Per molto tempo il Giappone è stato un paese di baseball, dove il basket restava uno sport di nicchia. Negli ultimi trent'anni la situazione è cambiata: la pallacanestro si gioca nelle palestre scolastiche, riempie i palazzetti della B.League e ha portato diversi giocatori fino alla NBA.
Dietro questa crescita ci sono fattori che risalgono agli anni Novanta, a cominciare da un manga.
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Il Giappone e la pallacanestro: come tutto è iniziato
Se credi che il paese sia sempre stato così appassionato della palla arancione, ti sbagli di grosso. Il lavoro di base è iniziato nel secolo scorso: il percorso è passato dal disegnatore di manga, negli anni '90, ed è arrivato fino ai giocatori giapponesi che oggi militano nella NBA. Lungo il percorso hanno pesato anche altri fattori:
- il Giappone ha ospitato il Campionato mondiale di pallacanestro nel 2006;
- l'arrivo di giocatori giapponesi nella NBA;
- la creazione di un campionato nazionale professionistico, la B.League.
Conosciamo un po' di ogni argomento per ricostruire la storia dello sport nella nazione.

Takehiko Inoue, il disegnatore
Possiamo dire che Takehiko Inoue è il grande precursore della pallacanestro in Giappone, anche se non è mai stato un atleta. Tutto è cominciato all'inizio degli anni '90, quando il disegnatore ha realizzato un manga dedicato proprio a questo sport.
Intitolato Slam Dunk, il manga ruota attorno a una squadra di pallacanestro di una scuola superiore giapponese ed è stato pubblicato su Weekly Shōnen Jump dal 1990 al 1996. Le vendite hanno toccato i 170 milioni di copie nel mondo e, nel 1995, il numero di ragazzi delle scuole superiori che giocavano a basket ha superato quota 113.000, un record. L'influenza si sente ancora oggi, più di trent'anni dopo: nel 2022 Inoue ha scritto e diretto The First Slam Dunk, il film che ha incassato 279 milioni di dollari in tutto il mondo e che resta il maggiore incasso di sempre per un film sul basket. Per restare in tema, la nostra selezione di anime di pallacanestro per chi ha amato Kuroko no Basket raccoglie altre serie dello stesso genere.

Campionato mondiale di pallacanestro 2006
Nel 2006 il Giappone è stato sede del Campionato mondiale di pallacanestro, organizzato dalla FIBA insieme all'Associazione di Pallacanestro del Giappone. Il torneo, che fino ad allora contava 16 partecipanti, è passato a 24 squadre.
Il Giappone si è qualificato come paese ospitante. L'edizione è stata vinta dalla Spagna, che in finale ha battuto la Grecia, mentre il Giappone ha chiuso al 20º posto, subito dietro il Brasile, 19º.

Giocatori giapponesi nella NBA
Forse non ne hai sentito parlare, ma alcuni giocatori giapponesi hanno raggiunto il massimo livello della disciplina: la NBA. In modo discreto, questi giocatori sono stati schierati e hanno svolto il loro ruolo in alcune partite. Ecco i principali:
1. Rui Hachimura: è la stella più luminosa del basket giapponese. I Washington Wizards lo hanno scelto come nona chiamata assoluta al Draft 2019. Nel gennaio 2023 è passato ai Los Angeles Lakers e dal 2026 veste la maglia dei Los Angeles Clippers.
2. Yuki Kawamura: un playmaker di 1,70 metri, tra i giocatori più bassi della lega. Arrivato ai Memphis Grizzlies nel 2024, ha giocato poi con i Chicago Bulls prima di passare ai Los Angeles Clippers nel 2026, dove ritrova Hachimura.
3. Yuta Watanabe: arrivato nella NBA nel 2018 con i Memphis Grizzlies, ha indossato anche le maglie dei Toronto Raptors, dei Brooklyn Nets e dei Phoenix Suns. Nel 2024 è tornato in Giappone, dove gioca con i Chiba Jets, in B.League.
4. Yuki Togashi: il piccolo che ha fatto rumore, con i suoi 1,68 metri. Nel 2014 ha firmato con i Dallas Mavericks, che lo hanno tagliato pochi giorni dopo; è passato poi alla D-League con i Texas Legends prima di tornare in Giappone nel 2015. Nel 2019 è stato eletto MVP della B.League con i Chiba Jets.
B.League
La B.League è nata nel 2016 dalla fusione tra la National Basketball League e la bj league, una riorganizzazione imposta dalla FIBA dopo la sospensione della federazione giapponese nel novembre 2014. Fino alla stagione 2025-26 il campionato era diviso in tre livelli, la B1, la B2 e la B3, con promozioni e retrocessioni.
Il successo si misura anche sugli spalti: nel 2025-26 la B1 e la B2 hanno totalizzato 5.480.168 spettatori, il dato più alto nella storia della lega, con una media di 5.171 spettatori a partita in B1. Dalla stagione 2026-27 la prima divisione diventa la B.League Premier, con 26 club divisi in due conference, Est e Ovest, e 60 partite di stagione regolare.
Anche la nazionale accompagna questa crescita: ai Mondiali del 2023, ospitati anche dal Giappone, è risultata la migliore squadra asiatica e ha conquistato la qualificazione alle Olimpiadi di Parigi 2024.
Certo, ci sono anche altri fattori che aumentano la popolarità dello sport nel paese. Le scuole giapponesi incentivano fortemente la pratica di diverse discipline con i loro club scolastici, i bukatsu.
Scommesse sportive
In Giappone il gioco d'azzardo è vietato dal codice penale, con un'eccezione per le corse gestite da enti pubblici: ippica (keiba), ciclismo su pista (keirin), motociclismo (autorace) e motonautica (kyōtei). Scommettere su una partita di basket o su un campionato straniero non è legale.
Le scommesse illegali, però, muovono comunque cifre enormi: secondo il Council for Sports Ecosystem Promotion, nel 2024 i giocatori giapponesi hanno puntato almeno 6,5 trilioni di yen, circa 40 miliardi di euro, su piattaforme estere. Per contrastare la dipendenza da gioco, dal 25 settembre 2025 è in vigore una legge che vieta la pubblicità online dei casinò digitali e l'apertura di nuovi siti, e permette alla polizia di ordinare la rimozione dei contenuti promozionali.
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