Maschera a testa di cavallo: come è diventata virale?

Maschera a testa di cavallo: come è diventata virale?

Dal lattice di Archie McPhee alla 馬マスク di Niconico: la faccia da cavallo che non sparisce.

Probabilmente l'hai già vista sui social, nei video, in qualche anime: una persona con una testa di cavallo enorme, in lattice, che se ne sta lì come se fosse la cosa più normale del mondo. Fa ridere, e viene subito voglia di fare una foto — lo sguardo del cavallo è troppo serio per la scena.

Quella maschera in vinile e lattice, la Horse Head Mask, nasce come costume da Halloween. Sul web giapponese è diventata anche un volto da prestare: una 馬マスク (uma masuku) per restare anonimi, un po' come altre maschere usate per non mostrare chi c'è dietro.

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Da dove arriva la maschera di Archie McPhee

La versione che tutti riconoscono è quella in lattice marrone, con criniera finta, venduta da Archie McPhee di Seattle come costume da Halloween almeno dai primi anni 2000. L'azienda stessa scrive che una persona con quella testa addosso «sembra francamente inquietante». Nella pratica fa più ridere che paura: bocca aperta, occhi fissi, testa troppo grande per un corpo umano.

Non c'è una data unica in cui il gadget è diventato un meme. C'è, invece, una sequenza di coincidenze. La maschera era già in vendita quando quelle coincidenze hanno iniziato ad accumularsi.

Come è diventata virale

Nel 2005 la guida Lonely Planet Guide to Experimental Travel proponeva un esperimento di viaggio con la testa di cavallo: uno del gruppo la indossa, gli altri girano come se niente fosse. Da lì in poi foto, video e apparizioni casuali hanno fatto il resto.

Nel 2010 un uomo ad Aberdeen, in Scozia, ha indossato la maschera proprio mentre passava l'auto di Google Street View: è diventato il «horse boy» e i giornali britannici hanno passato giorni a chiedere chi fosse. Tra il 2009 e il 2011 la testa di cavallo ha avuto un picco visibile: gente per strada, intrusioni nelle foto, clip su YouTube.

Il salto da scherzo di nicchia a immagine globale arriva nel luglio 2014: a Denver, Barack Obama stringe la mano a un passante con la testa di cavallo. Le foto fanno il giro dei giornali, e da quel giorno è difficile fingere di non averla mai vista.

Collage del meme della maschera a testa di cavallo, con Obama a Denver e persone mascherate in situazioni quotidiane

In Giappone: 馬マスク, Niconico e gli anime

In Giappone la maschera non è solo un gag da costume. Su Nico Nico Douga è diventata una delle facce dell'anonimato: copre tutta la testa, si riconosce subito, e il risultato è già comico prima ancora che succeda qualcosa. Accanto alla maschera di Scream o a un elmo da saga spaziale, la 馬マスク si è imposta da sola, senza un film che la spiegasse.

Una spinta forte è arrivata dal performer Wotaken (ヲタケン). Entro il gennaio 2008 circolava un suo video su Niconico — poi ricaricato su YouTube — in cui balla a ritmo di Final Fantasy con la maschera, a torso nudo, cucinando funghi. Ha superato i due milioni di visualizzazioni e, per un po', è stato uno dei clip più citati del primo YouTube. L'originale è stato rimosso; la memoria, no.

Negli anime la testa di cavallo torna come gag visiva. Nel 2003, in Full Metal Panic? Fumoffu, compare il Pony-man (ぽに男): un tipo con la testa da cavallo che insegue le ragazze con una spazzola, per legargli i capelli a coda di cavallo. Sembra qualcuno con la maschera McPhee in testa, e da lì l'immagine ha continuato a ricomparire.

Due scene anime: bambine in una stanza davanti a una maschera da cavallo e una ragazza bionda a un palmo dal muso

La si ritrova anche in Strawberry Marshmallow (2007), in Boku wa Tomodachi ga Sukunai Next (2013) e in Hamatora (2014). Non è un personaggio fisso: è un oggetto che, appena entra in scena, sposta tutto verso l'assurdo. Accanto alle maschere giapponesi di teatro e festa, questa resta un import: un gadget americano che il web giapponese ha fatto suo.

C'è persino una visual novel intitolata Uma no Purinsu-sama, con una ragazza e un cavallo dalla testa a metà umana. Non è detto che nasca dalla moda della maschera. Mostra però quanto quella figura stonata circoli già da tempo tra gli otaku.

Comprare una maschera a testa di cavallo

Dopo la viralità sono arrivate copie di ogni fascia, colori diversi e teste di unicorno o zebra. Si trova online senza troppa fatica; non serve un negozio specializzato, e il prezzo è da gadget, non da costume da palcoscenico.

Varianti della maschera: cavallo bianco e nero su una panchina e maschera da unicorno su una poltrona

Il bello, e il problema, è usarla per strada. Attira sguardi, richieste di foto, e almeno una domanda sul tuo intelletto. Io la mia l'ho comprata. Tu avresti il coraggio di indossarne una? Se l'hai già fatto, racconta com'è andata nei commenti.

Fonti e link utili

Sull'autore

Kevin Henrique

Specialista con oltre 10 anni di esperienza nella cultura asiatica, con focus su Giappone, Corea, anime e giochi. Autodidatta, scrittore e viaggiatore concentrato sull'insegnamento del giapponese, consigli di viaggio e curiosità profonde.

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