In questo articolo sulla traduzione di canzoni analizziamo la sigla d'apertura dell'anime Angel Beats!: My Soul, Your Beats!, cantata da Lia. Il brano è uscito nel 2010 insieme alla sigla di chiusura Brave Song in un singolo double A-side, ed è nato dalla penna – e dal pianoforte – di Jun Maeda (麻枝准), lo sceneggiatore principale della visual novel originale animata dallo studio P.A.WORKS. L'arrangiamento è volutamente sobrio: un pianoforte, qualche archi discreto e quasi niente batteria, una scelta che lascia a Lia lo spazio per una dizione fragile, quasi trattenuta, in linea con il tono dell'anime.
Ecco il video ufficiale del brano:
Il video musicale di My Soul, Your Beats! di Lia (anime: Angel Beats!) è disponibile su YouTube.
Testo originale della canzone
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目覚めては繰り返す 眠い朝は
襟のタイをきつく締め
教室のドアくぐると
ほんの少し胸を張って歩き出せる
そんな日常に吹き抜ける風
聞こえた気がした
感じた気がしたんだ
震え出す今この胸で
もう来る気がした
記憶の星が消え去ってくのを見送った
手を振った よかったね、と
廊下の隅見下ろす 掃除の途中
おかしなものだと思う
あたしの中の時は止まってるのに
違う日々を生きてるように
埃は雪のように降り積む
待ってる気がした
呼んでる気がしたんだ
震え出す今この時が
見つけた気がした
失われた記憶が呼び覚ました
物語 永遠の その終わり
いつの間にか駆けだしてた
あなたに手を引かれてた
昨日は遠く 明日はすぐ
そんな当たり前に心が踊った
聞こえた気がした
感じた気がしたんだ
震え出す今この胸で
もう来る気がした
幾千の朝を越え 新しい陽が
待ってる気がした
呼んでる気がしたんだ
震え出す今この胸で
見つけた気がした
記憶の夢のように消え去れる日を見送った
手を振った ありがとう、と
Testo romanizzato
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Mezamete wa kurikaesu nemui asa wa
Eri no tai wo kitsuku shime
Kyoushitsu no doa kuguru to hon no sukoshi
Mune wo hatte aruki daseru
Sonnna nichijou ni fuki nukeru kaze
Kikoeta kiga shita
Kanjita kiga shitanda
Furue dasu ima kono mune de
Mou kuru kiga shita
Ikuoku no hoshi ga kie satteku no wo
Miokutta te wo futta
Yokatta ne, to
Rouka no sumi mi orosu souji no tochuu
Okashina monoda to omou
Atashi no naka no toki wa tomatteru no ni
Chigau hibi wo ikiteru you ni
Hokori wa yuki no you ni furi tsumu
Matteru kiga shita
Yonderu kiga shitanda
Furue dasu ima kono toki ga
Mitsuketa kiga shita
Ushinawareta kioku ga yobi samashita
Monogatari
Eien no
Sono owari
Itsu no manika kake dashita
Anata ni te wo hikareta
Kinou wa tooku ashita wa sugu
Sonna atarimae ni kokoro ga odotta
Kikoeta kiga shita
Kanjita kiga shitanda
Furue dasu ima kono mune de
Mou kuru kiga shita
Iku sen no asa wo koe atarashii hi ga
Matteru kiga shita
Yonderu kiga shitanda
Furue dasu ima kono mune de
Mitsuketa kiga shita
Kioku no yume no you ni kie sareru hi wo miokutta
Te wo futta arigatou, to
Traduzione italiana
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Mi sveglio e ricomincia, un'altra mattina piena di sonno
Stringo forte il nodo della cravatta al colletto
Quando varco la porta dell'aula
riesco a camminare con il petto un po' più fiero
Un soffio di vento attraversa quella quotidianità
Mi è sembrato di sentire
Mi è sembrato di averlo percepito
Proprio qui, nel petto che comincia a tremare
Ho avuto la sensazione che stesse per arrivare
Ho visto andar via le stelle dei ricordi che svanivano
Ho salutato con la mano, quasi a dire: «Menomale»
Guardo giù dall'angolo del corridoio, a metà delle pulizie
Trovo che sia una cosa strana
Perché dentro di me il tempo si è fermato
Eppure vivo giorni diversi
La polvere si accumula come neve
Ho avuto la sensazione che qualcuno stesse aspettando
Mi è sembrato di sentire qualcuno chiamare
Proprio adesso, in questo momento che comincia a tremare
Ho avuto l'impressione di averlo trovato
I ricordi perduti hanno risvegliato
la storia
eterna
e la sua fine
Prima che me ne accorgessi, mi sono messa a correre
La tua mano ha guidato la mia
Ieri è lontano, domani è già qui
Il cuore mi ha ballato per una cosa così scontata
Mi è sembrato di sentire
Mi è sembrato di averlo percepito
Proprio qui, nel petto che comincia a tremare
Ho avuto la sensazione che stesse per arrivare
Oltre migliaia di albe, un sole nuovo
Ho avuto la sensazione che qualcuno stesse aspettando
Mi è sembrato di sentire qualcuno chiamare
Proprio qui, nel petto che comincia a tremare
Ho avuto l'impressione di averlo trovato
Ho visto andar via il giorno in cui i ricordi svaniscono come sogni
Ho salutato con la mano, e ho detto: «Grazie»
Smontare la canzone
Per chi studia giapponese, il brano è un piccolo laboratorio: poche frasi, ma con kanji ricorrenti, costruzioni compatte e un uso delicato delle particelle. Ecco i tre passaggi che ricorrono all'inizio della strofa e che vale la pena smontare parola per parola.
