Peli pubici in Giappone: ragioni culturali per cui molte donne giapponesi non li rimuovono

Onsen, influenza cinese, il termine paipan dal Mahjong e i dati di un'indagine: uno sguardo culturale sul perché molte...

Le abitudini di cura intima dipendono molto di più dalla cultura in cui si cresce che dalle preferenze individuali. In Giappone, la norma di fatto per molte donne è stata a lungo di non intervenire sui peli pubici, ed è un aspetto che vale la pena capire prima di giudicarlo.

Non è una particolarità solo giapponese. Anche donne in Cina, Corea e in molte zone del Sud-est asiatico, dell'Europa e dell'Africa tendono a non rimuovere i peli pubici come prassi. L'idea che i peli corporei siano poco igienici e vadano eliminati è un'abitudine moderna nata soprattutto in Occidente, e che tra l'altro dimentica una funzione di base: i peli esistono per proteggere la pelle.

Per dare un confronto utile: un uomo in Brasile che si rade completamente petto e braccia è spesso visto come qualcosa di insolito, e una donna giapponese che si rasa completamente la zona intima può sentirsi altrettanto esposta. I peli delle ascelle e la barba incolta, invece, in Giappone sono letti come scarsa cura di sé e ci si aspetta che vengano tagliati.

La domanda onesta è al contrario: perché nei paesi occidentali ci si rade i peli pubici?

Foresta decidua invernale con rami spogli e intrecciati, usata come metafora visiva per una crescita folta e spontanea.
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Come è nata l'abitudine di non radere i peli pubici?

Come per molti costumi giapponesi, la Cina ha avuto un'influenza importante anche su questo. Il punto di partenza più utile, però, è semplicemente guardare alla vita quotidiana dei nostri antenati, dove è molto improbabile che qualcuno tagliasse di routine quella zona.

Oggi, in tutti i paesi, la decisione di rimuovere o meno i peli della zona intima è personale. Spesso si interviene per piacere al partner o per seguire le abitudini del posto. In Occidente è ancora più comune farlo per via del clima caldo, dove il sudore può causare prurito e persino irritazioni se l'igiene non è adeguata.

Può non avere un legame diretto, ma in Cina esisteva un proverbio attribuito a Confucio che parla dei peli come qualcosa di sacro:

身体发肤,受之父母,不敢毁伤,孝之始也。

Il corpo, la pelle e i capelli ci sono dati dai genitori, e non sta a noi tagliarli o ferirli. Questo è l'inizio della pietà filiale (Capitolo 1 del Libro della Pietà Filiale 孝經, Xiao jing).

Il proverbio riguarda il corpo in generale, non i peli pubici in modo specifico, ma lascia l'idea che nella tradizione cinese — e, per influenza, anche in quella giapponese — il corpo ricevuto dai genitori andava preservato, non modificato per scelta personale.

Persone in abiti tradizionali giapponesi in un ambiente pubblico, che illustrano le norme quotidiane di abbigliamento e cura di sé in Giappone.

Perché le donne giapponesi non si radono i peli pubici?

La ragione di fondo è semplice: in Giappone non si considera un problema essere rasati o non esserlo. Esistono però diversi spunti che aiutano a capire perché la rimozione completa è poco diffusa tra le donne giapponesi:

Pubertà — In Giappone i peli pubici sono letti come segno di pubertà. Rimuoverli del tutto può essere percepito come un segno di immaturità o un rifiuto della vita adulta.

Onsen — In un onsen dove le altre donne tengono i peli per motivi di copertura e di pudore condiviso, una rimozione completa può attirare attenzione e pettegolezzi, anche se oggi le abitudini stanno cambiando.

Donne che si lavano in un onsen tradizionale giapponese, con il vapore che sale dall'acqua termale.

Prostituzione — Ci sono resoconti secondo cui le prostitute giapponesi dell'antichità si rasavano i peli pubici durante il Periodo Edo (1603–1868). Molte donne, anche in epoche successive, hanno evitato la rasoio per non essere associate a quella categoria.

Clima — In Giappone non fa il caldo afoso che si trova, per esempio, in Brasile o nel Mediterraneo: le donne giapponesi non sentono lo stesso disagio legato a sudore e sfregamento, e quindi non hanno la stessa spinta a rimuoverli.

