Sensei (先生): significato e appellativo in giapponese

Sensei (先生): significato e appellativo in giapponese

Dal kanji di chi è nato prima a kyoushi in classe, shishou nel mestiere e onshi per chi ha formato.

Sai cosa significa sensei? Molte persone dicono che la parola giapponese significa maestro, mentore, istruttore o insegnante. Sensei si usa solo per gli insegnanti? Esistono altri modi per chiamare chi insegna in giapponese? Che cosa cambia quando qualcuno viene chiamato sensei fuori dalla scuola?

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Sensei, un appellativo di rispetto

La parola sensei (先生) è un keishou (敬称), l'appellativo di rispetto che si attacca al nome, come in Suzuki-sensei. Si usa anche da solo, quando ci si rivolge alla persona: possiamo semplicemente chiamare i nostri insegnanti e mentori sensei.

Si usa con insegnanti, medici, maestri e con chi ti sta insegnando qualcosa. Senpai e kouhai seguono un'altra logica, quella di chi è entrato prima o dopo nello stesso gruppo.

Il sonkeigo, un livello del keigo, alza i verbi quando si parla di una persona rispettata. Sensei, in quanto keishou, accompagna il nome.

Sensei può indicare anche chierici, contabili, artisti, musicisti, romanzieri o una persona riconosciuta in un campo preciso e trattata come maestro o guida.

Sensei sono persone che hanno raggiunto un certo grado di dominio o di successo in un'abilità o in un campo.

Cosa significa letteralmente sensei?

Sensei (先生) unisce sen (先), «prima», e sei (生), «nascere, vita». Il Daijisen segna come senso originario «chi è nato prima», la persona più anziana. Chiamare qualcuno sensei riconosce un'esperienza che gli altri gli attribuiscono.

Uomo in giacca con una borsa di cuoio e un libro in mano, su un sentiero

Come per senpai, sensei lo usano gli altri. Per questo il giapponese ha altre parole per la professione di insegnante e per il maestro di un mestiere.

Un sensei può essere un insegnante, un medico, un avvocato, uno scrittore, un politico o un maestro di arti marziali. Gli stessi caratteri, in cinese, si leggono xiānsheng: oggi è un titolo di cortesia vicino a «signore», e in passato indicava anche l'insegnante. La lettura giapponese sensei è on'yomi, quella di origine cinese.

Qualcuno cerca, accanto a sensei, l'equivalente di kouhai. Seito (生徒) significa alunno, a scuola o in un'arte marziale. Deshi (弟子) è il discepolo legato a un maestro. Seito e deshi dicono il ruolo di chi impara. Kouhai, nel suo gruppo, è l'appellativo di chi è arrivato dopo.

Bambini in aula, seduti in fila, e due bambine che piegano carta colorata sul banco

Sensei è un onorifico e, quindi, non si applica a se stessi.

Cosa significa essere sensei?

Sappiamo il significato della parola sensei, e resta la domanda di chi la riceve. In una classe i bambini usano già sensei per l'insegnante, e nelle scuole in Giappone questo uso è abituale. Per un mentore che insegna fuori dalla scuola, il titolo dipende da chi glielo rivolge. In tanti aspirano a sentirselo dire.

Il significato di essere sensei nelle arti marziali è spesso discusso, perché molti che vogliono salire di grado e avere un proprio dojo si trovano davanti a questa domanda. Si rendono conto che la parola, lì, indica chi guida la classe e aiuta a tenere il dojo attivo: il responsabile del gruppo.

Istruttore in divisa bianca, in ginocchio, tiene un pao mentre un bambino calcia e un altro osserva

Chi pratica un'arte marziale la tratta spesso come una forma di vita, oltre l'orario della lezione. In Giappone l'insegnante di classe è rispettato, e gli alunni gli si rivolgono con sensei.

Uomo in giacca tiene un tablet con la scritta skills e icone di strumenti, lampadina e ingranaggi

Qual è la differenza tra maestro e sensei?

Molte persone pensano che sensei sia «maestro» in giapponese. In italiano, maestro e insegnante coprono rapporti diversi. In giapponese, sensei e le parole vicine fanno lo stesso: ognuna indica un uso preciso.

Kyoushi (教師) nomina la professione, l'insegnante in classe. L'appellativo con cui lo si chiama resta sensei.

Bambini giapponesi: una bimba con il tamburo, una in kimono rosa e un gruppo seduto davanti a un libro illustrato

Altre parole vicine a sensei

Shishou (師匠) chiama una persona abile in un mestiere. Può essere un allenatore o un artista: i kanji indicano chi è esperto in un'arte, dal kabuki alla cerimonia del tè, dal falegname all'artigiano.

Kyouju (教授) è il professore, il grado più alto tra i docenti di università e istituti tecnici superiori. La stessa parola indica anche l'atto di insegnare una materia o un'arte.

Shihan (師範) è chi fa da modello e chi insegna un'arte, oppure la qualifica per farlo. Il Daijisen cita lo shihan di judo. Nel judo del Kodokan il sesto dan si chiama rokudan, e la cintura di cerimonia, dal sesto all'ottavo dan, è bianca e rossa. Jigorō Kanō portava il titolo di shihan e non si assegnò un grado dan. In alcune organizzazioni l'istruttore principale del gruppo è lo shuseki shihan.

Aula con librerie di legno e file di sedie arancioni rivolte verso chi parla in fondo alla sala
UsoScritturaLettura
Maestro, esperto名人meijin
Maestro, prestito dall'ingleseマスターmasutaa
Insegnante, corpo docente教員kyouin
Grande sensei大先生daisensei
Insegnante a cui si deve la formazione恩師onshi

Sensei è l'appellativo, da Suzuki-sensei al medico e al dojo. Kyoushi è il lavoro in classe, kyouju il professore universitario, shishou il maestro di un mestiere, onshi l'insegnante a cui si deve la propria formazione.

Fonti e link utili

Sull'autore

Kevin Henrique

Specialista con oltre 10 anni di esperienza nella cultura asiatica, con focus su Giappone, Corea, anime e giochi. Autodidatta, scrittore e viaggiatore concentrato sull'insegnamento del giapponese, consigli di viaggio e curiosità profonde.

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