Chi non conosce, o almeno ha sentito parlare, degli anime della serie Monogatari? Per molti restano impressi quei fotogrammi statici pieni di testo che spaccano la scena a metà (nel mio caso, sì: l'occhio resta lì). C'è chi finisce a mettere in pausa più per leggere quei cartelli che per seguire il dialogo, e non è un difetto: è il marchio di fabbrica dello Studio Shaft.
Sotto le aperture barocche e le inquadrature strane c'è una storia solida, nata dalle light novel di Nisio Isin. Il punto che confonde chi arriva tardi è un altro: l'anime non avanza sempre in ordine cronologico. Gli eventi si intrecciano, tornano indietro, saltano avanti. All'inizio può dare un leggero senso di spaesamento; poi la trama prende ritmo da sola e tutto si sistema.
E già che ci siamo: la nekomata più famosa degli anime, almeno per me (e per un bel pezzo di fandom), è Hanekawa. Protagonista indiscussa di certi archi, rifiutata da Koyomi in un modo che ha fatto girare i denti a metà pubblico. Opinioni a parte, sotto trovi la mappa degli adattamenti animati, con un po' di contesto su ciascuno e l'aggiornamento fino a Off & Monster Season.
Indice 15
Cos'è la Monogatari Series
La serie nasce da una light novel scritta da Nisio Isin e illustrata da Vofan. Il primo volume di Bakemonogatari è uscito in Giappone nel novembre 2006. Il successo editoriale ha portato allo Studio Shaft il primo adattamento anime: Bakemonogatari, partito il 3 luglio 2009.
Quella prima stagione conta 15 episodi (12 in TV, gli ultimi tre distribuiti online). Non era un «fallimento» per numero di puntate: è stata una delle proprietà più vendute e seguite del decennio, con decine di archi successivi, special, OVA/ONA e film. Il titolo generico Monogatari (storia, racconto) copre tante «storie» con nomi diversi: per questo conviene avere una lista chiara prima di partire.
In che ordine guardarla?
Non esiste un'unica risposta «ufficiale» per tutti. I due percorsi più usati sono:
- Ordine di uscita dell'anime (broadcast): come lo Studio Shaft ha rilasciato le serie e gli special. È il percorso più comune per chi inizia da zero.
- Ordine di pubblicazione delle novel / ordine dell'autore: più vicino a come Nisio Isin ha costruito i libri (con Kizumonogatari subito dopo Bakemonogatari, per esempio).
Molte guide italiane e internazionali consigliano, per una prima visione, di partire da Bakemonogatari e di inserire la trilogia cinematografica di Kizumonogatari subito dopo (anche se i film sono usciti anni dopo). L'ordine strettamente cronologico degli eventi è valido ma più confuso al primo passaggio: la serie gioca proprio su flashback e buchi di memoria.
Sotto elenco gli adattamenti principali nell'ordine di uscita animata, con una riga di trama leggera (senza rovinare i finali). In coda trovi i film e l'ultimo blocco Off & Monster.

1. Bakemonogatari (2009)
Primo adattamento, 15 episodi. Al centro c'è Koyomi Araragi, liceale del terzo anno che ha quasi superato la condizione di vampiro e si ritrova a aiutare ragazze legate a «stranezze» — spiriti, maledizioni, leggende urbane. Il primo incontro decisivo è con Hitagi Senjougahara, leggera come una piuma dopo una caduta dalle scale: da lì partono gli archi del granchio, della lumaca, della scimmia, del serpente e del gatto.
È la porta d'ingresso obbligatoria: stile Shaft al massimo, dialoghi a raffica e personaggi che non sono solo archetipi.
2. Nisemonogatari (2012)
Undici episodi divisi soprattutto negli archi Karen Bee e Tsukihi Phoenix. Qui entrano in scena le sorelle di Koyomi e nuovi pezzi di folklore nipponico. Non è un semplice «riempitivo» dopo Bakemonogatari: allarga la famiglia, alza il tono comico e prepara fili che torneranno più avanti.
3. Nekomonogatari (Black) (2012)
Quattro episodi ambientati nella Golden Week, prima di certi eventi già visti in Bakemonogatari. Tsubasa Hanekawa e lo spirito del gatto nero (la famosa «Black Hanekawa») sono al centro. Se ti piace il folklore del gatto yōkai, questo arco è oro puro — e spiega perché tanti tifano per Hanekawa anche quando la storia va altrove.
4. Monogatari Series: Second Season (2013)
Il blocco TV del 2013 adatta, in sequenza, diversi volumi della Second Season: da Nekomonogatari (White) a Koimonogatari, passando per Kabukimonogatari, Otorimonogatari e Onimonogatari. In pratica è la «stagione lunga» in cui la serie matura: tigre bianca, viaggi nel tempo, Nadeko, l'oscurità del passato di Shinobu, e l'arco di Hitagi con Kaiki.
