Purikura: tutto sulle famose cabine fotografiche giapponesi

Purikura: tutto sulle famose cabine fotografiche giapponesi

Adesivi, filtri e cultura kawaii nelle cabine fotografiche del Giappone

Il purikura [プリクラ] non è una cabina fotografica qualsiasi: è il rito kawaii in cui si posa, si scarabocchia e si esce con adesivi da condividere. Macchine del genere si trovano in tutto il Giappone e da anni sono un classico tra amiche, coppie e gruppi in uscita.

Oltre a stampare foto adesive, puoi aggiungere cornici, frasi ed effetti prima della stampa. Le trovi nei game center, nei parchi divertimento, nelle stazioni e in tanti altri punti di ritrovo. Oggi cabine simili sono arrivate anche fuori dal Giappone, ma l’estetica e l’abitudine di “fare puri” restano tipicamente giapponesi.

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Com’è nato il purikura?

Le prime macchine purikura nacquero dalla collaborazione tra Atlus e Sega e furono lanciate nel 1995, diventando popolari soprattutto dal 1997. La prima macchina si chiamava Print Club.

In realtà il nome purikura è la contrazione di Print Club, pronunciato in giapponese Purinto Kurabu [プリント倶楽部]. Le macchine antiche avevano poche cornici e stampavano solo due o tre foto per sessione.

L’idea fu concepita nel 1994 da Sasaki Miho, ispirata alla cultura fotografica kawaii degli anni ’90, quando le ragazze riempivano album e quaderni di adesivi. Lavorando in un’azienda di giochi, la proposta fu all’inizio sottovalutata; poi Atlus e Sega la portarono in sala giochi.

All’inizio le cabine entrarono nei game center; in seguito si diffusero in karaoke, negozi di cultura pop, fast food, stazioni ferroviarie e altri luoghi di passaggio.

Macchina purikura in un ambiente arcade giapponese

Come funziona il purikura?

Gli strumenti delle macchine attuali aiutano a cambiare la texture della pelle, attenuare macchie, assottigliare il mento, ingrandire gli occhi e applicare effetti come cuori, stelle e bagliori.

Alcune cabine modificano automaticamente il volto e la silhouette: occhi più grandi, gambe più lunghe, corpo più snello, capelli più morbidi, sguardo luminoso e pelle più chiara. Si possono regolare molti parametri, ma spesso non si annullano del tutto.

Foto purikura con effetti kawaii e cornici colorate

Le macchine sono divise in due parti: la cabina fotografica e l’angolo del rakugaki [落書き], letteralmente “scarabocchiare”. Nel rakugaki scegli penne, timbri a forma di cuori, stelle, animali, baffi, parrucche e tanto altro.

Le cabine moderne hanno schermi ad alta qualità, sensibili al tocco e alle penne. Molte permettono anche di inviare la foto via e-mail o allo smartphone, così puoi condividerla sui social oltre agli adesivi stampati.

Un percorso tipico è semplice: inserisci le monete (spesso intorno ai 400 yen per una sessione, con fasce che possono scendere o salire a seconda della macchina), scegli sfondo e opzioni, posa, decora e stampa. Per capire il gusto kawaii che guida tutto questo, vale anche un’occhiata al significato di kawaii nella cultura giapponese.

Curiosità sul purikura

Alcune ragazze collezionano sessioni al punto da montare album chiamati purichou [プリ帳]. In certi game center si noleggiano anche cosplay — cameriere, pirati, conigliette, uniformi scolastiche — oltre a parrucche e orecchie da gatto o da coniglio.

Adesivi purikura stampati e pronti da condividere

Si possono trovare purikura a partire da circa 200 yen; il prezzo sale in base al formato e alle opzioni, spesso tra 400 e 1000 yen. Non c’è un limite rigido di persone: gruppi di amiche si infilano insieme a ogni uscita. Esistono anche cabine più sperimentali, comprese soluzioni che lavorano su modelli 3D della persona.

Il boom del purikura ha anticipato abitudini che oggi diamo per scontate: fotocamera frontale sui telefoni, filtri, scarabocchi e “beauty mode” tipici di app come Instagram e Snapchat. Prima del selfie digitale di massa, in Giappone si “faceva puri” in cabina.

Se stai costruendo un itinerario culturale oltre le foto adesive, può aiutarti anche una lettura ampia sulla cultura del Giappone e i motivi per conoscerlo.

Fonti e link utili

Sull'autore

Kevin Henrique

Specialista con oltre 10 anni di esperienza nella cultura asiatica, con focus su Giappone, Corea, anime e giochi. Autodidatta, scrittore e viaggiatore concentrato sull'insegnamento del giapponese, consigli di viaggio e curiosità profonde.

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