Ti sei mai chiesto come dichiarare i redditi in Giappone, o come chiedere indietro l'imposta già trattenuta sullo stipendio? Per chi vive nel Paese quella dichiarazione si chiama kakutei shinkoku [確定申告]. Copre l'imposta sul reddito dell'anno solare, dal 1° gennaio al 31 dicembre, e lo sportello dell'ufficio delle imposte resta aperto di regola dal 16 febbraio al 15 marzo dell'anno dopo.
Con un solo datore di lavoro, se l'azienda fa il nenmatsu chosei [年末調整], il conguaglio di fine anno, lo stipendio è spesso già chiuso e la dichiarazione non ti tocca. Torna da fare con un secondo datore, con altri redditi oltre lo stipendio o con una detrazione che l'azienda non calcola. Per i redditi del 2025 l'Agenzia nazionale delle imposte ha tenuto consulti e sportello dal 16 febbraio al 16 marzo 2026: il 15 marzo cadeva di domenica e il termine è slittato al lunedì. Chi non era obbligato a presentare la dichiarazione e vuole solo il rimborso di quell'anno può inviarla dal 1° gennaio 2026 fino al 31 dicembre 2030.
Dove si presenta? All'ufficio delle imposte competente per il tuo indirizzo, allo sportello temporaneo annunciato in quel periodo, oppure da casa con l'e-Tax se hai la My Number Card. Il fascicolo si può anche lasciare a un commercialista tributario, lo zeirishi [税理士].
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Chi deve presentare il kakutei shinkoku?
L'Agenzia elenca i casi in cui la dichiarazione è dovuta. Per chi vive di stipendio, i principali sono questi:
- lo stipendio annuo supera 20.000.000 di yen;
- hai un solo datore, tutto lo stipendio è soggetto a ritenuta, e gli altri redditi dell'anno, esclusi stipendio e indennità di fine rapporto, superano 200.000 yen;
- hai due o più datori, tutto lo stipendio è soggetto a ritenuta, e la somma fra lo stipendio rimasto fuori dal conguaglio e gli altri redditi, sempre esclusi stipendio e indennità di fine rapporto, supera 200.000 yen.
Per chi ha due o più datori l'Agenzia aggiunge un'eccezione. Si parte dal totale degli stipendi e si tolgono le detrazioni diverse da calamità, spese mediche, donazioni e detrazione di base. Se il risultato resta entro 1.500.000 yen e gli altri redditi restano entro 200.000 yen, la dichiarazione non è dovuta.
Chi lavora in proprio, senza un datore che faccia il conguaglio, presenta il kakutei shinkoku quando, dopo le detrazioni, resta imposta da versare. Un secondo lavoro part-time, l'arubaito, conta come altro stipendio se quel datore trattiene l'imposta: rientra nel caso dei due datori.
Un familiare a carico, o un prestito sulla casa, porta alla dichiarazione solo se quella detrazione è rimasta fuori dal conguaglio aziendale. La detrazione generale per un familiare a carico è di 380.000 yen. Per il reddito 2025 quel familiare conta se il suo reddito complessivo resta entro 580.000 yen; con solo stipendio, il tetto di entrata è 1.230.000 yen. Dal reddito 2026, con le norme in vigore dal 1° dicembre 2026, il tetto di reddito complessivo diventa 620.000 yen e, con solo stipendio, 1.360.000 yen. La tabella dell'Agenzia porta anche 630.000 yen per il familiare della categoria specifica, 480.000 yen per un familiare anziano che non vive con te e 580.000 yen per un genitore anziano convivente.
Mandare soldi all'estero può far entrare un parente nella detrazione, con le carte di parentela e la prova dell'invio. L'età si guarda al 31 dicembre. Il parente che vive fuori dal Giappone entra se ha fra 16 e 29 anni, oppure se ha 70 anni o più. Fra 30 e 69 anni entra se ha lasciato il Giappone per studiare, se ha una disabilità, o se in quell'anno ha ricevuto da te almeno 380.000 yen per vivere o per studiare. Quei 380.000 yen misurano l'invio e restano distinti sia dalla detrazione generale di 380.000 yen sia dal tetto di reddito del familiare.
