Quando pensiamo di aver visto tutto, il Giappone ci sorprende. A Tokyo, nel quartiere finanziario di Otemachi, a Chiyoda, un'agenzia per il lavoro ha piantato il riso nel caveau di una banca. Si chiamava Pasona O2 (パソナオーツー): non un palazzo coperto di foglie, ma sei stanze al secondo piano interrato, senza una finestra sul sole.
Le foto che girano in rete mescolano due storie. I rami che spuntano dalle finestre appartengono a un altro esperimento della stessa Pasona, l'Urban Farm. Quello che rende O2 memorabile è un gesto più strano: far crescere pomodori, rose e una risaia dove prima stavano i lingotti.
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Una risaia nel caveau di Otemachi
Pasona è un gruppo di risorse umane. Nel febbraio 2005 ha aperto la fattoria sotterranea nel secondo seminterrato del Nomura Building di Otemachi, a pochi minuti dalla stazione di Tokyo. Lo spazio — circa 1.000 metri quadrati — occupava l'ex caveau della Resona Bank. Un solo ascensore, in un angolo del piano terra, portava giù: il caveau restava un caveau, anche da campo.
Non era un laboratorio per vendere insalata. Pasona voleva avvicinare l'agricoltura a chi vive in città e, nel tempo, aprire strade di lavoro nel settore, da chi cercava un primo mestiere a chi ne voleva un secondo. Il presidente Yasuyuki Nambu aveva girato il Giappone in cerca di mestieri da far crescere; tornò convinto che cibo e tecnologia, messi insieme, potessero cambiare l'immagine di un lavoro considerato faticoso, sporco e pericoloso.
Il progetto costò circa 180 milioni di yen, con 20 milioni l'anno di gestione. Nei giorni di apertura scendevano più di cento persone al giorno: curiosi, ricercatori, contadini in visita. In quattro anni, secondo chi ha progettato lo spazio, i visitatori superarono i 70.000, compreso il primo ministro in carica.

Luci, idroponica e tre raccolti di riso
Senza sole, le piante vivevano di lampade. I fiori crescevano sotto LED bianchi; il riso sotto alogenuri metallici e vapori di sodio ad alta pressione; i pomodori sotto fluorescenti, con le pareti rivestite d'alluminio per non sprecare un raggio. Un computer regolava temperatura, umidità e anidride carbonica. In cantina non c'erano insetti: l'ambiente era quasi privo di pesticidi.
Parte delle colture stava in vasca, in idroponica. I pomodori salivano al soffitto tutto l'anno. Nella stanza del riso la temperatura arrivava a 28 gradi — un'estate artificiale — e si potevano fare tre raccolti l'anno invece di uno. Il record raccontato alla chiusura fu di circa 60 chili di riso in dodici mesi: quanto basta a una persona, non a un quartiere. Il punto non era sfamare Tokyo. Era far toccare con mano che l'agricoltura poteva stare anche lì.
Le sei stanze sotto il palazzo
Chi scendeva trovava un percorso a stanze, più un campo di rose con decine di varietà:
- Campo di fiori
- Rose ed erbe aromatiche
- Risaia a terrazze
- Frutta e ortaggi da frutto
- Orto
- Coltivazione sperimentale, semi e germogli
Nel complesso si coltivavano circa ottanta tipi di verdure e piante. I semi germogliavano in cassette; l'insalata stava sotto i banchi; in visita si poteva assaggiare la lattuga da taglio. C'erano seminari, tirocini e giornate di trapianto o di raccolta. Poi, nel 2009, la fattoria sotterranea chiuse. Lo stesso gruppo la data dal 2005 al 2009.
L'altro edificio: Pasona Urban Farm
Nel 2010 Pasona ha fatto un passo visibile dalla strada. Con Kono Designs ha trasformato la sede di nove piani in Urban Farm: facciata a doppia pelle, alberi d'arancio e fiori sui balconi, circa 4.000 metri quadrati di verde e più di 200 specie tra uffici, mense e tetto. I dipendenti piantavano e mangiavano quello che cresceva in sala riunioni. È questo l'edificio delle foto con le foglie che escono dalle finestre, non O2.

I tour dell'Urban Farm sono finiti nell'aprile 2017, con il trasferimento della sede. Chi cerca un caffè con vista sulla fattoria, oggi, non trova né O2 né quella sede. Restano le foto, i numeri piccoli e l'idea grande: in un paese stretto di terra, un'agenzia per il lavoro ha usato un caveau e poi un intero palazzo per dire che l'agricoltura non vive solo in campagna. Se passi da Otemachi, il Nomura Building è ancora lì. La risaia, no.
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