Nel maggio del 1946, con 190.000 yen e poco più di venti persone, Masaru Ibuka e Akio Morita fondarono a Tokyo la Tokyo Tsushin Kogyo. La sede era una stanza al terzo piano dei grandi magazzini Shirokiya, a Nihonbashi. Il primo tentativo di prodotto per la vita quotidiana — un cuociriso elettrico, pentola di legno con elettrodi di alluminio sul fondo — non cuoceva in modo uniforme e finì tra i prototipi falliti.
Da quella stanza è nata l'azienda che ha messo la musica in tasca e i videogiochi nel salotto. Prima, però, c'erano riparazioni di radio, un registratore a nastro che faticava a vendere e un nome nuovo, scelto apposta per suonare internazionale.
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Come è nata la Sony
La Sony fu fondata il 7 maggio 1946, a guerra appena finita, con il nome Tokyo Tsushin Kogyo (Tokyo Telecommunications Engineering Corporation). Ibuka, ingegnere, e Morita, fisico, partivano da poco capitale e da un'idea chiara: non fare le stesse cose dei giganti, ma cercare nicchie che le grandi aziende non toccavano.
All'inizio riparavano e modificavano radio, in un Giappone affamato di notizie dal mondo. Nel 1950 arrivò il Type-G, il primo registratore a nastro magnetico giapponese: un oggetto serio, ancora lontano dal successo di massa. La svolta commerciale fu nell'agosto del 1955, con la TR-55. Non era la prima radio a transistor del mondo — quella era arrivata negli Stati Uniti l'anno prima — ma fu la prima venduta in Giappone e il primo prodotto a firmarsi Sony. Fa parte di quella generazione di invenzioni giapponesi che hanno cambiato il modo di portare la tecnologia in tasca.
Il nome Sony mescola il latino sonus (suono) e l'espressione sonny boy, i giovani brillanti. Comparve sui prodotti nel 1955; la società cambiò ufficialmente nome in Sony Corporation nel 1958. Morita voleva una parola che si leggesse in caratteri latini e che, all'estero, non suonasse come un marchio giapponese di un'epoca in cui «made in Japan» pesava ancora come sospetto di qualità bassa.
Il successo della Sony
Con la TR-55, l'azienda puntò sulle radio sempre più piccole. Nel 1957 arrivò la TR-63, abbastanza compatta da entrare in tasca — o almeno nella tasca allargata delle giacche dei venditori, perché all'inizio non ci stava davvero. Fu quella radio, più della precedente, a far conoscere il marchio negli Stati Uniti.
Nel 1960 nacque la Sony Corporation of America, con sede a New York, e arrivò il televisore portatile TV8-301. Poi, il 1º luglio 1979, un oggetto che ha cambiato il modo di ascoltare la musica: il Walkman TPS-L2, in vendita in Giappone. Nasceva da una richiesta di Ibuka, che voleva ascoltare musica in aereo senza trascinarsi un registratore da giornalista: gli ingegneri partirono dal Pressman, togliendo la registrazione e aggiungendo lo stereo in cuffia. Molti in azienda lo davano per morto in partenza. Nei primi due mesi se ne andarono circa 30.000 pezzi, il doppio delle previsioni. Nei decenni successivi la famiglia Walkman — cassette, CD, MiniDisc e modelli digitali — ha superato i 400 milioni di unità.
Nel 1984 apparve il Discman D-50, il primo lettore CD portatile dell'azienda. Cassette e CD hanno poi perso spazio a favore della musica digitale, ma l'idea è la stessa che oggi sta nelle cuffie wireless: la colonna sonora che ti segue per strada. Chi passeggia ancora tra i negozi di elettronica di Akihabara riconosce quella ossessione giapponese per oggetti sempre più piccoli.
Sony e i suoi molti rami
Non solo di elettronica vive la Sony. Nel 1988 l'azienda acquistò la CBS Records, allora una delle più grandi case discografiche del mondo; l'anno successivo comprò la Columbia Pictures Entertainment e il suo catalogo di film. Da lì nacquero Sony Music e Sony Pictures.
Nel 1985 era già uscita la videocamera 8 mm; nel 1989 la Handycam compatta CCD-TR55 mise il cinema familiare in una mano. Filmare il matrimonio o la gita smetteva di essere un lusso da salotto.
Sia Nintendo sia Sega stavano facendo fortuna con le console. Nel 1993 fu fondata la Sony Computer Entertainment. La prima PlayStation arrivò in Giappone il 3 dicembre 1994, dopo un accordo con Nintendo su un lettore CD per Super Nintendo che saltò in pubblico. Sony fece da sola, e la console cambiò il pubblico dei videogiochi in Giappone e nel resto del mondo.
La linea PlayStation è rimasta un motore dell'azienda: la PlayStation 2 ha superato i 150 milioni di unità vendute nel mondo. Dopo la PS4, nel novembre 2020 è arrivata la PS5. Sony, nata in una stanza di Nihonbashi, è ancora quella che mescola hardware, musica, cinema e giochi — e che, da piccolo laboratorio, è diventata una delle aziende più riconoscibili del Giappone.
Quale prodotto della Sony avete in casa, o avete già avuto? Chi è dell'epoca del Walkman?
Specialista con oltre 10 anni di esperienza nella cultura asiatica, con focus su Giappone, Corea, anime e giochi. Autodidatta, scrittore e viaggiatore concentrato sull'insegnamento del giapponese, consigli di viaggio e curiosità profonde.
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