Potrebbe sembrare strano, ma in giapponese esiste una parola, Zettai Ryouiki [絶対領域], che indica la fascia di pelle nuda che si vede tra una minigonna e le calze alte, o in altre combinazioni di abbigliamento.
La traduzione letterale è territorio assoluto: zettai [絶対] significa assoluto, mentre ryouiki [領域] significa area, dominio, territorio. Perché quest'area viene considerata assoluta?

Come sempre, tutto è iniziato negli anime e manga, dove questa combinazione di parole è diventata un gergo otaku per descrivere personaggi kawaii e moe delle opere giapponesi. Oggi il termine è riconosciuto in Giappone anche come stile di moda.
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Come funziona la moda del Zettai Ryouiki?
Esistono 5 livelli che definiscono il Zettai Ryouiki: tutto dipende dalla lunghezza delle calze e della gonna. L'immagine qui sotto spiega meglio come funziona questa classificazione:

Il rapporto ideale tra gonna, pelle scoperta e calza sopra il ginocchio è 4:1:2,5, con una tolleranza del 25%. Le classificazioni vanno dalla E, che lascia scoperta più gamba, alla A, che ne lascia scoperta meno. Alcuni aggiungono due code gemelle (twintails) e una personalità tsundere per definire il grado S.
In Giappone lo Zettai Ryouiki si intreccia con molte altre tendenze di moda popolari, come Lolita, Gyaru, Decora, Fairy Kei e Harajuku. Queste tendenze sono caratterizzate da uno stile esagerato e colorato, e sono spesso associate a personaggi di anime e manga.
Com'è nato il termine Zettai Ryouiki?
L'origine del nome è legata a Neon Genesis Evangelion: nella serie, Zettai Kyoufu Ryouiki [絶対恐怖領域] era la traduzione giapponese di A.T. Field, l'Absolute Terror Field. L'uso del termine per l'area tra gonna e calze è documentato dal 2001.
In Neon Genesis Evangelion l'A.T. Field è uno scudo di energia protettiva, soprannominato zona sacra in cui nessuno può entrare.
L'idea di una zona sacra in cui nessuno può entrare è all'origine del senso attuale del termine. Il primo uso documentato risale al 21 marzo 2001, quando MIY elogiò sul suo blog la fascia tra gonna e calze di Mayura, personaggio creato per Ukagaka, il software di mascotte da scrivania noto allora come Nanika.

Il termine è apparso nel 2001 e si è diffuso con gli anni, diventando una parola comune per quest'area del corpo. Nato come gergo otaku, è usato anche dalle ragazze e fuori dalla scena, ed è registrato nel dizionario Daijisen.
In passato la parola indicava solo la combinazione di minigonna e calze lunghe; con il tempo si è estesa ad altre calze e ad altri capi, come pantaloncini e costumi da bagno.
Curiosità che coinvolgono il Zettai Ryouiki
Nel settembre 2009 il servizio Goo Ranking chiese a 1.026 uomini quali fossero i loro feticci preferiti: lo Zettai Ryouiki si classificò tra i primi posti. Tra il 2012 e il 2013 l'agenzia pubblicitaria WIT ha lanciato le "pubblicità del territorio assoluto", pagando circa 1.300 donne perché indossassero tatuaggi temporanei sulle cosce per promuovere film e dischi, tra cui Ted e i Green Day.
Il 28 novembre è diventato il giorno delle calze alte, una data speciale per chi apprezza questa moda. Dal 2013 la comunità online la celebra ogni anno, anche se non è una festa ufficiale.

Su internet esistono migliaia di fanart che mostrano l'applicazione di questa moda giapponese. Nel febbraio 2014, ad Akihabara, ha aperto un negozio specializzato in calze sopra il ginocchio.
Se il termine ti sembra pesante, sappi che ne esiste un altro per la vista della biancheria intima, noto come panchira.
Cosa pensano le persone del Zettai Ryouiki?
La tendenza può sembrare un po' sensuale, ma è spesso associata all'innocenza e alla purezza. Allo stesso tempo, l'esposizione delle cosce alimenta discussioni sul suo ruolo in molestie e stalking.
L'esposizione delle gambe in questo modo può essere vista come una sessualizzazione dei personaggi femminili o delle giovani giapponesi, trasformate in oggetto di desiderio per il pubblico maschile.
Il termine non è esclusivo del Giappone: espressioni simili esistono anche in altre lingue, come "calze fino al ginocchio" o "stivali fino alla coscia".
Fuori dal mondo otaku, alcune giovani la vedono come un modo di mostrare fiducia e autostima, una forma di empowerment femminile.
Persino alcuni membri della comunità otaku lo considerano offensivo, mentre altri non ci vedono nulla di male, e molte ragazze continuano a usarlo. Dal blog di MIY al dizionario Daijisen, lo Zettai Ryouiki ha attraversato due decenni di cultura pop: nato come dettaglio dell'estetica moe, è oggi un termine che i giapponesi riconoscono senza bisogno di spiegazioni.



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