Molti chiedono se si possa prolungare il periodo in Giappone, che si sia turisti, studenti o già con un altro status di soggiorno. In questo articolo vedremo chi può presentare la domanda, in quali situazioni e come si fa allo sportello.
Esistono moduli separati per attività diverse. Chi è entrato come visitatore temporaneo, per turismo o per una visita senza lavoro retribuito, compila un foglio diverso da quello di chi studia o lavora. Le regole dipendono anche dal passaporto e dall'ufficio che riceve la pratica. Per questo raccomandiamo di rivolgersi all'ufficio regionale dell'immigrazione della zona in cui vi trovate, prima che scada il periodo già concesso.
I turisti possono estendere il loro soggiorno in Giappone?
Per il visto turistico il punto di partenza è il periodo scritto all'ingresso. L'Ambasciata del Giappone in Italia indica che turismo, affari e visite a parenti o amici, senza attività retribuita, restano entro 90 giorni e richiedono solo il passaporto in corso di validità. Quei giorni vengono concessi allo sbarco. Il periodo resta quello indicato sul passaporto anche se il volo di ritorno cambia: la domanda si presenta all'ufficio prima di quella data.
L'Agenzia per i servizi di immigrazione ammette l'aggiornamento del soggiorno di breve durata, 短期滞在, in linea di principio quando c'è un motivo umanitario davvero inevitabile o una circostanza speciale dello stesso peso. L'esempio che indica è una cura necessaria. In quel caso si portano il passaporto, un documento che spiega perché serve restare (per una cura, il certificato del medico), un resoconto di che cosa si è fatto dall'ingresso e la prova di poter pagare il soggiorno e il viaggio di uscita, come un estratto del conto o il biglietto di ritorno.
Se il ricovero, cure comprese, resta entro 90 giorni, la pratica è l'aggiornamento del breve soggiorno. Se la cura in ospedale supera i 90 giorni, l'agenzia indica il cambio verso le attività specifiche per soggiorno medico, 特定活動(医療滞在), con il certificato di accettazione dell'ospedale giapponese. Se il ricovero impedisce di andare di persona allo sportello, un familiare o un'altra persona riconosciuta dall'ufficio può presentare i fogli, con un documento che ne provi l'identità.
Paesi come Irlanda, Regno Unito, Austria, Svizzera, Messico, Germania e Liechtenstein possono chiedere di allungare il soggiorno dai 90 giorni fino a sei mesi. La nota del Ministero degli Affari esteri, aggiornata il 1° settembre 2025, chiede di presentare la domanda al Ministero della Giustizia, cioè all'ufficio regionale dell'immigrazione, prima che scada il periodo già permesso. Per il passaporto italiano il periodo all'ingresso resta di 90 giorni.
Lo stesso elenco del ministero conta 74 paesi e regioni. All'ingresso, Indonesia e Thailandia ricevono 15 giorni, Brunei e Qatar 30, e gli altri ricevono 90 giorni. Per la Thailandia serve il passaporto elettronico conforme ICAO. Per Indonesia e Qatar serve anche aver registrato quel passaporto presso una rappresentanza giapponese: la registrazione dura tre anni, o fino alla scadenza del passaporto se arriva prima.
Chi ha già la carta di soggiorno e presenta in tempo la domanda di aggiornamento o di cambio resta con lo status precedente fino alla decisione, oppure fino alla fine del giorno in cui scadono due mesi dalla data originale, se la decisione tarda. Il visitatore temporaneo dei 90 giorni entra con il passaporto e il timbro, senza quella carta, e la data da rispettare è quella già scritta sul passaporto.
Che cosa serve per chiedere la proroga del soggiorno?
Il modulo cambia con il tipo di soggiorno. Per il breve soggiorno l'agenzia pubblica il modulo di aggiornamento del periodo di soggiorno, in PDF e in Excel, da stampare su foglio A4 solo fronte. I fogli sono in giapponese. Un documento scritto in un'altra lingua va accompagnato dalla traduzione in giapponese, e un certificato rilasciato in Giappone deve avere meno di tre mesi.
Chi studia o lavora chiede l'aggiornamento del proprio status, con il modulo di quell'attività, prima della scadenza. Per chi ha un periodo di sei mesi o più, l'agenzia indica di presentare la domanda a partire da tre mesi prima della scadenza.
Allo sportello la tassa si paga in marche da bollo, le 収入印紙, acquistate in contanti. Dal 1° ottobre 2026 l'importo segue il periodo che viene concesso, come nella tabella qui sotto. Per le pratiche che l'agenzia accetta online, sopra i 3 mesi la cifra è più bassa e il pagamento avviene in un convenience store o in banca, con una commissione a parte indicata dall'agenzia. Una domanda ricevuta entro il 30 settembre 2026 resta a 6.000 yen allo sportello, o 5.500 online, anche se il permesso arriva dopo. L'importo da versare sta sulla cartolina che arriva a esame concluso, o nella mail di pagamento se la pratica è online.
| Periodo concesso | Sportello | Online |
|---|---|---|
| Fino a 3 mesi | 10.000 yen | 10.000 yen |
| Oltre 3 mesi e fino a 6 mesi | 18.000 yen | 15.000 yen |
| Oltre 6 mesi e meno di 1 anno | 25.000 yen | 21.000 yen |
| 1 anno | 33.000 yen | 27.000 yen |
| Oltre 1 anno e meno di 3 anni | 48.000 yen | 42.000 yen |
| Da 3 anni a meno di 5 anni | 64.000 yen | 56.000 yen |
| 5 anni o più | 75.000 yen | 65.000 yen |
Gli uffici regionali pubblicano indirizzo e telefono sul sito dell'agenzia, in giapponese. A Tokyo l'ufficio regionale è al 5-5-30 di Konan, Minato. A Nagoya è al 5-18 di Shoho-cho, Minato. A Osaka è all'1-29-53 di Nankou-Kita, Suminoe. Il centro informazioni risponde al 0570-013904. Da un telefono IP o dall'estero il numero è 03-5796-7112.
Spero che abbiate apprezzato questo piccolo articolo e che vi abbia chiarito in quali casi si può chiedere di restare più a lungo. Se vi è piaciuto, condividetelo con gli amici e lasciate i vostri commenti: l'ufficio competente dipende dalla città in cui vi trovate.



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