Il Kojiki (古事記) è considerato il libro più antico della storia del Giappone ed è anche noto come Furukotofumi. La scrittura del reperto è nella lingua giapponese antica, come l’uso del manyogana (scrittura giapponese con caratteri cinesi, usata nel sesto secolo).

Le scritture del Kojiki hanno racconti a partire dall’anno 712 quando Ō no Yasumaro lo mostrò all’Imperatrice Gemmei. Nelle storie sono ritratti anche esseri soprannaturali (molto simili a quelli ritratti negli anime). I racconti si basano su una versione precedente di nome simile: Kujiki. Il libro è pieno di canzoni e poesie suddivise in tre volumi che rappresentano l’ordine di ciascuno: Kamitsumaki (“rotolo superiore”), Nakatsumaki (“rotolo del mezzo”), e Shimotsumaki (“rotolo inferiore”).

Nel primo Kojiki c’è un preambolo e il focus dell’unità è sugli dei, così come sulla loro creazione e nascita. Nel libro successivo si parla della storia del Imperatore Jimmu (primo imperatore giapponese) e si conclude con i racconti di vita del Imperatore Ōjin (15° imperatore del Giappone). Ma, le storie non sono considerate veritiere perché c’è una mescolanza di realtà e finzione. Gli imperatori dal 2° al 9° del Giappone sono citati, ma le loro conquiste non sono complete come quelle degli altri.

Già l’ultima unità del libro evidenzia dal 16° al 33° Imperatore e la differenza rispetto ai volumi precedenti del Kojiki è che fa riferimento a relazioni con gli dei e gli imperatori dal 24° al 33° hanno anche informazioni che sono state soppresse.

Kojiki - Kojiki: a relíquia literária do Japão

Contesto storico del Kojiki

Il Kojiki è inserito in un contesto storico di unificazione politica e stratificazione sociale in Giappone che ebbe fine nel 710. Un po’ prima l’imperatore Tenmu (672 – 686) salì al trono per la caduta dell’imperatore Kobus (672).

Per l’autorizzazione dello sviluppo del Kojiki fu usato il registro genealogico della famiglia reale come leggende, tradizioni, manoscritti, canzoni e altri, in cui la corte nel suo insieme sarebbe stata beneficata con le narrazioni mistiche dell’opera che iniziò a essere scritta nel 712. Per questo motivo i primi scritti sono concentrati su regni e successioni imperiali, poi emersero storie mistiche per spiegare l’origine di tutto.

Il Kojiki fu oggetto di studio durante il Periodo Edo, da parte di Motoori Norinaga (studioso) che scrisse una ricerca sull’opera e la chiamò Kojiki – den divisa in 44 volumi. Ci fu la traduzione in inglese chiamata di Basil Hall Chamberlain, ma la traduzione più recente del Kojiki è quella del 1968 tradotta da Donald Philippi.

L’Ise e l’Urabe sono considerati i più grandi frammenti del Kojiki. L’Ise è diviso nel manoscritto Shinpukuji-bon (真福寺本), del 1371-1372 (manoscritto più antico), e nei manoscritti Dōka-bon (道果本).

Il Dōka-bon (1381) è una delle tre suddivisioni del Dōka. Del Dōka-bon è rimasta solo la prima metà del volume uno. Poi c’è il Dōshō-bon (道祥本) del 1424 che ha solo il primo volume e con difetti, e poi lo Shun’yu-bon (春瑜本) di volume unico.

La mitologia ritrattata nel Kojiki

La mitologia giapponese parla di dei e come sono emersi, le loro abilità, la creazione di tutto ciò che c’è nell’Universo e la storia degli imperatori che salirono al potere. Alcuni dei sono quelli del Sole, della Luna, degli Astri, della Pioggia, del Vento e dell’Agricoltura e altri. Si affronta anche il rapporto tra il bene e il male delle divinità e gli stessi umani.

Il Kojiki parla che gli dei principali sono: Amenominakanushi (divinità che presiede l’universo), Takamimusubi (divinità responsabile della forza creatrice), Kamimusubi (divinità creatrice), Umashiashikabihikoji (divinità dei germogli e dei giunchi) e Amenotokotachi (divinità della permanenza eterna celeste).

Oltre a questi dei considerati principali emersero altre sette generazioni, nelle quali nell’ultima emersero Izanagi e Izanami. Il prefisso all’inizio del loro nome IZA significa invitare o condurre. Già alla fine del nome identifica il sesso, con MI per femminile e GI per maschile. Non è possibile arrivare a un consenso su quale sia la relazione tra loro, se fossero fratelli, sposati o altro.

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Per chi crede che Izanagi e Izanami siano una coppia esiste la convinzione che la loro unione abbia dato origine alle isole, agli arcipelaghi giapponesi, infatti secondo citazioni erano quelli che avevano la funzione di completare la creazione dell’universo. Ci furono eventi che portarono alla nascita della Dea del Sole e suo fratello minore il Dio del tuono, nei quali c’erano conflitti tra di loro.

Se si presta molta attenzione alla narrazione completa del Kojiki, anche con molto misticismo coinvolto, è possibile notare che è una storia con interessi politici dei governanti dell’epoca affinché le persone rispettassero e accettassero governanti provenienti dalla stessa stirpe.

Kevin Henrique

Kevin Henrique

Esperto di cultura asiatica con oltre 10 anni di esperienza, specializzato in Giappone, Corea, anime e videogiochi. Scrittore autodidatta e viaggiatore dedito all’insegnamento del giapponese, alla condivisione di consigli di viaggio e all’esplorazione di curiosità profonde e affascinanti.

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