Quasi tutti sanno che i kanji usati in giapponese arrivano, in origine, dalla Cina. Meno gente si ferma su un dettaglio curioso: alcuni caratteri non sono mai esistiti lì. Sono stati costruiti in Giappone, pezzo dopo pezzo, e si chiamano kokuji (国字) — letteralmente «caratteri nazionali».
Non sono un vezzo da dizionario. Appaiono in verbi quotidiani, in toponimi, in nomi di alberi e pesci, e a volte spiegano perché un kanji non ha lettura on decente. Qui vediamo cosa sono, quali entrano nella vita reale e in che cosa si distinguono dal kokkun (国訓).
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Cosa sono i kokuji
I kokuji, detti anche wasei kanji (和製漢字), nascono combinando componenti già esistenti (radicali e pezzi di altri kanji) in un modo che la scrittura cinese non usava. Spesso servono a scrivere una parola nativa per cui non c’era un carattere importato adatto: un passo di montagna, un campo secco, un crocevia, un odore.
Non esiste un censimento ufficiale definitivo: lungo i secoli chiunque poteva proporre un ideogramma, e molti sono finiti fuori uso. Le stime parlano di centinaia di kokuji; solo una minoranza resta comune. Nella lista dei jōyō kanji se ne contano pochi, ma tra questi ci sono pezzi da costruzione della lingua, come 働 e 込.
La maggior parte ha solo lettura kun (giapponese nativa), perché non c’era una lettura cinese da importare. Eccezioni importanti: 働 (ドウ / はたら.く) e 腺 (セン) hanno acquisito una lettura on per analogia o per necessità tecnica. Alcuni kokuji, come 腺 «ghiandola», sono poi entrati anche nella scrittura cinese moderna: il flusso dei caratteri non è stato solo Cina → Giappone.
Kokuji d’uso comune
Ecco una selezione orientativa di kokuji che incontri con una certa regolarità (letture e sensi di riferimento; i dizionari possono aggiungere sfumature):
Tabella reattiva: scorri con il dito >>
| Kanji | On | Kun | Significato |
|---|---|---|---|
| 働 | ドウ | はたら.く | lavorare, lavoro |
| 込 | — | こ.む、こ.める | affollarsi, entrare, mettere dentro |
| 搾 | サク | しぼ.る | spremere, estrarre |
| 峠 | — | とうげ | passo di montagna, culmine |
| 畑 | — | はた、はたけ | campo (secco), orto |
| 匁 | — | もんめ | monme (unità di peso ≈ 3,75 g) |
| 枠 | — | わく | telaio, cornice, struttura |
| 塀 | ヘイ | — | muro di cinta, recinzione |
| 腺 | セン | — | ghiandola |
| 榊 | — | さかき | sakaki (albero sacro dello shinto) |
| 辻 | — | つじ | incrocio, crocevia |
| 匂 | — | にお.う、にお.い | odore, profumo (verbo niou) |
| 躾 | — | しつ.ける、しつけ | educazione, disciplina, addestramento |
La costruzione è spesso leggibile: 峠 unisce montagna, «su» e «giù»; 辻 mette la croce sul cammino; 榊 lega l’albero al sacro. Sono storie grafiche, non pure astrazioni. Se ti interessa perché i kanji restano centrali nella lingua, c’è un approfondimento separato su perché il giapponese continua a usare gli ideogrammi.
I primi indizi di caratteri creati in Giappone risalgono ad epoche antiche (segnalazioni prima del 759 d.C., e pezzi legati al Man’yōshū e al periodo Nara). Altri nascono tardi: nell’era Meiji si coniano kokuji per unità di misura e termini scientifici. Oggi, però, chilometro o chilogrammo si scrivono quasi sempre in katakana o rōmaji, non con quei caratteri metrici.
Non aspettarci un’ondata di nuovi kokuji «ufficiali». Il sistema di scrittura è stabilizzato e molte parole che un tempo usavano un kanji raro (kokuji incluso) oggi passano in kana. Capire i kokuji serve soprattutto a leggere meglio ciò che esiste già.
Kokuji rari o poco usati
Molti kokuji sopravvivono solo in dizionari, cognomi o contesti stretti. La tabella sotto è un assaggio: non sono una lista da imparare a memoria, ma un modo per vedere quanto l’inventiva grafica sia andata lontano.
Tabella reattiva: scorri con il dito >>
| Kanji | On | Kun | Significato |
|---|---|---|---|
| 杢 | — | もく | falegname, legname lavorato |
| 圷 | — | あくつ | terreno basso |
| 噺 | — | はなし | racconto, conversazione (variante di 話) |
| 噸 | トン | — | tonnellata (uso storico/tecnico) |
| 凧 | — | いかのぼり、たこ | aquilone |
| 凩 | — | こがらし | vento freddo d’inverno |
| 俣 | — | また | biforcazione, coscia (in toponimi e cognomi) |
| 麿 | — | まろ | pronome arcaico / elemento onomastico |
| 糎 | — | センチ、センチメートル | centimetro (kokuji metrico Meiji; oggi si preferisce katakana) |
Notare 糎 e simili: erano un tentativo di «kanjizzare» misure straniere. Nella prosa corrente hanno perso terreno a favore del katakana. Per capire come si formano i pezzi di un kanji in generale, conviene anche guardare i radicali (bushu) e le loro varianti di posizione.
Kokkun: stesso carattere, significato diverso
Accanto ai kokuji esiste il kokkun (国訓): ideogrammi di origine cinese che in Giappone hanno preso un senso (e spesso una lettura) diverso da quello più tipico in cinese. Non sono «inventati» in Giappone come i kokuji; sono reinterpretati.
| Carattere | Lettura JP | Senso in giapponese | Pinyin (rif.) | Senso tipico in cinese |
|---|---|---|---|---|
| 藤 | fuji / tō | glicine | téng | vite, rattan |
| 沖 | oki / chū | alto mare, largo | chōng | risciacquare; nome di fiume minore |
| 椿 | tsubaki | camelia | chūn | toona (albero) |
| 鮎 | ayu | ayu (pesce d’acqua dolce) | nián | pesce gatto (spesso 鯰) |
Quando i caratteri sono entrati in Giappone, non solo le letture si sono moltiplicate (on da strati storici diversi, kun native, a volte più di una): anche i significati si sono adattati a flora, fauna e vita locale. Se stai studiando le letture, un pezzo utile è come distinguere lettura on e kun nella pratica.
In sintesi: i kokuji sono caratteri nati in Giappone; i kokkun sono caratteri cinesi «riletti» alla giapponese. Entrambi spiegano perché aprire un dizionario e trovare un solo «senso universale» spesso non basta.
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