Se trovi le voci spezzate per singolo volume (come nelle guide più dettagliate), ricorda che in TV molti di questi archi sono arrivati insieme come Second Season.
5. Hanamonogatari (2014)
Special di cinque episodi incentrato su Suruga Kanbaru, dopo il diploma di Koyomi e del suo gruppo. La mano «mostruosa», il diavolo che concede desideri e il passaggio di testimone generazionale: tono più estivo, ma non leggero come sembra.
Hanamonogatari fa parte della Second Season delle novel, ma in anime è uscito staccato per ragioni di palinsesto: molte checklist lo mettono dopo (o subito a ridosso di) Second Season, a seconda del percorso scelto.
6. Tsukimonogatari (2014)
Quattro episodi. Koyomi si sveglia e scopre che il suo riflesso non appare più allo specchio: la parte vampiro sta prendendo il sopravvento. Yotsugi Ononoki ha un ruolo chiave; le sorelle e i dialoghi «di vita di tutti i giorni» restano, ma l'ombra sul futuro di Araragi è più pesante.
7. Owarimonogatari I (2015)
Tredici episodi della Final Season. Tornano (e si complicano) i rapporti con Ougi Oshino, gli archi di Sodachi Oikura e pezzi del passato di Shinobu. Atmosfera da «si sta chiudendo qualcosa», con dialoghi ancora più densi e meno pazienza per chi cercava solo battute leggere.
8. Koyomimonogatari (2016)
Dodici episodi brevi, nati come ONA/app. Sono vignette legate al calendario di Koyomi, spesso a cavallo di Bakemonogatari e dintorni. Ottimi come intermezzo: non sostituiscono le stagioni lunghe, ma riempiono buchi e umori.
9. Kizumonogatari — trilogia di film (2016–2017)
Tre lungometraggi (Tekketsu, Nekketsu, Reiketsu) che adattano l'arco d'origine: l'incontro di Koyomi con la vampira Kiss-shot Acerola-orion Heart-under-blade (la stessa che, da «loli», conoscerai come Shinobu). Cronologicamente è all'inizio di tutto; in uscita cinema arriva anni dopo Bakemonogatari. Molti lo guardano subito dopo la prima stagione; altri aspettano la Final Season. Entrambi i modi funzionano se sai che stai guardando un prequel.
10. Owarimonogatari II (2017)
Sette episodi (spesso trasmessi a blocchi speciali). Continuazione diretta della Final Season: inferno, Mayoi, scontri e nodi con Ougi. Qui la serie tira i fili lasciati appesi; se salti questo pezzo, Zoku rischia di sembrare un enigma senza pezzi.
11. Zoku Owarimonogatari (2018–2019)
Sei episodi (prima al cinema in distribuzione limitata, poi in TV tra maggio e giugno 2019). Non è più «in arrivo a maggio di quest'anno»: è uscito, chiuso e fa da coda specchio alla Final Season. Mondo rovesciato, riflessi e un tono da epilogo che dialoga con tutto ciò che hai già visto.
12. Monogatari Series: Off & Monster Season (2024–)
Adattamento di Off Season e Monster Season delle novel, di nuovo con Shaft e Akiyuki Shinbo in supervisione. Il primo blocco di 14 episodi è andato in onda (e in streaming) tra luglio e ottobre 2024; racconti su Tsukihi, Nadeko, Shinobu e altri personaggi dopo (o a lato di) ciò che credevi «la fine» della storia di Koyomi al liceo. Sono stati annunciati ulteriori episodi: il seguito è previsto per l'inverno 2026. Se stai recuperando la serie oggi, questo è il pezzo che le guide del 2016 non potevano avere.
Personaggi, design e una confessione da fan
Una delle forze della serie è il character design: linee che restano in testa, espressioni che vendono personalità prima ancora del dialogo. Anche quando compare un «cattivo», l'ostilità pura dura poco — i personaggi sono troppo scritti per ridursi a maschere.
E sì, Monogatari ha diverse figure che il fandom chiama loli (Shinobu in forma regredita, Yotsugi, altre). Non è un dettaglio da nascondere né da esagerare: fa parte del mix Shaft + Nisio Isin, tra folklore, ironia e discomfort. La mia preferita resta Yotsugi Ononoki: monotona, spiazzante, con un carisma che non ha bisogno di gridare. Puoi non essere d'accordo — anzi, nei commenti di solito scoppia la guerra Hanekawa vs Senjougahara vs chiunque — ma su Ononoki non transigo.
Se stai per iniziare: metti in conto le pause per leggere i cartelli, accetta che l'ordine non sia lineare e goditi il viaggio. Monogatari non è un anime «da lasciare in sottofondo»: o entri nel ritmo, o ti perdi i cartelli e mezzo del punto.
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