Inemuri: i giapponesi che dormono in pubblico

Inemuri: i giapponesi che dormono in pubblico

Dormire restando presenti: il pisolino visibile della vita giapponese

Ti sei mai imbattuto in un video o in una foto di qualcuno che dorme in una posizione quasi impossibile, in piedi nel treno, con la borsa stretta al petto? In Giappone quella scena ha un nome: inemuri.

La parola può riferirsi a qualsiasi sonnellino preso in un luogo pubblico, al lavoro e soprattutto sui treni, una cosa così comune che, alla fine, anche io ho finito per provarlo.

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Il significato di inemuri

Inemuri [居眠り] è una parola giapponese che, alla lettera, significa dormire restando presenti. Si traduce come sonnecchiare, fare un pisolino, dormire da seduti. Il punto non è il letto: è chiudere gli occhi mentre si è ancora in una situazione sociale.

Non è la stessa cosa del hirune [昼寝], il pisolino intenzionale del pomeriggio: quello che i bambini fanno a orario e che un adulto può prendersi nel weekend, a casa. L'inemuri è più furtivo. Un micro-sonno in treno, in aula o in riunione, senza dichiarare «adesso vado a dormire».

Passeggeri addormentati su un treno giapponese durante il tragitto

L'inemuri è un sonnellino leggero: chiudere gli occhi, dormire da seduti o, a volte, in piedi. Dura spesso dieci o venti minuti, quanto basta per riprendere senza sprofondare nel sonno profondo. Non sostituisce la notte: è una toppa, non un secondo letto.

Dalla stessa radice nascono parole come inemuriunten [居眠り運転], «guidare sonnecchiando», e il verbo inemuru [居眠る], sonnecchiare o ciondolare con gli occhi chiusi.

Giapponesi che dormono in luoghi pubblici

Essere visti dormire in pubblico, in Giappone, non è uno scandalo. Si vede ovunque: treni, negozi, ristoranti, caffè, panchine, a volte persino il marciapiede. Non è una moda recente; è un gesto già assorbito nella vita quotidiana.

Persona che fa un pisolino visibile in uno spazio pubblico giapponese

In alcuni casi, però, non si tratta di un pisolino veloce. Chi è steso per terra, a volte, è semplicemente ubriaco o ha perso l'ultimo treno. Nel peggiore dei casi può essere un senzatetto. L'inemuri vero è un altro gesto: testa china, corpo ancora «in scena».

Gli altri presenti, di solito, non disturbano. Ignorano. Non è maleducazione: è un accordo tacito. Non svegli, non commenti, non filmi in faccia.

Uomo seduto che chiude gli occhi in un luogo pubblico in Giappone

Credete che alcuni riescano a dormire persino mentre si tagliano i capelli? In alcune scuole è comune trovare bambini che sonnecchiano durante la lezione, e il massimo che accade è una tirata d'orecchio del sensei o una puntura. A scuola di solito non si finisce in segreteria solo per aver chiuso gli occhi. Certo, ci sono limiti: russare è già un altro discorso.

Giapponesi che dormono nei treni

È nei treni che l'inemuri diventa paesaggio. Alcuni dormono in piedi, aggrappati al sostegno. Altri sembrano concentrati, con la schiena dritta, e invece stanno già dormendo.

Pendolari addormentati in piedi e seduti in un vagone del treno

Qualcuno supera il limite: si distende, rotola, occupa troppo spazio, e allora sì che arriva una puntura. La maggior parte, però, pratica l'inemuri sui treni prima o poi. Io stesso l'ho già fatto.

I viaggi in treno sono molto rilassanti e tendono a far venire sonno. Anche dopo una notte intera a letto, ho già sonnecchiato in un vagone. Sembra quasi che viaggiare in treno in Giappone sia come ascoltare video ASMR: il rumore costante, il dondolio, le luci basse.

Passeggero reclinato che dorme in un treno in Giappone

La pratica è diminuita, soprattutto tra i giovani e soprattutto sui treni, da quando lo smartphone riempie ogni minuto vuoto. Ora si naviga, si gioca, si scorre. Resta comunque facile imbattersi in scene comiche: la testa che ciondola, il risveglio un attimo prima della fermata, la borsa usata come cuscino per non finire sulla spalla del vicino.

Giapponesi che dormono al lavoro

Alcuni hanno già sentito dire che in Giappone è permesso dormire al lavoro. Sarà vero? In alcuni lavori la risposta è . C'è chi ha l'audacia di chiudere gli occhi persino durante una riunione.

Prendere un sonnellino durante il lavoro può essere letto come un segno che stai facendo del tuo meglio: sei esausto perché hai lavorato troppo, o perché sei rimasto fino a tardi in un bar. Non è automaticamente pigrizia. Dipende da chi sei, da dove siedi e da quanto puoi permetterti di «restare presente» con gli occhi chiusi.

Persona che chiude gli occhi durante una pausa o una riunione di lavoro

Purtroppo non tutti hanno questo privilegio. Chi è in alto, o ha un ruolo in cui la presenza conta più del gesto visibile, può sonnecchiare senza che diventi un problema. Operai, subordinati, chi è nuovo in azienda, no: se succede, può costare il posto. Tutto dipende dal capo, dal lavoro, dalla posizione, dagli orari.

Puoi lavorare e vedere il tuo capo sonnecchiare, ma non puoi fare lo stesso. In ogni caso, praticare l'inemuri non significa che la persona sia pigra. Assicurati solo che, nel tuo contesto, non sia un problema.

Persona con la testa reclinata su un tavolo in un locale in Giappone

Poco sonno, tanto inemuri

Otto ore a notte sono un riferimento utile, non una legge scolpita. Purtroppo, in Giappone il sonno notturno è spesso corto. Un'indagine del ministero della Salute del 2017 mostrava che circa metà dei quarantenni dormiva meno di sei ore. Nei confronti internazionali, il paese compare di frequente in fondo alla classifica: una media intorno alle sette ore e venti minuti al giorno, secondo i dati OECD più citati.

Non è solo il lavoro. Molti restano fuori fino a tardi, nei bar, o a casa a scorrere lo schermo. Gli amici giapponesi con cui parlo arrivano facilmente alle due di notte sui social. Alcuni lavorano troppo, e quello genera stress. Non bisogna però generalizzare e immaginare un intero paese che si ammazza di straordinari: ne ho già parlato in un altro articolo sullo zangyō, e il tema più duro resta il karōshi.

Uomo addormentato sul marciapiede dopo una serata in Giappone

I brevi periodi di sonno dell'inemuri aiutano a rilassare la mente e a ritrovare un po' di concentrazione. Non sono la causa segreta dell'intelligenza giapponese: sono una toppa visibile su giornate troppo lunghe.

In alcuni luoghi la regola è rilassarsi senza sparire: il corpo resta presente, socialmente impegnato, pronto a tornare. Non tutti ci riescono. In generale, in Giappone l'inemuri può essere una questione di orgoglio, o almeno di tolleranza. Altrove, la stessa scena viene letta come vergogna o stranezza. La differenza non è il sonno. È dove è lecito chiudere gli occhi.

Fonti e link utili

Sull'autore

Kevin Henrique

Specialista con oltre 10 anni di esperienza nella cultura asiatica, con focus su Giappone, Corea, anime e giochi. Autodidatta, scrittore e viaggiatore concentrato sull'insegnamento del giapponese, consigli di viaggio e curiosità profonde.

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