Altre situazioni servono a chiedere un rimborso: la dichiarazione si presenta per recuperare l'imposta, anche con il conguaglio già fatto. Le spese mediche pagate nell'anno, per te, per il coniuge o per un altro parente con cui condividi il mantenimento, si detraggono con il kakutei shinkoku. Il nenmatsu chosei lascia fuori queste spese. Dalla somma pagata si tolgono i rimborsi dell'assicurazione, ciascuno solo dalla spesa a cui si riferisce, e poi 100.000 yen. Con un reddito complessivo sotto i 2.000.000 di yen, la franchigia diventa il 5 per cento di quel reddito. Il tetto della detrazione è 2.000.000 di yen. Si allega il prospetto delle spese, oppure l'avviso dell'assicurazione sanitaria, e le ricevute si conservano: l'ufficio può chiederle fino a cinque anni dopo il termine.
Il credito per il mutuo sulla casa, nel primo anno in cui ci abiti, passa dal kakutei shinkoku. Dal secondo anno un lavoratore dipendente può ottenerlo nel nenmatsu chosei. Il premio del kokumin kenko hoken [国民健康保険] si detrae dal reddito. Consegnato il certificato all'azienda in tempo per il conguaglio, quel premio è già nel calcolo dello stipendio. Chi lavora in proprio lo inserisce nella propria dichiarazione, insieme al reddito dell'attività.
Hai lasciato il lavoro a metà dell'anno precedente e sei passato a un'altra azienda? Consegna al nuovo datore la certificazione di ritenuta del primo. Se il nuovo datore la include nel conguaglio, quella busta di solito chiude l'anno. Se resta fuori, la dichiarazione ricalcola la ritenuta e, per chi aveva versato più del dovuto, è la strada del rimborso.
Gensen choshu e nenmatsu chosei
In azienda l'imposta sul reddito esce ogni mese dalla busta. Quel prelievo si chiama gensen choshu [源泉徴収], ritenuta alla fonte. A fine anno l'azienda confronta quanto ha già trattenuto con l'imposta dovuta sui dodici mesi di stipendio. Da quel confronto, il nenmatsu chosei, esce quanto torna in busta o quanto manca ancora. Il foglio arriva di solito fra dicembre e gennaio.
Conservare tutte le informazioni ricevute.
I familiari a carico si possono indicare già nei moduli che l'azienda raccoglie per la ritenuta. Il conguaglio assorbe allora la detrazione e chiude quel punto senza un'altra dichiarazione. Senza familiari a carico la base su cui si calcola l'imposta resta più alta.
Quali documenti servono per il kakutei shinkoku?
Prima di compilare, tieni a portata i fogli del tuo caso. L'ufficio e il sito dell'Agenzia indicano gli allegati della detrazione che chiedi.
- Gensen choshuhyo [源泉徴収票], la certificazione che consegna ogni azienda. Dal 1° aprile 2019, per un reddito da lavoro dipendente, serve a compilare i numeri e si porta allo sportello, senza allegarla alla dichiarazione.
- La My Number Card, oppure il numero individuale insieme alla carta di soggiorno, la zairyu card [在留カード], o al passaporto.
- Per i familiari a carico, i documenti chiesti per quella detrazione. Per un parente all'estero servono le carte di parentela e la prova degli invii di denaro.
- Il conto su cui accreditare un eventuale rimborso, intestato con lo stesso nome della dichiarazione.
- Il prospetto delle spese mediche dell'anno, se chiedi quella detrazione, e le ricevute da conservare.
- Certificati del premio dell'assicurazione sanitaria nazionale, della pensione nazionale o di un'assicurazione sulla vita, se quelle detrazioni non sono già entrate nel conguaglio.
- Per il mutuo sulla casa, nel primo anno, il foglio di calcolo del credito e i documenti indicati dall'Agenzia per quella detrazione.
Con i fogli pronti ti presenti allo sportello, segui i passaggi con chi è allo sportello, oppure invii tutto con l'e-Tax. La terza via è lasciare il fascicolo allo zeirishi.
Il conguaglio aziendale chiude l'anno quando il tuo caso sta fuori dall'elenco e non resta una detrazione da recuperare: le carte restano nel cassetto. Se il caso è nell'elenco, o se il datore ha lasciato fuori un rimborso, usi lo sportello, l'e-Tax o lo zeirishi.
Per i redditi 2025 lo sportello ordinario si è chiuso il 16 marzo 2026. Chi non era obbligato e ha ancora un rimborso da chiedere può presentare quella dichiarazione fino al 31 dicembre 2030. Chi doveva dichiarare e versare, e non l'ha fatto entro quella data, sistema la pratica con l'ufficio: i cinque anni valgono per il rimborso di chi non aveva l'obbligo. Importi e soglie si muovono di anno in anno. Quelli scritti qui sono quelli pubblicati dall'Agenzia per il reddito 2025 e per il tetto dei familiari che cambia con il reddito 2026.






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