A colazione, ci sarà. Per la merenda a scuola, ci sarà. Quando a casa si vuole mangiare qualcosa di diverso, ci sarà anche in quel caso. Quanto è presente il riso nella vita dei giapponesi? Il gohan (ご飯) è il riso cotto, sgranato e intero ma appiccicoso allo stesso tempo. Quel riso succulento è coltivato direttamente nelle risaie del Giappone.
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Storia e curiosità del riso giapponese
Il riso è coltivato in Giappone fin dal periodo Yayoi, più di 2.000 anni fa. Per crescere richiede un'estate calda e umida, molta acqua e un suolo fertile.
Poiché la maggior parte del territorio giapponese è composta da montagne e terreni ripidi, i giapponesi coltivano il riso nelle tanada (棚田), terrazzamenti costruiti a mano sulle pendici delle colline. La coltivazione resta tradizionale e viene effettuata principalmente da manodopera anziana, poiché i più giovani si concentrano sulla vita urbana.
Nel periodo Kamakura (XII secolo) il riso era già usato come mezzo di scambio.

Il riso è utilizzato nelle occasioni speciali, come offerta alle divinità e ai propri cari defunti. Alcuni giapponesi credono che in ogni chicco di riso viva una divinità. Esiste una divinità del riso, Inari, legata anche alle volpi e alla fertilità.
Tipi di riso giapponese
In Giappone esistono due varietà di riso più utilizzate. L'uruchimai (粳米), conosciuto come riso giapponese, è il più diffuso. Il suo chicco è corto e traslucido e, dopo la cottura, diventa appiccicoso, facilitando la presa con gli hashi.
Il mochigome (もち米), conosciuto come riso glutinoso, è corto e opaco. Dopo la cottura diventa ancora più appiccicoso e tenace: si usa per preparare il mochi o piatti che richiedono una maggiore coesione, come il sekihan. Il mochigome è così appiccicoso che le analisi chimiche ne hanno individuato l'amilopectina nella malta usata in alcune sezioni della Grande Muraglia cinese. Naturalmente in Giappone esistono molti altri tipi di riso, che non menzioneremo qui.

Ricetta del riso giapponese
Questa è la ricetta di base del riso giapponese, da servire semplice nella ciotola o da usare per preparare gli onigiri. È una ricetta flessibile, quindi decidi tu le quantità; ricorda solo di usare il doppio dell'acqua rispetto al riso.
Ingredienti
- Riso giapponese: 500 g
- Acqua: 1 litro
Preparazione
- Lava il riso, passando la mano tra i chicchi con delicatezza, per non romperli.
- Ripeti la lavatura tre volte, o finché l'acqua non esce quasi trasparente. Scola il riso.
- Mettilo in una ciotola e aggiungi l'acqua per la cottura (in questa dose, 1 litro).
- Lascia in ammollo almeno 30 minuti, anche tutta la notte.
- Metti riso e acqua in una pentola. Un consiglio importante: l'acqua deve arrivare circa due dita sopra il riso livellato. Se supera di molto quel livello, togli l'acqua in eccesso prima di cuocere. Per una porzione piccola, un po' d'acqua in più non è un problema.
- Metti la pentola sul fuoco alto, senza coperchio, finché non inizia a bollire.
- Abbassa il fuoco, metti un panno da cucina sulla pentola e chiudi con il coperchio.
- Cuoci per almeno 5 minuti, tenendo d'occhio il riso. Il tempo di cottura dipende dall'ammollo: più a lungo hai lasciato il riso in acqua, meno tempo servirà sul fuoco.
- Spegni il fuoco. Aspetta 10 minuti, poi trasferisci il riso in un recipiente. Maneggialo con delicatezza: si rompe facilmente.
Pronto. Servi il gohan caldo, semplice nella ciotola oppure a forma di onigiri. Per preparare il mochi e i piatti di festa come il sekihan, usa il mochigome: resta più tenace e appiccicoso anche dopo la cottura.






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