Kendo: regole, bogu e differenza con il kenjutsu

Kendo: regole, bogu e differenza con il kenjutsu

Come si legge un incontro da cinque minuti, e qual è la confederazione italiana riconosciuta dalla FIK.

Hai già sentito parlare dell'arte marziale chiamata kendo? Letta alla lettera, la parola significa via della spada. Si pratica con uno shinai di bambù e con il bogu, e i praticanti si trovano in Giappone, in Brasile, negli Stati Uniti, in Corea del Sud e in paesi europei.

I duelli dei Jedi nella saga di Star Wars richiamano la postura del kendo e quella dei film di samurai. Oltre alla tecnica, l'allenamento lavora sul carattere del praticante, sul corpo e sulla mente, seguendo i principi della katana.

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Origine del kendo

Lo shinai e l'armatura da incontro arrivano molto prima del nome moderno. Nell'era Shotoku (1711-1715), Naganuma Shirozaemon Kunisato, della Jikishin Kage-ryu, diffuse l'uchikomi: ci si colpiva con lo shinai indossando le protezioni. Nell'era Horeki (1751-1764), Nakanishi Chuzo Tsugutake, dell'Itto-ryu, riprese quel metodo con un men di ferro e un'armatura di bambù. Nel tardo periodo Edo comparve lo shinai yotsuwari, a quattro stecche, più resistente del fukuro shinai avvolto nel cuoio.

Con il rinnovamento Meiji la classe dei samurai fu abolita e fu vietato portare la spada. Le scuole di spada persero terreno. Nel 1895 nacque la Dai Nippon Butokukai, per conservare le arti marziali. Nel 1912 la stessa organizzazione fissò il Dai-Nippon Teikoku Kendo Kata, poi chiamato Nihon Kendo Kata: è la prima occorrenza ufficiale del termine kendo. Quei kata dovevano tramandare tecnica e spirito della nihonto e correggere i colpi di shinai dati senza l'hasuji, l'angolo di taglio. Nel 1919 Nishikubo Hiromichi riunì il kenjutsu e il gekken sotto il nome kendo.

Dopo la sconfitta del 1945, sotto l'occupazione alleata, il kendo fu proibito. Con il ritorno della sovranità, nel 1952, nacque la All Japan Kendo Federation e la pratica tornò nelle scuole come educazione fisica e come sport. Nel 1970 fu fondata la International Kendo Federation (FIK), allora con 17 paesi e regioni. La gara a squadre del primo campionato mondiale si tenne il 5 aprile 1970 al Nippon Budokan di Tokyo, il giorno dopo la fondazione della federazione. Il 20 marzo 1975 la federazione giapponese mise per iscritto quel criterio nel Concept of Kendo.

Come si pratica il kendo

Gli incontri individuali e quelli a squadre seguono il regolamento della FIK nell'edizione del 26 luglio 2023. In Italia l'organismo riconosciuto dalla FIK e dall'EKF è la Confederazione Italiana Kendo (CIK). Nasce nel 1988 dall'accordo tra l'Associazione Italiana Kendo e la Federazione Nazionale Italiana Kendo. Il 25 maggio 1988 l'assemblea dell'EKF a Seul la riconosce come rappresentante italiana. Nel maggio 2012 la CIK ha ospitato a Novara il quindicesimo campionato mondiale.

Nel formato a squadre il regolamento nomina cinque ruoli: senpo, jiho, chuken, fukusho e taisho. Il punto, in queste gare, si legge così.

  • La durata standard è di cinque minuti. L'encho, il tempo aggiunto, dura tre minuti. Le pause decise dall'arbitro restano fuori dal conteggio.
  • Di regola si vince in sanbon-shobu. Il primo che segna due punti nel tempo previsto vince. Se allo scadere il punteggio è 1 a 0, vince chi ha il punto. Un torneo può scegliere l'ippon-shobu, in cui basta un punto.
  • Se il tempo finisce in parità, il regolamento di quel torneo può prevedere l'encho: in quei tre minuti vince il primo punto. In alternativa restano l'hantei degli arbitri, il sorteggio o il pareggio.
  • L'ippon è uno yuko-datotsu: colpo o stoccata sul bersaglio del bogu, dato con il monouchi dello shinai, dal lato opposto al cordino tsuru, con l'hasuji giusto, vigore, postura corretta e zanshin, la vigilanza dopo il colpo.
  • Lo shiai-jo è un quadrato o un rettangolo con i lati di 9-11 metri, linea compresa. Uscire con il corpo oltre la linea si chiama jogai ed è un hansoku. Due hansoku nello stesso incontro danno un punto all'avversario. Il jogai e lo shinai lasciato andare rientrano tra queste infrazioni.
  • Ogni atleta porta un mejirushi rosso o bianco: una striscia di 70 centimetri per 5, piegata a metà sull'incrocio dei lacci del do.
  • In campo ci sono tre arbitri, uno shushin e due fukushin, con la stessa autorità sul punto. L'ippon viene assegnato quando due o tre alzano la bandierina.