Il primo verso
目覚めては繰り返す 眠い朝は
- 目覚めて (mezamete) – «svegliandomi», forma in te del verbo 覚める (mesameru, svegliarsi).
- は (wa) – particella tematica: marca «il fatto di svegliarsi» come tema della frase.
- 繰り返す (kurikaesu) – «si ripete». La costruzione Vte wa V ha valore di «appena …, ecco che …».
- 眠い (nemui) – «assonnato, pieno di sonno».
- 朝 (asa) – «mattina»; 朝は introduce la cornice temporale in cui si ripete la scena.
Varcare la porta
教室のドアくぐると
- 教室 (kyoushitsu) – «aula», composto di 教 (insegnamento) + 室 (stanza).
- の – particella del genitivo: «la porta dell'aula».
- ドア (doa) – prestito inglese per «door». Comune nel giapponese moderno.
- くぐる (kuguru) – «passare attraverso un'apertura», «infilarsi in uno spazio stretro». È un verbo più fisico del semplice 「通る」(tooru, attraversare).
- と – qui con valore di «appena …, ecco che …», come ~すると.
Petto fiero e primo passo
ほんの少し胸を張って歩き出せる
- ほんの少し (hon no sukoshi) – «un pochino». ほんの è avverbio attenuativo.
- 胸 (mune) – «petto, cuore». Nella forma 胸を張る (mune wo haru) significa «tenere il petto in fuori», cioè «farsi coraggio, mostrarsi fiduciosi».
- を (wo) – particella dell'oggetto.
- 張って (hatte) – forma in te di 張る (haru, tendere, gonfiare).
- 歩き出せる (arukidaseru) – «riuscire a mettersi a camminare, partire». Composto di 歩く (aruku, camminare) + 出す (dasu, tirar fuori) + suffisso potenziale ~出せる.
Il ritornello poi ruota tutto intorno alla costruzione «… 気がした» (… kiga shita), una formula idiomatica che significa «ho avuto la sensazione che …», «mi è parso che …». È il cuore espressivo del brano: una voce che osserva qualcosa di invisibile – un suono, una presenza, un ritorno – e lo racconta come percezione, non come certezza. La chiusura della canzone, infine, ribalta l'addio iniziale: dalla mano alzata con un «よかったね» (yokatta ne, «menomale») si passa al «ありがとう» (arigatou, «grazie»), come se la protagonista imparasse a salutare ciò che se ne va senza più trattenerlo.
Contesto della canzone
My Soul, Your Beats! esce il 26 maggio 2010 come double A-side single insieme a Brave Song, sotto l'etichetta Key Sounds Label di Key (Visual Arts). È il primo singolo del progetto ANANT GARDE EYES, un'etichetta parallela pensata per portare la musica di Key oltre i confini delle visual novel. La sigla apre Angel Beats!, anime del 2010 prodotto da P.A.WORKS e diretto da Seiji Kishi, su sceneggiatura dello stesso Jun Maeda. Il titolo inglese, con quel gioco fonetico tra soul (anima) e beats (battiti), richiama da vicino l'anima (tamashii, 魂) e il petto che trema (mune, 胸) del testo giapponese, e dà il tono all'intero anime, in cui i protagonisti sono ragazzi che vivono una sorta di aldilà e combattono per non arrendersi al passato. Il brano funziona così su due livelli: come ballata sentimentale e, al tempo stesso, come dichiarazione d'intenti sulla memoria, la morte e la vita che continua.
Chiusura
My Soul, Your Beats! resta una delle sigle d'apertura più ascoltate di Key, e uno dei punti d'ingresso più accessibili per chi si avvicina all'anime. Se ti interessa il giapponese, vale la pena tenerlo a portata di cuffia: è breve, ripetitivo, e usa un vocabolario quotidiano – 学校, 胸, 記憶, 夢 – che ricompare in mille altre canzoni. Se cerchi solo l'atmosfera, bastano i primi trenta secondi per capire perché continua a vivere nelle playlist degli appassionati.
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