua in una stanza con tatami. La pulizia si fa di solito con l'aspirapolvere o con un panno appena umido. La paglia attira gli acari, e per questo esistono prodotti specifici. Cosa ne pensi di questo pavimento? Lascia la tua opinione e i tuoi consigli nei commenti.

Dove comprare un tatami?

Trovare pannelli di EVA da palestra è facile. Trovare un tatami tradizionale di igusa, in Italia, è un'altra storia. Si trovano più spesso cuscini da meditazione con fondo di paglia di riso che una stuoia intera da washitsu.

Puoi cercare un tatami giapponese in negozi di articoli orientali, in alcuni negozi di arti marziali (con attenzione al materiale) o online. Prima di comprare, conviene leggere se il nucleo è di paglia, di polistirene o di EVA, e se la superficie è davvero igusa.

  1. Negozio specializzato: verifica se nella tua zona c'è un negozio di articoli giapponesi o di arredo orientale. Può vendere tatami autentici o indicarti chi li importa.
  2. Negozio di articoli sportivi: chi vende judo, aikidō e karate offre di solito tatami da gara, non la stuoia da casa.
  3. Negozi online: le piattaforme grandi hanno molte opzioni, ma le schede mescolano EVA, sughero e igusa. Controlla misure, spessore, materiale e recensioni prima di ordinare.

Ricorda di considerare dimensione, materiale e qualità. Verifica anche se il negozio spedisce nella tua regione e se lo spessore regge il peso di un futon, non solo di un allenamento.

Fonti e link utili

Sull'autore

Kevin Henrique

Specialista con oltre 10 anni di esperienza nella cultura asiatica, con focus su Giappone, Corea, anime e giochi. Autodidatta, scrittore e viaggiatore concentrato sull'insegnamento del giapponese, consigli di viaggio e curiosità profonde.

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