Kamon si riferisce a un emblema usato in Giappone per indicare le origini di qualcuno; ovvero, la linea genealogica di una famiglia, l’ascendenza e lo status fin dai tempi antichi. È anche chiamato semplicemente mondokoro [紋所], monshō [紋章] o mon [紋].
Tra stemmi ufficiali e varianti personali se ne contano da 20.000 a 25.000. In Giappone il mon è arrivato anche alle case comuni, oltre che agli eserciti e alle istituzioni.
Indice 4
Cosa significa Kamon?
La parola kamon [家紋] significa “casa” [家] e “emblema” [紋]. I kamon sono gli stemmi delle case e dei clan giapponesi. Il mon ha una funzione simile agli stemmi dell’araldica europea.
I modelli del Kamon sono generalmente forme geometriche circolari. Possono anche avere elementi naturali come animali, piante, fiori, alberi e oggetti.
Elementi celesti come la luna e le stelle, o religiosi come la svastica buddista, sono anch’essi ispirazioni per gli emblemi. Attraverso il kamon era possibile distinguere l’origine, la storia e lo status sociale di una famiglia giapponese.
Origine e storia del Kamon in Giappone
L’uso come segno di una casa si colloca a metà del periodo Heian, tra il 900 e il 1000 circa. La nobiltà iniziò a porre il proprio stemma sui carri trainati dai buoi e a percorrere le strade mostrando quel segno. Se due carri si incrociavano, chi aveva rango più basso lasciava il passo, e il mon rendeva visibile la differenza. In seguito l’uso si diffuse tra i nobili e nacquero vari stemmi.
Gli stemmi dei guerrieri samurai furono creati più tardi rispetto a quelli della nobiltà, alla fine del periodo Heian, quando il conflitto tra i Minamoto (Genji) e i Taira (Heike) divenne più violento. Servivano a riconoscere nemici e alleati. Nel rotolo illustrato Heiji monogatari emaki, legato a quegli scontri, compaiono ancora i carri dei nobili coinvolti nel combattimento.
Gli emblemi erano esposti su bandiere chiamate sashimono [指物], portate sulla schiena dei soldati. L’umajirushi [馬印] era lo stendardo del comandante e stava vicino a lui, così che si capisse la sua posizione sul campo.
Con il passare delle epoche, i kamon furono esibiti anche sugli abiti tradizionali. Sul kimono di cerimonia il mon si mette in cinque punti, l’itsutsu mon [五つ紋]: al centro della schiena, sui due lati del petto e sulle due maniche posteriori.

L’uso del Kamon tra i samurai e la nobiltà
Il kamon è rimasto in uso fino a oggi come segno dell’identità di una casa.
In seguito, i samurai e la nobiltà fecero uso di questi stemmi. Ogni casata aveva uno stemma principale e le sue varianti. Col tempo comparvero anche su tombe, mobili e navi.
Era naturale che gli stemmi fossero posti su armi come la katana e la katchū [甲冑], l’armatura. Usare lo stemma di un’altra famiglia causava attriti.
L’attrito era più forte quando lo stemma era quello di un daimyō o dello shogun. Il crisantemo a sedici petali della casa imperiale e l’aoi a tre foglie dei Tokugawa restavano esclusi dalla scelta libera delle famiglie comuni.

Curiosità sui Kamon in Giappone
Il marchio a tre rombi della Mitsubishi richiama lo stemma a tre foglie del clan di Tosa, primo datore di lavoro di Yatarō Iwasaki, e i tre rombi sovrapposti dello stemma della famiglia Iwasaki. Nel 1898 la Nippon Gakki, la società che poi prese il nome Yamaha, adottò il diapason come marchio degli strumenti musicali. I tre diapason attuali discendono da quel segno.
Alcuni kamon restano legati a una sola casa, e uno stesso disegno può essere usato da famiglie diverse con lo stesso cognome. Oggi se ne vedono anche sulle bandiere di città e prefetture.
La bandiera giapponese, un disco rosso in campo bianco, ha una storia propria, distinta da questi stemmi locali.
Puoi trovare gli stemmi della tua famiglia per cognome e per altre caratteristiche regionali in archivi come myoji-yurai.net.







Community
Commenti
0 commenti
Non ci sono ancora commenti pubblicati in questa lingua.
Invia commento