Le canzoni giapponesi hanno spesso un suono facile da riconoscere. Melodia, ritmo e modo di cantare tendono a unirsi con naturalezza, e proprio per questo molti brani risultano piacevoli fin dalle prime note.
Per chi non conosce bene la teoria musicale, non è sempre semplice capire perché la musica giapponese trasmetta una sensazione così particolare. Musicisti e studenti di musica, invece, probabilmente hanno già sentito parlare almeno una volta della famosa scala pentatonica giapponese.
Uno degli esempi più noti è la scala Hirajoshi, una struttura che compare sia nella musica tradizionale sia in composizioni moderne e in molte colonne sonore di anime.
In questo articolo vedremo che cos'è la scala pentatonica giapponese e perché suona in modo diverso rispetto ad altre strutture musicali.

Cosa significa "Hirajoshi"?
Il termine Hirajoshi, scritto in giapponese come 平調子 (ひらぢょうし, Hirajoushi), unisce il kanji 平 (ひら, hira), che può suggerire qualcosa di calmo, equilibrato o armonioso, e 調子 (ちょうし, choushi), una parola legata a tono, accordatura, condizione o melodia. Insieme, Hirajoshi richiama l'idea di una melodia calma o armonica.
In molti stili musicali, soprattutto nel rock, nel pop e nel jazz, i musicisti giapponesi ricorrono spesso a questo tipo di schema. Una parte del suo fascino sta proprio nel modo in cui ogni nota si collega alla successiva, rendendo la melodia fluida e naturale all'ascolto.
Naturalmente questo schema non compare in tutta la musica orientale, ma è presente in una buona parte della musica giapponese.
Scale esotiche nella teoria musicale
Nella teoria musicale, una scala è una sequenza di note e intervalli che serve come base per costruire melodia e armonia. Esistono diversi modelli, tra cui le scale diatoniche, cromatiche e quelle che molti musicisti chiamano scale esotiche, come la scala cinese, la Hirajoshi o alcuni schemi orientali e arabi.

In generale, le scale esotiche usano rapporti tra le note che si percepiscono in modo diverso rispetto alle strutture occidentali più comuni. È proprio questa differenza nella distanza tra i suoni a rendere il loro timbro così caratteristico.
La scala Hirajoshi e le scale pentatoniche
In generale, le scale pentatoniche prendono questo nome perché sono costruite con cinque note. Le due forme più conosciute sono la scala pentatonica maggiore e quella minore.
Il sistema pentatonico probabilmente è nato in Oriente, più precisamente in Cina, ed è poi diventato una delle basi più comuni della musica giapponese.
Qui non entrerò troppo nei dettagli tecnici o nelle suddivisioni più complesse. L'obiettivo è spiegare l'argomento in modo chiaro a chi vuole capire perché questo suono sia così legato al Giappone.
Perché la musica giapponese suona diversa da quella occidentale
Come abbiamo visto, molta musica orientale dà grande importanza al rapporto tra i diversi toni. Per questo la scala Hirajoshi e le altre strutture pentatoniche diventano spesso una base importante nel processo di composizione.
In una semplificazione utile, la musica giapponese si appoggia spesso a strutture di cinque note, mentre molta musica occidentale si basa sul sistema diatonico di sette note. È per questo che in Occidente è così comune lavorare con la sequenza classica "Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si" e con una diversa distribuzione di toni e semitoni.
Un altro elemento che aiuta a spiegare il suono particolare delle canzoni giapponesi è la lingua stessa. Il ritmo di hiragana e katakana influenza anche la musicalità dei testi, e alcune sillabe possono essere adattate nelle canzoni per evitare combinazioni sonore poco naturali.

Alla fine, il modo migliore per percepire queste differenze è ascoltare molti tipi di brani. Quando inizi a prestare attenzione alla scala che sostiene la melodia, la musica giapponese diventa ancora più interessante.
Se una canzone o una colonna sonora giapponese ti ha mai dato quella sensazione così riconoscibile, è molto probabile che una scala come questa ne sia una delle ragioni.
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