Tra molte leggende e racconti giapponesi, quello del vecchio Hanasaka Jiisan si distingue da molto tempo. Insieme al racconto di Momotarō, è uno dei racconti tradizionali più conosciuti in Giappone. Il protagonista è Hanasaka Jijii, il vecchio che fa fiorire gli alberi. La storia viene tramandata da generazioni e in molti libri si cita il racconto dell'uomo che riusciva a far fiorire alberi morti. Il vecchio ha un compagno fedele, un cagnolino di nome Shiro.
Questa storia viene raccontata come un esempio di bontà che supera avidità e crudeltà. In Giappone l'espressione kareki ni hana o sakaseru, che significa far fiorire un albero secco, si usa per descrivere qualcosa che sembrava perduto e torna a rifiorire. Andiamo allora a conoscere questa bella storia.
Indice 3
Il vecchio e il suo cane Shiro
C'era una volta, molto tempo fa, in un villaggio di montagna isolato del Giappone, vivevano un vecchio e sua moglie. La coppia si sostentava lavorando duramente nei propri campi. Avevano un cagnolino di nome Shiro, con il pelo bianco come la neve, che somigliava a un lupo. Non avevano figli e davano tutto il loro amore e le loro carezze a questo cane.
Shiro accompagnava ogni giorno la coppia al lavoro nei campi. Un giorno, però, iniziò ad abbaiare senza sosta. Corse dal suo padrone, afferrò la sua veste e lo tirò verso un punto preciso del campo. Giunto sul posto, il cane si mise a scavare rapidamente. Vedendo ciò, il vecchio prese la zappa e iniziò ad aiutarlo. Con grande sorpresa, scavando, trovarono un forziere di monete d'oro. Molto felici, tornarono a casa per condividere la notizia. La coppia, molto generosa, decise di dividere l'oro con tutto il villaggio.

Il potere dell'avidità
I vicini, una coppia meschina e avida, non amavano la coppia gentile. Appena seppero della scoperta, si presentarono subito alla loro porta. Chiesero di poter prendere Shiro per un solo giorno, con l'intento di trovare più oro. Essendo generosi, il vecchio e sua moglie permisero che Shiro andasse con loro.
Allontanatosi dalla casa, il vicino legò il cane, prese la zappa e lo costrinse a cercare oro. Dopo molti maltrattamenti, Shiro si fermò vicino a un albero e abbaiò con insistenza. Pensando che il cane avesse trovato l'oro, il vicino lo spinse da parte e cominciò subito a scavare. Scavò a lungo, ma trovò solo spazzatura.
Con molta rabbia, il vicino prese la zappa e colpì Shiro, uccidendolo. Tornò a casa senza dire nulla a nessuno. La gentile coppia era in ansia per l'assenza di Shiro e decise di andare dai vicini per chiedere cosa fosse successo. Quando arrivarono, il vicino confessò ciò che aveva fatto, lasciando la coppia sconvolta. Allora il buon vecchio, molto triste, andò sul luogo della morte del suo fedele compagno, lo prese in braccio e lo riportò a casa, dove lo seppellì.
Ogni giorno la buona coppia piangeva sulla tomba del cane. In quel luogo spuntò un piccolo germoglio. Il giorno dopo, il germoglio divenne un albero forte e grande, che con il passare dei giorni continuò a crescere. Una notte, Shiro apparve in sogno alla coppia e chiese di abbattere l'albero per ricavarne un mortaio.
Decisero allora di costruire un mortaio con la legna di quell'albero. Il mortaio sarebbe servito a pestare il riso per il mochi, un dolce a base di riso che Shiro amava molto. Dopo averlo costruito, il vecchio pestò il riso. I chicchi si trasformarono in monete d'oro, e dal mortaio ne uscirono sempre di più. Ancora una volta, divise tutto quell'oro con il villaggio.

La bontà viene ricompensata
Anche questa volta i vicini avidi vollero il mortaio. I buoni vecchi lasciarono che lo usassero. Al momento di pestare il riso, però, dal mortaio uscì una poltiglia maleodorante. Furiosi, i vicini distrussero il mortaio e lo bruciarono. Il buon vecchio arrivò, vide l'accaduto e raccolse le ceneri rimaste, le mise in un piccolo cesto e le portò a casa.
Rientrato a casa, il vecchio vide un soffio di vento sollevare parte delle ceneri dal cesto. Le ceneri si sparsero nell'aria e raggiunsero un albero secco, che fiorì all'istante. Sui rami apparvero dei bellissimi fiori di ciliegio. Man mano che le ceneri si spargevano, un albero dopo l'altro fioriva.
La notizia si diffuse rapidamente. Un giorno, mentre il vecchio spargeva le ceneri, passò di lì un daimyō, il signore feudale della regione. Vedendo i ciliegi fiorire, rimase incantato e lo ricompensò con doni preziosi. Da quel momento il vecchio fu chiamato Hanasaka Jijii, il vecchio che fa fiorire gli alberi.
Non appena seppe della notizia, il vicino avido raccolse le ceneri rimaste dal mortaio bruciato. Andò al palazzo del daimyō dicendo di essere lui il vero portatore delle ceneri. Arrivato davanti al signore, lanciò le ceneri in aria e nulla fiorì. Le ceneri però finirono negli occhi e nella bocca del daimyō. Il signore, irritato, ordinò allora che il vicino avido fosse arrestato.
Il buon vecchio divise tutto ciò che aveva ricevuto con il villaggio. Anche così, gli rimase abbastanza per vivere in pace per il resto dei suoi giorni. La storia è arrivata fino a oggi anche attraverso la canzone per bambini Hanasaka Jiji, pubblicata nel 1901 nella raccolta Yōnen Shōka. Il testo è di Ishihara Wasaburō e la musica di Tamura Torazō; nella canzone il cane si chiama Pochi, mentre in questa versione si chiama Shiro.






Community
Commenti
0 commenti
Non ci sono ancora commenti pubblicati in questa lingua.
Invia commento