I peli sono un segno di età adulta e di maturità: qualcosa di cui prendersi cura, non qualcosa di cui liberarsi.

I peli rasati sono come una tessera bianca nel Mahjong

In giapponese esiste un termine per indicare la zona pubica rasata o con pochissimi peli (aspetto pre-puberale): paipan (パイパン). Lo stesso termine si usa anche in ambito medico per indicare una condizione di assenza congenita o acquisita di peluria (glabro).

La parola deriva dal cinese 白板 (báibǎn), che è anche il nome della tessera del drago bianco nel Mahjong: una tessera tutta bianca, diventata per estensione un'immagine della zona intima femminile senza peli.

Set di tessere del Mahjong disposte su un tavolo, tra cui la tessera bianca del drago bianco (haku).

Il termine paipan si è diffuso soprattutto dopo l'arrivo di una fascinazione per la rasatura genitale nella cultura giapponese, legata in parte alla pornografia occidentale. L'impatto reale, però, è rimasto limitato: in Giappone il mercato dei servizi per la "rimozione totale" non è mai diventato rilevante, e la maggior parte delle donne giapponesi continua a non rimuovere i peli pubici.

Vale la pena notare che nei manga e negli anime per adulti i peli pubici sono spesso assenti, per la semplice difficoltà tecnica di disegnarli — un dettaglio che però non rispecchia la realtà delle abitudini giapponesi.

Per chiarezza lessicale, ecco una tabella di riferimento con i principali termini giapponesi usati per indicare i peli pubici. La tabella ha valore descrittivo e clinico: due termini su cinque (お毛々 e ちん毛) sono gergo molto informale, da non usare in contesti neutri.

陰毛 (inmou)peli pubici (termine standard, neutro)
恥毛 (chimou)peli pubici (termine leggermente più clinico)
お毛々 (okeke)peli pubici (gergo informale)
マン毛 (mange)peli pubici femminili (gergo molto informale)
ちん毛 (chinge)peli pubici maschili (gergo molto informale)

Le parti intime delle donne giapponesi sono tagliate?

Per caratteristica, le persone giapponesi tendono ad avere una peluria naturalmente meno folta: ci sono uomini che non hanno quasi mai avuto bisogno di farsi la barba in modo evidente. Per lo stesso motivo, più del 50% delle donne giapponesi non ha mai tagliato i peli della zona intima.

Un'indagine condotta dal sito News Post Seven e da un'agenzia di ricerca online giapponese stima che circa il 26% delle donne giapponesi tenda a rimuovere i peli che rimangono sulla linea del bikini, un altro 23% li accorcia soltanto, e solo il 7% rimuove completamente i peli pubici. Sono cifre autocertificate e vanno lette come un'istantanea, non come una statistica rigorosa.

Una nota importante prima di chiudere

Le abitudini che abbiamo descritto sono tendenze culturali, non regole universali. In Giappone come in qualsiasi altro paese, le preferenze personali variano per generazione, regione, contesto sociale e stile di vita. Le generalizzazioni del tipo "le donne giapponesi sono tutte così" vanno sempre lette con cautela. Le tendenze stanno inoltre cambiando: tra le giovani donne nelle aree urbane come Tokyo e Osaka, influenzate dai media, dalla cosiddetta K-beauty e dai magazine di moda come ViVi, non-no e CanCam, la rimozione parziale o completa dei peli pubici è diventata più frequente rispetto al passato.

Tu cosa ne pensi? Ti è mai capitato di notare questa differenza culturale guardando film, anime o leggendo qualcosa sul Giappone? Ti sembra che la spiegazione culturale qui sopra corrisponda all'immagine che ti eri fatto, o la contraddice? Se l'articolo ti è piaciuto, lascia un commento e condividilo con chi pensi possa essere interessato. Per approfondire, puoi leggere anche:

Fonti
Kevin Henrique

Sull'autore: Kevin Henrique

Specialista con oltre 10 anni di esperienza nella cultura asiatica, con focus su Giappone, Corea, anime e giochi. Autodidatta, scrittore e viaggiatore concentrato sull'insegnamento del giapponese, consigli di viaggio e curiosità profonde.

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