Il Giappone è una monarchia costituzionale e, in quanto tale, ha un imperatore — talvolta chiamato «imperatore del Giappone» o semplicemente tennō — a rappresentarlo.
Nel corso dei secoli il Giappone ha avuto più di un centinaio di imperatori, raggruppati in diversi periodi storici. Uno dei più noti è il periodo Edo. Nell'era moderna si contano quattro imperatori, tra cui l'attuale (l'imperatore Naruhito, salito al trono nel 2019 dopo l'abdicazione del padre Akihito). Tra gli imperatori che hanno plasmato il Giappone contemporaneo, l'Imperatore Meiji occupa un posto speciale.
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Nome postumo
Il termine postumo si può tradurre letteralmente con «dopo la morte». Nella tradizione giapponese è il nome onorifico attribuito agli imperatori dopo la scomparsa, in genere collegato al nome dell'era in cui hanno regnato. Una pratica buddista analoga è il kaimyō, che però viene assegnato più spesso in vita.
Non bisogna confondere il nome postumo con il nome d'era (nengō) né con il nome di tempio. Il nome d'era indica gli anni in cui un imperatore — o un governatore — ha regnato, ed è quello a cui si lega più spesso un regno. Il nome di tempio è una tradizione di origine cinese applicata anche in Giappone. Il nome postumo resta comunque il modo più diffuso per indicare gli imperatori nella narrazione storica.

L'Imperatore Meiji (Mutsuhito)
Il suo nome personale è Mutsuhito (睦仁). Conosciuto come Imperatore Meiji (明治天皇, Meiji Tennō), fu uno degli imperatori più decisivi per l'ingresso del Giappone nell'era moderna. È in gran parte sotto il suo regno che il Giappone è diventato il Paese che conosciamo oggi.
Visse 59 anni e regnò per 45 anni — dal 1867 al 1912 — diventando uno dei regni più lunghi della storia giapponese. Un regno lungo, segnato da trasformazioni senza precedenti.
Il principe Mutsuhito salì al trono a soli 14 anni, nel 1867, e nello stesso anno sposò Masako, in seguito nota come Haruko. L'imperatrice ebbe un ruolo politico rilevante — cosa che non si vedeva da tempo. Non poté dargli un erede maschio, ma Meiji ebbe 15 figli da 5 dame di corte.
Fu durante il suo regno che il regime feudale e lo shogunato vennero aboliti. Lo shogunato era il titolo conferito dall'imperatore a un generale per il comando di tutte le truppe.
Un altro cambiamento importante fu lo spostamento della capitale da Kyoto a Edo — che divenne Tokyo («capitale dell'Est»). Sotto Meiji vide la luce anche una nuova costituzione.

Una delle più grandi imprese di Meiji fu fare del Giappone una potenza riconosciuta a livello mondiale. Nel corso del XIX secolo, il Giappone riuscì a far valere con chiarezza i propri obiettivi di fronte alle potenze occidentali. Queste grandi potenze erano molto interessate al Paese, che ne approfittò per crescere e diventare la grande potenza che è oggi. All'epoca il Giappone era un Paese in pieno sviluppo industriale ed economico — e una popolazione profondamente devota al proprio imperatore.
La Restaurazione Meiji
La Restaurazione Meiji è una delle svolte più importanti della storia moderna del Giappone. Ecco i punti essenziali:
- Si svolse tra il 1866 e il 1868;
- La dittatura feudale — lo shogunato Tokugawa — venne abolita in seguito alle vittorie delle truppe imperiali nella guerra di Boshin;
- Venne proclamata la fine del feudalesimo e l'avvio di un governo moderno e aperto verso l'esterno;
- Durante l'era Meiji si dichiarò ufficialmente che il Giappone avrebbe agito in conformità con il diritto internazionale;
- I samurai smisero di obbedire al proprio signore feudale, il daimyō, per porsi sotto l'autorità diretta dell'imperatore;
- Meiji, pur essendo l'imperatore, non esercitava potere reale nella quotidianità — rimaneva però un simbolo potente per il popolo. Ancora oggi è celebrato come una fonte di orgoglio nazionale per aver gettato le basi del Giappone contemporaneo.
Alcuni fatti degni di nota su Meiji
- Mutsuhito fu incoronato a soli 14 anni;
- Come in molte altre monarchie, la sua educazione fu affidata a un nobile di alto rango;
- Ricevette due titoli nello stesso giorno: quello di principe imperiale e quello di principe ereditario;
- Solo 5 dei suoi figli raggiunsero l'età adulta: 1 principe e 4 principesse;
- È tra gli imperatori che hanno avuto la maggiore longevità, dopo l'imperatore Ōgimachi, vivendo più di 50 anni.
Per approfondire
Quanto precede è naturalmente solo una sintesi della vita dell'Imperatore Meiji e di ciò che accadde durante — e dopo — il suo regno. È un tema denso e appassionante, che da solo basterebbe per un intero sito dedicato. Se volete approfondire, preparatevi a leggere un libro intero — o almeno diverse pagine di Wikipedia.
Tra le cose da ricordare, Meiji resta una figura chiave del Giappone moderno. Senza di lui, è probabile che il Paese non avrebbe conosciuto la stessa traiettoria — e il passaggio dal Giappone feudale al Giappone del Novecento non sarebbe stato altrettanto netto. Per i giapponesi di oggi, Meiji resta un punto di riferimento: l'imperatore che, a 14 anni, ereditò un Paese in piena trasformazione e che, nel corso del suo regno, ne fece una nazione moderna.
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