Naita Aka Oni: l'oni rosso che pianse

Naita Aka Oni: l'oni rosso che pianse

Dal cartello in tre righe alla lettera dell'oni blu: i titoli del 1933 e del 1937, e il libro di morale in cui il...

Storie, racconti, fiabe e leggende circolano in tutto il mondo. Alcune servono a far passare il tempo. Altre portano con sé una lezione. Naita Aka Oni, in giapponese 泣いた赤おに, è il racconto per bambini di Hamada Hirosuke sull'oni rosso che pianse.

Un oni è la creatura cornuta del folclore giapponese. Nelle traduzioni la si incontra spesso sotto il nome di orco. I protagonisti di questo racconto sono due oni, uno rosso e uno blu. Il testo è tra le opere più note di Hamada ed è entrato nei libri di scuola.

È scritto per i bambini, e si legge volentieri anche da adulti. Se ti piace questo tipo di racconto, sul sito c'è anche la storia del vecchio che faceva fiorire gli alberi.

Il cartello, il piano e la lettera

C'erano una volta due oni. Uno era rosso, l'altro blu. L'oni rosso voleva diventare amico dei bambini che vivevano in un villaggio vicino. Davanti a casa mise un cartello, su tre righe:

  • Casa di un oni dal cuore gentile
  • Chiunque può venire
  • Ci sono dolci buoni e il tè è pronto

Non si presentò nessuno. Era gentile, e la gente del villaggio non si fidava di lui. Triste e poi arrabbiato, strappò il cartello: «È inutile».

L'amico blu, vedendolo così, gli disse: «Guarda, ho un piano».

Il blu sarebbe andato al villaggio a spaventare i bambini. Il rosso sarebbe arrivato, li avrebbe difesi e lo avrebbe inseguito, come per scacciarlo. Il rosso esitò, perché il piano pesava sull'amico. Il blu lo portò comunque al villaggio.

Andò come previsto. Il blu finse di assalire la gente del villaggio, il rosso la protesse, e i bambini cominciarono a cercarlo. La casa che prima restava vuota si riempì di visite. L'oni rosso giocava con loro tutti i giorni.

A un certo punto il blu smise di farsi vedere. L'oni rosso andò a casa sua per raccontargli come andavano le cose. La porta era chiusa. Accanto c'era una lettera.

«Oni rosso, va' d'accordo con gli umani e vivi felice. Se continuo a frequentarti, potrebbero pensare che anche tu sia un oni cattivo. Per questo parto per un viaggio lungo. Non ti dimenticherò. Stammi bene. Resto tuo amico, dovunque. L'oni blu.»

L'oni rosso gridò: «L'oni blu se n'è andato. Un caro amico. Se n'è andato». Pianse. Le lacrime non rimettevano a posto quello che era già successo. I due non si incontrarono più.

Dopo il pianto

Il racconto uscì la prima volta a puntate dall'agosto 1933, sulla rivista Kashikoi Shōgaku Ninensei (カシコイ小学二年生), edita da Seibunkan, con il titolo Oni no sōdan (おにのさうだん). Nel 1934 il testo ricomparve come Oni no namida (鬼の涙), le lacrime dell'oni. Nel luglio 1935 fu pubblicato in volume, nel libro Hirosuke hiragana dōwa (ひろすけひらかな童話) di Okamura Shoten. Il titolo Naita Aka Oni, quello usato ancora oggi, compare nel 1937.

A scuola serve da lettura su amicizia e fiducia. Sta nel libro di morale di quarta elementare della Mitsumura Tosho, Kimi ga ichiban hikaru toki.

Il blu parte di proposito, così la messinscena resta credibile. Se i due continuano a vedersi, il villaggio può scoprire il piano e l'oni rosso torna a fare paura.

Nel 2011 Takashi Yamazaki e Ryuichi Yagi ne hanno tratto un film d'animazione in computer grafica 3D, friends もののけ島のナキ (Mononoke-jima no Naki).

Io stesso ci ho fatto caso in altre opere. Le immagini qui sotto mostrano quegli echi: i guardiani dell'inferno di Dragon Ball, un anime con bambini e una sagoma cornuta, e Zero Two di Darling in the Franxx, con la pelle rossa, le corna e il pianto.

A sinistra un oni blu della pittura tradizionale. A destra i guardiani dell'inferno di Dragon Ball, in canottiera bianca, con Goku seduto davanti.
Quattro inquadrature: una creatura scura contro il cielo, due bambini che corrono di notte, gli stessi bambini che guardano in alto e una sagoma cornuta chinata verso una figura rossa.
Zero Two di Darling in the Franxx, pelle rossa e corna, piange con la bocca aperta davanti a Hiro, visto di spalle.

Si dice che ci accorgiamo del valore di una cosa solo quando la perdiamo. Nel racconto quella cosa è l'oni blu: l'amico che ha tenuto in piedi il piano e che il rosso ritrova soltanto nella lettera sulla porta chiusa.

Fonti e link utili

Sull'autore

Kevin Henrique

Specialista con oltre 10 anni di esperienza nella cultura asiatica, con focus su Giappone, Corea, anime e giochi. Autodidatta, scrittore e viaggiatore concentrato sull'insegnamento del giapponese, consigli di viaggio e curiosità profonde.

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