I quattro bersagli

Il punto si assegna solo su quattro zone del bogu:

  • Men: fronte e tempie dell'elmo.
  • Kote: l'avambraccio coperto dal guanto.
  • Do: i fianchi della corazza, a destra e a sinistra.
  • Tsuki: la stoccata alla gola, sul tsuki-dare.

Il bogu, chiamato anche kendo-gu, ha quattro pezzi: il men è l'elmo, i kote sono i guanti, il do è la corazza e il tare protegge il bacino. Lo shinai è di bambù. Il regolamento ammette anche un sostituto riconosciuto dalla federazione giapponese.

Due kendoka in bogu incrociano gli shinai in un keiko al chiuso
Keiko con shinai, men, kote e do.

Kendo e kenjutsu

Kenjutsu è il nome collettivo delle tecniche di spada dei ryu, le scuole nate per la lama. Oggi quelle scuole si allenano soprattutto con i kata, usando il bokken o la katana. Lo shinai e il bogu nascono in quelle scuole come modo per colpirsi senza ferirsi, e dal 1919 quel metodo porta il nome kendo.

I kata del 1912 conservano l'hasuji della nihonto dentro l'allenamento con lo shinai. Per questo nel kendo convivono incontro e kata. Di solito si usa uno shinai. Alcuni praticano il nito, con due shinai, memoria delle scuole a due spade. Le scuole di kenjutsu restano legate a un ryu e sono meno diffuse dei dojo di kendo. A luglio 2024 la FIK contava affiliati in 64 paesi e regioni.

Manga e anime sul kendo

In molte scuole giapponesi il kendo è uno dei club del pomeriggio, i bukatsu. In Accel World Takumu Mayuzumi pratica kendo e, nella trama, ricorre a Brain Burst anche nei tornei.

Uno dei pochi che riesco a ricordare con il kendo al centro della storia è Bamboo Blade. Toraji Ishida, detto Kojiro, è l'allenatore piuttosto indifferente e senza soldi del club della Muroe. Il senpai Kenzaburo Ishibashi, allenatore della Machido, gli propone una scommessa: una squadra di cinque ragazze. Se la Muroe vince l'incontro di prova, Kojiro mangia per un anno nel ristorante di sushi della famiglia Ishibashi. La maggior parte dei membri se n'è già andata, quindi deve reclutare e allenare, e tra le nuove arrivate c'è Tamaki Kawazoe. Tra studentesse eccentriche riscopre lentamente perché ama il kendo e che cosa significa essere un insegnante.

Tamaki Kawazoe e le compagne del club di kendo in Bamboo Blade, con gli shinai
Bamboo Blade, il club della Muroe.

Il manga di Masahiro Totsuka e Aguri Igarashi è uscito su Young Gangan dal dicembre 2004 al settembre 2010. L'anime, in 26 episodi, è andato in onda su TV Tokyo dall'ottobre 2007 al marzo 2008.

Tra gli altri anime e manga in cui il kendo è lo sport della storia ci sono Musashi no Ken e Ore wa Teppei. Il manga di Motoka Murakami, uscito tra il 1981 e il 1985, segue un ragazzo che punta al titolo nel kendo. L'anime dura 72 episodi, dal 1985 al 1986. Ore wa Teppei, 28 episodi tra il 1977 e il 1978, racconta un ragazzo cresciuto in montagna che trova la sua disciplina nel club di kendo della scuola.

Se senti men in Bamboo Blade o in Musashi no Ken, quel grido indica il bersaglio in testa. In gara quel colpo diventa ippon quando due arbitri vedono il monouchi sul lato giusto e lo zanshin che resta dopo il colpo.

Fonti e link utili

Sull'autore

Kevin Henrique

Specialista con oltre 10 anni di esperienza nella cultura asiatica, con focus su Giappone, Corea, anime e giochi. Autodidatta, scrittore e viaggiatore concentrato sull'insegnamento del giapponese, consigli di viaggio e curiosità profonde.

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