Come qualsiasi lingua, il giapponese possiede punteggiatura e caratteri speciali chiamati yakumono (約物). Queste punteggiature includono diverse marche, punto esclamativo, punto interrogativo, virgole e alcuni caratteri speciali che non esistono in portoghese. In questo articolo, conosceremo brevemente alcune punteggiature e caratteri speciali e come utilizzarli.
In questo articolo non parleremo del dakuten, perché esiste già un articolo specifico su di esso, e rientra più nella categoria dell’accentuazione. Abbiamo già scritto anche un articolo parlando dello spazio nella lingua giapponese.
Vale la pena ricordare che sulla tastiera, queste punteggiature tendono ad arrivare spaziate, quindi è inutile includere uno spazio dopo di esse per iniziare a scrivere. La punteggiatura ha iniziato a essere usata in giapponese intorno al XIX secolo, subendo l’influenza delle lingue europee.
Sommario
Punteggiatura della lingua giapponese
Virgola – tōten – 読点 – La virgola nella lingua giapponese è invertita, essendo (、) invece del (,). Viene utilizzata in molti contesti, per marcare elementi separati all’interno di una frase.
Puntini di sospensione – riidaa – リーda – I famosi tre punti (…) della lingua giapponese sono chiamati ellissi o linea tratteggiata. Indicano un’omissione intenzionale o un’abbreviazione, una pausa nel discorso o un pensiero incompiuto. Raramente si trovano altre varianti scritte con solo 2 punti o più di 3 con un significato simile.
Punto – kuten – 句点 – Il punto alla fine delle frasi giapponesi tende ad essere più grande e ad avere un buco al centro (。). Al contrario del punto occidentale, spesso viene usato per separare frasi consecutive invece di terminare ogni frase. Viene anche spesso omesso se la frase è isolata o se il testo termina con virgolette.
Punto esclamativo – kantanfu – 感嘆符 – Generalmente usato dopo un’interiezione o un’esclamazione per indicare sentimenti forti o volume alto, marca solitamente la fine di una frase.
Punto interrogativo – Gimonfu – 疑問符 – In giapponese standard, nessun simbolo viene usato per marcare le frasi interrogative, si capisce che è una domanda solo dal か. Tuttavia, il punto interrogativo viene usato nella scrittura informale, creativa o nei manga, principalmente in frasi che sono domande, ma non terminano con か.
Punti e caratteri speciali
Due punti – koron – コロン – In giapponese viene utilizzato per informare il lettore che ciò che segue dimostra, chiarisce, spiega o enumera elementi riferiti prima (:).
Trattino – Nakasen – 中線 –: Il trattino giapponese (―) può mettere cose affiancate per dare enfasi esplicativa, esprimendo qualcosa come “da… a…”. Può anche essere utilizzato per aggiungere nomi e numeri in indirizzi a parte. Attenzione a non confonderlo con il trattino usato per estendere il suono del katakana.
Segno di alternanza parziale – Il segno (〽) viene utilizzato per indicare che il brano è stato tratto da una canzone, o che la persona nel testo sta cantando. Conosciuto anche con i nomi di ioriten 庵点 o utakigou 歌記号.
Nota musicale – ♪ – Come suggerisce il nome, viene utilizzato per indicare le lettere di una canzone, o che qualcuno sta cantando la frase.
Segni di Ripetizione
Alcuni segni importanti vengono utilizzati per replicare o ripetere un carattere giapponese.
- Dounojiten (々・仝): Utilizzato per raddoppiare un Kanji o una composizione;
- Ichinojiten (ヽ): Raddoppia il Katakana precedente;
- Katakanagaeshi (ヾ): Raddoppia il Katakana precedente aggiungendo il dakuten;
- Hiraganagaeshi (ゝ): Raddoppia l’Hiragana precedente;
- Hiraganagaeshi (ゞ): Raddoppia l’Hiragana precedente aggiungendo il dakuten;
Punto di interposizione – nakaguro – 中黒
Può essere tradotto letteralmente come centro nero, è rappresentato da un punto nero al centro (・). Può essere utilizzato per:
- Separare parole giapponesi dove il significato voluto non sarebbe chiaro se i caratteri fossero scritti uno accanto all’altro;
- Separare elementi elencati invece di una virgola;
- Separare parole e nomi stranieri scritti in katakana;
- Separare titoli, nomi e posizioni;
- Ha la funzione di un punto decimale e di un doppio trattino;
- Si usa al posto di trattini, linee e due punti quando scritto verticalmente;
Trattino onda – Nami dasshu – 波ダッシュ
Simile all’accento til, la differenza è che sta al centro (〜). Viene utilizzato per:
- Indicare intervalli, utilizzato al posto di kara e made;
- Separare un titolo da un sottotitolo sulla stessa riga;
- Per marcare le didascalie; Per indicare origine フランス〜 (dalla Francia);
- Per indicare una vocale lunga o prolungata con effetto comico o bello;
- Per indicare o suggerire che la musica sta suonando;
Parentesi e Virgolette – kakko – 括弧
In giapponese, esistono diversi tipi di parentesi. Vengono utilizzate in coppie per separare o interporre un testo all’interno di un altro testo. Nella scrittura verticale queste parentesi sono ruotate di 90º. Ecco una lista di parentesi sotto:
- { } – namikakko (波括弧);
- ( ) – marukakko (丸括弧);
- [ ] – kakukakko (角括弧);
- 【 】 – sumitsukikakko (隅付き括弧);
Le parentesi o le parentesi tonde vengono anche utilizzate per:
- Mostrare letture e informazioni aggiuntive;
- In matematica o geometria;
- Mostrare un’informazione nascosta, chiudere un intervallo matematico 【 】[ ];
- Delimitare parole o righe{ }.
- Oltre alle parentesi, ci sono le virgolette che sono rappresentate da (「 」 e 『 』). Hanno la stessa funzione delle virgolette nella lingua portoghese, con poche regole e cambiamenti diversi. Le virgolette doppie (『 』) devono essere usate quando una citazione è all’interno di un’altra.


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