Un cliché è un elemento narrativo riconoscibile perché ricorre così spesso da diventare prevedibile. Negli anime può essere un tipo di personaggio, una situazione comica, una regola dei combattimenti o una scelta visiva. Non significa automaticamente che una serie sia scadente: lo stesso tropo può risultare divertente, affettuoso o originale quando viene usato con una variazione.
Questa lista raccoglie cliché e convenzioni che molti appassionati associano agli anime, soprattutto alle commedie scolastiche, alle serie romantiche e agli shonen. Non sono regole valide per ogni titolo: servono piuttosto a riconoscere schemi, aspettative e citazioni ricorrenti.
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I cliché più riconoscibili degli anime
Correre con il pane in bocca – Una ragazza o un ragazzo corre verso scuola con la colazione ancora in mano. È una gag rapida, spesso usata per presentare un incontro destinato a cambiare la storia.

Il personaggio che mangia senza fermarsi – Alcuni protagonisti hanno un appetito sproporzionato e trasformano ogni pasto in una scena memorabile. Luffy di One Piece è uno degli esempi più noti.
Il suono delle cicale in estate – Le cicale accompagnano spesso le scene estive, soprattutto nei momenti di attesa, nostalgia o inquietudine. Il suono diventa quasi un segnale narrativo.
Tsundere e altri tipi dere – Il personaggio tsundere alterna durezza e affetto, mentre altre categorie descrivono modi diversi di mostrare i sentimenti. Sono archetipi, non descrizioni di tutte le persone giapponesi.

Il protagonista senza famiglia presente – Genitori assenti, lontani o morti lasciano più spazio alla crescita autonoma del protagonista e riducono il numero di personaggi da gestire nella storia.
Il rivale che diventa alleato – Un antagonista o rivale cambia posizione dopo avere conosciuto meglio il protagonista. Il conflitto non sparisce sempre, ma il rapporto si trasforma in collaborazione o rispetto.
Il filler – Un episodio o un arco che non adatta direttamente il materiale principale può servire a rallentare una serie televisiva, sviluppare personaggi secondari o creare una pausa comica. Chiamarlo filler non significa che sia necessariamente inutile.

Fan service e commedie romantiche
Il fan service comprende scene, costumi o inquadrature pensate per soddisfare aspettative specifiche del pubblico. Può essere comico, romantico, nostalgico o legato all'azione; non coincide soltanto con la sessualizzazione.
Il costume da bagno e l'episodio al mare – Una gita in spiaggia permette di cambiare ambientazione, creare equivoci e interrompere per un episodio la trama principale. È una delle convenzioni più frequenti nelle serie scolastiche.

L'harem romantico – Più personaggi provano interesse per lo stesso protagonista, spesso senza una scelta immediata. Il conflitto nasce dalle personalità diverse e dalle aspettative del pubblico.
Il sangue dal naso – Nelle commedie più vecchie questa reazione esagerata veniva usata per suggerire eccitazione. Oggi è meglio leggerla come una gag visiva, non come una spiegazione medica.

Perché negli anime compare il sangue dal naso? L'articolo approfondisce l'origine e l'uso di questa gag.
L'equivoco nel bagno o alle terme – Un ingresso nel luogo sbagliato, una parete sottile o una coincidenza imbarazzante alimentano la commedia. Il tema compare spesso negli episodi ambientati negli onsen.
Cliché delle battaglie e dei power-up
Il nemico sembra sconfitto, ma si rialza – L'eroe festeggia troppo presto e l'avversario nasconde ancora una tecnica o una trasformazione.

Parlare durante il combattimento – Una lotta può includere spiegazioni, ricordi e dichiarazioni personali. Il duello diventa così anche un confronto tra motivazioni.
Gridare il nome dell'attacco – Pronunciare il nome di una tecnica rende l'azione più leggibile e memorabile, anche quando nessuno nella scena avrebbe davvero il tempo di annunciarla.
Il power-up dopo una crisi – Quando tutto sembra perduto, il protagonista sblocca una nuova abilità, ricorda una promessa o riceve energia dai compagni. Il cliché funziona meglio quando la storia ha preparato quel risultato.

Altri tropi ricorrenti
La lista potrebbe continuare all'infinito. Ecco altri schemi facili da riconoscere:
- il protagonista con un passato oscuro;
- il test di coraggio;
- la battaglia che dura molti episodi;
- espressioni facciali esagerate;
- capelli dai colori insoliti e acconciature impossibili;
- il personaggio che sembra femminile ma non lo è;
- il compagno d'infanzia innamorato;
- il migliore amico pervertito;
- il senpai ammirato da tutti;
- il padre assente o misterioso;
- il robot gigante;
- il personaggio mezzo umano e mezzo animale;
- il protagonista che sfugge alla morte;
- la trasformazione con una lunga sequenza;
- il festival estivo e i fuochi d'artificio;
- la scuola speciale per persone dotate;
- il protagonista trasportato in un altro mondo;
- l'identità segreta;
- l'eroe dichiarato “prescelto”;
- il personaggio chibi nei momenti comici;
- l'amico d'infanzia che ricompare all'improvviso;
- la scena triste sotto la pioggia;
- il Natale o il Capodanno come sfondo romantico;
- il personaggio preferito che rischia di morire;
- la profezia che deve essere interpretata.

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Riconoscere un cliché non significa smettere di apprezzare una serie. I tropi diventano interessanti quando l'autore li combina in modo inatteso, li mette in discussione o li usa per costruire personaggi con obiettivi propri. Quale cliché degli anime aggiungeresti alla lista?
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