Le scuole giapponesi sono come negli anime? Cosa è vero e cosa no

Le scuole giapponesi sono come negli anime? Cosa è vero e cosa no

Cosa gli anime scolastici copiano dalla vita vera — e cosa inventano

Le scuole giapponesi sono davvero uguali a quelle degli anime? Nonostante la fantasia e le esagerazioni, gli anime scolastici ripetono sempre gli stessi dettagli — e proprio per questo sembrano quasi un documentario. La campanella da quattro note, per dire, non è un effetto sonoro inventato: è la stessa melodia che senti in un corridoio vero.

Molti di quei cliché esistono davvero, nelle scuole giapponesi vere. Il disegno, però, mescola abitudini reali e inquadrature comode. Basta guardare che tipo di uniforme indossano, o chi porta il pranzo, per capire se stai vedendo un corridoio o una copertina.

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Dove le scuole degli anime colpiscono nel segno?

Club — La prima cosa che notiamo nelle scuole degli anime è l'esistenza dei club: sport, lettura, persino giochi e informatica. Nella maggior parte delle serie i personaggi principali ci passano mezza trama; nella vita vera i bukatsu (部活) occupano i pomeriggi in modo molto concreto. Allenamenti, gare, poco sonno. Troverai kendo, baseball, coro, computer. Quello che non troverai facilmente è un club inventato solo per tenere insieme il gruppo di protagonisti.

Festival ed eventi — Quei giochi in cui le persone si montano l'una sull'altra e competono esistono davvero e si chiamano undōkai. Le scuole organizzano anche festival aperti al quartiere, il bunkasai, dove gli studenti hanno l'occasione di fare un caffè delle cameriere o del cosplay. L'anime lo gonfia; la giornata, però, è reale.

Studenti in uniforme durante un festival scolastico in Giappone

Calzature — Nelle scuole giapponesi esistono quegli armadietti all'ingresso: lasci le scarpe da esterno e indossi le uwabaki (上履き), scarpe da interno, di solito di tela, per tenere puliti i pavimenti. Non sono scarponi. Sono leggere, spesso bianche, e restano a scuola.

Senpai e kōhai — Non accade solo negli anime. Esiste davvero una relazione tra studenti di classi diverse, soprattutto quando si frequentano nello stesso club: il senpai è il veterano che ti aiuta, il kōhai è la matricola. È un modo di chiamarsi che la scuola, e poi l'azienda, continua a usare.

Westminster Chime — Questo è il nome del famoso e nostalgico campanello che suona nelle scuole giapponesi. In quasi tutti gli anime scolastici finiamo per sentirlo. Non è un jingle da studio: è la stessa melodia del Big Ben, adottata da decenni come segnale tra una lezione e l'altra.

Ijime: il bullismo — C'è chi pensa che gli anime mostrino solo cose belle delle scuole giapponesi. Mostrano anche l'ijime. Non solo gli anime: diversi drama basati su manga finiscono per avere il focus su questo tema. Serie come Great Teacher Onizuka arrivano a casi spinti fino all'estremo, e purtroppo la pressione reale esiste. Succede tra ragazze, tra gruppi, in modi che una puntata sola non esaurisce.

Gakuran, sailor fuku e blazer: l'uniforme vera

Se c'è un'immagine che l'anime ha esportato in tutto il mondo, è l'uniforme. In giapponese si dice seifuku (制服). In una scuola vera i modelli sono pochi, i colori sobri, e i pastello da copertina restano rari.

Tre famiglie coprono quasi tutto ciò che vedi in una scuola media o superiore vera:

  • Gakuran (学ラン) — giacca nera o blu scuro con colletto alto, i bottoni davanti, pantaloni dello stesso tono. È l'uniforme maschile “da manga shonen”, ancora in uso, anche se non è più l'unica.
  • Sailor fuku (セーラー服) — blusa con colletto da marinaio, nastro o fiocco, gonna a pieghe. La gonna, nella versione ufficiale, arriva in genere al ginocchio, non a metà coscia.
  • Blazer — camicia, giacca con stemma, cravatta o nastro, gonna o pantaloni. Oggi è il taglio che molte scuole stanno adottando, anche per le ragazze, al posto del sailor.

D'estate cambiano maniche e tessuto; d'inverno arrivano maglioni e gilet. Le regole sul resto — capelli, trucco, calze, gioielli — dipendono dal regolamento di quella scuola, e spesso sono più strette di quanto l'anime lasci intendere.

Le gonne corte da anime nascono da due gesti diversi. La gonna emessa dalla scuola non è estrema. Alcune ragazze la accorciano arrotolando la vita, più spesso fuori dal cancello che in classe. Gli autori hanno preso quel gesto e lo hanno trasformato in silhouette. Alcune scuole lo vietano; altre chiudono un occhio. È una trattativa quotidiana con il regolamento.

