6 consigli giapponesi per rendere i capelli più spessi

6 consigli giapponesi per rendere i capelli più spessi

Tsubaki, sencha e kushi: cosa cambia lo spessore e cosa no

Nelle vetrine di Tokyo lo stesso olio di camelia torna in dieci flaconi, come se una goccia di tsubaki potesse rifare il fusto da zero. Le foto aiutano il mito: capelli neri, lucidi, con un peso che in Italia associamo subito a «spessore».

Il punto scomodo è un altro. Il diametro del singolo capello si decide in gran parte prima della nascita. Quello che la routine giapponese fa davvero è tenere la cute pulita, le cuticole meno aperte e meno rotture, così la chioma sembra più piena. I sei gesti qui sotto servono a quello, non a cambiare il DNA.

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Prima di tutto, cosa fa diventare un capello grosso?

Nella maggior parte dei casi il capello è già grosso alla nascita. In Asia orientale una variante comune del gene EDAR è legata a un fusto più largo e spesso più liscio: è biologia, non un balsamo. Con il tempo, però, calore, tagli, chimica e cute infiammata possono far sembrare la stessa chioma più sottile, perché il capello si spezza prima di arrivare a lunghezza.

Sapendo questo, i consigli hanno un confine onesto: non trasformano un capello fine in uno da cartellone di Shibuya. Riducono le rotture e cambiano il modo in cui la luce batte sul fusto. Se in Giappone esiste anche un pregiudizio su tipi e colori di capelli, è proprio perché l’aspetto della chioma pesa più di quanto un flacone possa promettere.

Quattro tagli giapponesi: code, lunghi con frangia, caschetto e pixie

Consiglio 1: aggiungi vitamine del complesso B nel menu

Questa regola resta una delle più concrete, anche quando si parla di vitamine per rafforzare i capelli. Riso, verdure, frutti di mare e frutta pesano nella tavola quotidiana giapponese. Portano, tra le altre cose, vitamine B6 e B12, che partecipano al metabolismo delle cellule che lavorano sul follicolo.

Un esempio di pasto ricco di queste vitamine: riso, tonno, patate e spinaci. È un piatto semplice, quotidiano, facile da trovare al mercato. Lo stesso principio sta dietro al segreto di bellezza e longevità che si attribuisce alla dieta, più che a una lozione da bagno.

Pompadour maschile, acconciatura con copricapo rosa e cosplay con capelli ramati

Consiglio 2: lava i capelli ogni giorno

In molte città giapponesi è comune lavare i capelli tutti i giorni, soprattutto d’estate e con l’umidità. Il gesto vero, però, non è strofinare le lunghezze: si lava la cute. Le lunghezze si puliscono con la schiuma che scende. Acqua tiepida, polpastrelli o spazzola morbida, due passaggi corti se serve.

Lavare spesso può disidratare. Per questo entra l’olio di camelia, il tsubaki (Camellia japonica): è ricco di acido oleico, entra nel fusto senza la patina pesante di un olio minerale, e si usa da secoli su pelle e capelli. Un modo semplice:

  • Scalda tra i palmi poche gocce — o, se fai un impacco, un cucchiaio — di olio di tsubaki.
  • Applica sui capelli ancora umidi, cute e lunghezze.
  • Risciacqua dopo circa 30 minuti, o lascialo come pre-shampoo prima del lavaggio.

Se non trovi tsubaki, l’olio d’oliva ha una composizione vicina e si trova ovunque. Non è lo stesso rituale, ma il lavoro sul fusto è simile. La stessa attenzione alla cute torna anche prima di entrare in un onsen: si arriva già puliti, non si lava la chioma dentro la vasca.

Folla in un onsen misto, con asciugamani bianchi in testa

Consiglio 3: risciacqua i capelli con tè

Un’altra «vitamina» che si passa sui capelli è il risciacquo con tè. Meglio non usare «qualunque tè»: il sencha, il verde più bevuto in Giappone, porta catechine e un’acidità lieve che aiuta a chiudere le cuticole. Il risultato visibile è più lucentezza e un fusto che sembra più pieno, non un diametro nuovo.

La tecnica è la stessa che trovi in tante cucine giapponesi, solo spostata in bagno:

  • Prepara un sencha (o un altro tè verde non aromatizzato) e lascialo in infusione.
  • Aspetta che sia a temperatura ambiente.
  • Usalo come ultimo risciacquo su cute e lunghezze, dopo shampoo e balsamo.

Se il cuoio capelluto è molto reattivo, fai una prova su una ciocca. Il tè non deve sostituire un dermatologo se c’è caduta vera.

Donna in kimono che monta il tè con il chasen sul tatami

Consiglio 4: cura il tuo sonno

Questo consiglio non è una ricetta da spalmare. Il follicolo segue un ritmo: poche ore di sonno, per settimane, si vedono prima sulla cute che sullo specchio. In Giappone si usa anche la federa di seta, che riduce l’attrito notturno e quindi le rotture — un effetto visivo di «più capello», non un germoglio nuovo.

Le erbe secche dentro il cuscino, lavanda compresa, sono un altro discorso: profumano e aiutano qualcuno a dormire, ma non sono un rito giapponese per ingrossare il fusto. Se dormi meglio, il corpo ripara meglio. Se riempi il cuscino di fiori e dormi uguale, il capello non se ne accorge.

Donna in abito bianco addormentata sul muschio in un bosco

Consiglio 5: aceto di mele, ma non è un segreto giapponese

L’aceto di mele aiuta contro forfora e cute unta perché è un risciacquo acido: richiude le cuticole e toglie residui di shampoo. Funziona. Quello che non funziona è raccontarlo come usanza nipponica. In Giappone, per lo stesso gesto, è più facile trovare tè o acqua di riso che una bottiglia di aceto di sidro.

Meglio non mescolarlo allo shampoo e non inventare lozioni al viso con olio di ortica «alla giapponese». Diluisci un cucchiaio in una brocca d’acqua e usalo come ultimo risciacquo, poi un filo d’acqua tiepida. Se brucia, è troppo forte: butta e ricomincia più diluito.

Consiglio 6: usa pettini di tsuge

Un altro costume orientale, che sembra una vitamina e invece è un attrezzo, è pettinare spesso — ma con il legno giusto. Il kushi di tsuge, il bosso, è il pettine classico: denti lisci, poca elettricità statica, meno crespo. Molti arrivano già impregnati di olio di camelia.

Non «ingrossa i capelli con il tempo». Evita di spezzarli mentre li disponi, e una chioma che non si spezza sembra più folta. Pettina da asciutto, con calma, dalle punte verso la cute. Il pettine di plastica a denti stretti fa il lavoro contrario: tira, carica e lascia un alone di frizz.

Se ti è rimasto il dubbio che esista una pillola orientale per il diametro, la risposta è no. Resta la tavola, il tsubaki, il sencha, il sonno e un kushi che non strappa. Per altri gesti della stessa cultura, c’è anche una pagina sui consigli di bellezza giapponesi che non passano solo dai capelli.

Fonti e link utili

Sull'autore

Kevin Henrique

Specialista con oltre 10 anni di esperienza nella cultura asiatica, con focus su Giappone, Corea, anime e giochi. Autodidatta, scrittore e viaggiatore concentrato sull'insegnamento del giapponese, consigli di viaggio e curiosità profonde.

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