Tenji [点字] è la parola giapponese per riferirsi al Braille, l’alfabeto utilizzato dalle persone con disabilità visiva che utilizza rilievi di 6 punti per rappresentare le lettere e permettere alle persone di fare la loro lettura.

La parola giapponese Tenji [点字] è letteralmente l’unione dei kanji di punto e lettera, quindi è letteralmente un alfabeto di punti.

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L’uso del Braille in Giappone

In Giappone, il Braille è ampiamente utilizzato come strumento di accessibilità per le persone con disabilità visiva, permettendo loro di leggere e scrivere in modo indipendente.

È comune trovare segnali e etichette con informazioni in Braille in aree pubbliche, come bagni e ascensori, rendendo questi spazi accessibili a tutti.

Inoltre, esistono stampanti e monitor Braille specifici per uso personale, permettendo alle persone con disabilità visiva di accedere alle informazioni e comunicare in modo efficiente.

Western style toilets in Japan

Il Giappone ha anche una legge sul diritto d’autore che permette la riproduzione in Braille di opere pubblicate, anche durante il periodo di protezione del diritto d’autore. Questo è incredibile, perché permette a tutte le persone di avere accesso alle informazioni e di comunicare in modo indipendente e inclusivo, senza dipendere dagli autori per creare il contenuto.

Inoltre, nelle strade del Giappone vengono emessi suoni ai semafori affinché i ciechi identifichino il segnale aperto e chiuso. Tutto il pavimento è pieno di strisce gialle.

Recipienti di shampoo, imballaggi di carta, ricariche della carta prepagata, moduli e molti altri oggetti in Giappone sono creati pensando alle persone con disabilità visiva.

Blindness in Japan, Braille writing in Osaka Station

Blocco giallo nelle strade del Giappone

Hai già visto quei blocchi gialli sui marciapiedi e nelle stazioni ferroviarie in Giappone? Questi blocchi sono usati dai ciechi per tracciare i loro percorsi in sicurezza.

Il primo blocco Braille è stato installato in Giappone, inventato da Seiichi Miyake nel 1965 e sviluppato il 18 marzo 1967 nell’attuale incrocio della Rota 250 Rota Haraojima a Naka-ku, a Okayama.

Esistono due tipi di blocchi Braille, un blocco allineato con linee dritte (blocco lineare) che indica la direzione del viaggio e un blocco di avviso a forma di punto (blocco puntuale) che indica la localizzazione di luoghi pericolosi e installazioni guidate.

blindway in the subway station

Il Braille nella Lingua Giapponese

La scrittura in braille nella lingua giapponese segue la struttura di 6 punti come nella maggior parte dei paesi. I punti sono numerati da 1 a 6, con i tre punti di sinistra numerati da 1 a 3 e i tre punti di destra numerati da 4 a 6.

I punti presenti sono rappresentati da “●” e i punti assenti da “○”. È importante notare che questa è la forma di lettura e che, quando si scrive con l’aiuto di dispositivi come la macchina da scrivere braille, l’ordine dei punti è invertito a causa della tecnica di premere i punti sul retro della carta.

La lingua giapponese è tradizionalmente composta da 3 alfabeti, ovvero hiragana, katakana e kanji. Nel braille questo è semplificato, l’hiragana e il katakana sono gli stessi e non esiste il Kanji.

Basicamente il braille in giapponese è ciò che molti stranieri e giapponesi sognano, avere un alfabeto composto solo da lettere sillabiche senza kanji, ma sappiamo che i kanji sono importanti per la comprensione della grammatica e delle parole con pronunce simili.

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Come appaiono il Dakuten e il suono contratto nel Braille?

Diversamente dal giapponese tradizionale, quando una lettera deve avere dakuten o handakuten (バパ), si utilizza una struttura con un punto al numero 5 per il dakuten e al 6 per l’handakuten prima della lettera giapponese.

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Lo stesso avviene per il suono contratto (きゃ), che viene marcato al punto numero 4. La differenza sta nella lettera, che generalmente rappresenta il suono del kana piccolo, per esempio: per [きゅ] si utilizza [く] e per きゃ si utilizza [か].

Il dakuten può essere mescolato con il suono contratto, quindi nella casa precedente possiamo marcare il punto 4 e 5 seguito da [か] per rappresentare [ぎゃ]. Non so se hai capito, ma per facilitare lasciamo le immagini sotto:

Comunicazione del Braille usando le dita

Il sistema di comunicazione noto come “sistema di punteggiatura manuale” o “sistema di punteggiatura con le dita” è una forma utilizzata da persone cieche e sorde per comunicare.

Utilizza sei dita (pollice, indice, medio, anulare, mignolo) per rappresentare i sei punti del sistema Braille. Questo sistema è stato creato da Reiko Fukushima nel 1981 ed è stato presentato in inglese alla 4ª Conferenza Mondiale Helen Keller, tenutasi a Stoccolma nel 1989.

Il sistema di punteggiatura manuale segue le regole del Braille, ma è stato adattato per essere usato nelle conversazioni. Per esempio, non usa spazi tra le parole, non usa segni di punteggiatura come il punto e virgola, usa la punteggiatura di fonetica, inizia con il nome della persona che sta comunicando e usa abbreviazioni per le parole comuni.

Il sistema di punteggiatura manuale è più veloce e preciso di altre forme di comunicazione, come la scrittura manuale o il sistema di comunicazione manuale, e può essere facilmente appreso da chi già conosce il Braille.

Kevin Henrique

Kevin Henrique

Esperto di cultura asiatica con oltre 10 anni di esperienza, specializzato in Giappone, Corea, anime e videogiochi. Scrittore autodidatta e viaggiatore dedito all’insegnamento del giapponese, alla condivisione di consigli di viaggio e all’esplorazione di curiosità profonde e affascinanti.

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