Altre caratteristiche delle scuole

Pranzo: kyūshoku e bentō — L'anime adora il bentō aperto sul banco. Alle elementari pubbliche, e in gran parte delle medie, il pranzo vero è il kyūshoku (給食): un pasto unico, pensato da un dietista, servito in classe, di solito con il latte. Gli studenti a turno lo distribuiscono. Alle superiori il quadro cambia: entra il bentō portato da casa o qualcosa del chiosco della scuola. Macchinette di bevande ce ne sono, soprattutto più in alto nel ciclo; alle elementari il vassoio della mensa sostituisce lo spuntino libero.

Scuole solo per ragazze — Esistono, si chiamano joshikō. È già successo che istituti nati come scuole femminili aprissero le iscrizioni a entrambi i sessi, lo stesso spunto da cui parte Kaichō wa Maid-sama!. Immaginate come i primi ragazzi devono essere stati felici. La serie, però, resta fiction: la scuola vera non si riorganizza intorno a un presidente del consiglio in grembiule da maid.

Studentesse giapponesi in uniforme scolastica con mascherine

Test per l'università — L'ultimo anno spinge davvero gli studenti a studiare come pazzi per l'esame di ammissione, la prova più importante della loro vita. Come negli anime, fanno corsi preparatori, i professori fanno test di orientamento, danno supporto. La differenza è il volume di ore: meno running gag, più ripetizioni serali.

Gite scolastiche — Le gite degli studenti nella vita reale sono impressionanti come quelle degli anime. Viaggiano davvero verso altre isole come Okinawa, vanno in un'altra prefettura e in vari punti turistici del paese. Alcune scuole organizzano viaggi persino in altri paesi, per esempio in Corea.

Pulizie — Una cosa che l'anime mostra poco: dopo le lezioni, gli studenti puliscono aule e corridoi. Non c'è un esercito di bidelli come in molte scuole italiane. I turni di sōji (掃除) fanno parte della giornata, non di una puntata speciale.

Cose degli anime scolastici che non sono totalmente reali

Capelli colorati — Fuori dalla scuola il Giappone è pieno di capelli tinti. Dentro, è insolito trovare studenti con colori esotici. Alcune scuole vietano certe acconciature e, a volte, chiedono il nero anche a chi lo ha già castano di natura. I ciuffi rosa da protagonista restano sul foglio.

Studentesse in gonna dell'uniforme sul tetto di una scuola giapponese

Tetto della scuola — Quasi tutti gli anime scolastici che guardiamo mostrano studenti sul tetto. Questo non è permesso in un gran numero di scuole giapponesi, ma qualcuno finisce per infrangere la regola. Perché tante scene lassù? Gli artisti usano il tetto per lo scenario e per isolare i personaggi. In un edificio vero, la porta è chiusa.

Scena di anime scolastico con studenti in uniforme in un corridoio

Voti — In alcuni anime i voti degli studenti finiscono scritti in classe, sotto gli occhi di tutti. Può accadere, ma non in tutte le scuole. Nella maggior parte, i migliori vengono riconosciuti, però senza trasformare la classifica in spettacolo.

Consiglio studentesco — Gli anime finiscono per presentare il consiglio come capo della scuola. Il consiglio aiuta i professori a pianificare festival, eventi e altre cose della classe; non ha il potere da ministero che certe serie gli attribuiscono. Se il presidente sembra un antagonista con un ufficio da film, stai guardando un anime, non il verbale della riunione.

Bambini giapponesi in contesto scolastico, fuori dall'edificio

Scuole giapponesi o degli anime?

Nonostante gli anime presentino bene la vita scolastica giapponese, esagerano nella maggior parte delle cose: mostrano dettagli proibiti, rompono il regolamento e gonfiano l'animazione e la gioia degli studenti. La scuola giapponese è più rigorosa, ma è anche una scuola: studiano, seguono regole, fanno amicizie, si innamorano, combinano guai. Come succede anche da noi, alcuni saltano le lezioni. Io stesso, durante il mio viaggio, ho incontrato diversi studenti che non erano in classe.

Di seguito lascio una lista di anime scolastici che consiglio per farsi un'idea — tenendo presente che sono storie, non un manuale:

  • Toradora;
  • Another;
  • K-On;
  • Suzumiya Haruhi;
  • Hyouka;
  • Kimi ni todoke;
  • Yahari Ore no Seishun Love Comedy wa Machigatteiru;
  • Kokoro Connect;
  • Great Teacher Onizuka (GTO);
  • Gin no Saji;
  • Angel Beats!
  • Sakurasou no Pet na Kanojo;

Non è necessario che io dica che nella vita reale i ragazzi non cadono accidentalmente sul petto delle ragazze. Né che mostri, massacri, ragazze magiche, creature strane, viaggiatori del tempo e paranormali appaiano a scuola. Se avete altri cliché da aggiungere, i commenti sono aperti.

Fonti e link utili

Sull'autore

Kevin Henrique

Specialista con oltre 10 anni di esperienza nella cultura asiatica, con focus su Giappone, Corea, anime e giochi. Autodidatta, scrittore e viaggiatore concentrato sull'insegnamento del giapponese, consigli di viaggio e curiosità profonde.

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