Chi immagina il Giappone vede quattro isole e il cono innevato del Fuji. Il territorio, invece, è un nastro di montagne, boschi e vulcani che cambia faccia dal gelo di Hokkaidō alle palme di Okinawa: non un unico bioma, ma parecchi, compressi in un arco stretto sul Pacifico.
Per decenni i manuali hanno ripetuto «6.852 isole». Il numero teneva, finché una mappatura digitale non ha quasi raddoppiato il conto. Quella differenza dice già molto su come è fatto il paese: tante terre piccole, poca pianura, e un clima che non si lascia riassumere in una sola stagione da cartolina.

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Geografia e territorio del Giappone
Il Giappone è un arcipelago nell'Oceano Pacifico. Il rilevamento della Guardia costiera del 1987 contava 6.852 isole; nel 2023 l'Autorità geospaziale giapponese (GSI), con mappe digitali e lo stesso criterio di almeno 100 metri di circonferenza, ne ha contate 14.125. Le isole più grandi restano Honshū, Hokkaidō, Kyūshū e Shikoku, che coprono circa il 97% del territorio. A sud, la catena delle Ryūkyū — con Okinawa — aggiunge un pezzo subtropicale che i quattro giganti da soli non spiegano.
La maggior parte del paese è ricoperta da montagne e foreste, ed è tra le nazioni più alberate del mondo industrializzato: circa il 67% del suolo è boschivo. La costa è lunghissima rispetto alla superficie — circa 29.750 km — ricca di baie e insenature; le pianure, invece, sono poche e affollate.
Il territorio occupa circa 377.973 chilometri quadrati. Non sta «solo» sulla placca eurasiatica: l'arcipelago nasce all'incontro di più placche tettoniche, e da lì arrivano terremoti e tsunami. Per orientarsi sulla carta, conviene anche la divisione in otto regioni, usata nel meteo e nei viaggi più che come confine amministrativo.

Vulcani, terremoti e onsen
Il paese è segnato da attività vulcanica. I vulcani attivi sono più di un centinaio. Non è vero che «nessuno presenti rischi»: eruzioni e allarmi restano parte della geografia, anche se la maggior parte non colpisce le grandi città come in un film catastrofico.
Da questo calore nascono migliaia di onsen, con acque ricche di minerali.
La montagna e il vulcano più alto del Giappone è il famoso Monte Fuji, con 3.776 metri di altitudine. L'ultima eruzione risale al 1707; oggi è quiescente, non «spento» in senso geologico. L'enorme quantità di vulcani mostra che il suolo è instabile e pieno di energia, e registra terremoti in continuazione — molti lievi, alcuni storici.
Biomi e vegetazione del Giappone
Il Giappone mescola zone subtropicali, temperate e fredde, con acqua in abbondanza. Non esiste un solo bioma nazionale: Hokkaidō tende al subartico, con conifere da clima freddo; Honshū centrale e settentrionale è terra di faggi, querce e aceri; più a sud, verso Kyūshū, Shikoku e le Ryūkyū, entrano sempreverdi subtropicali, camelie, magnolie e boschi di bambù.

La flora conta migliaia di specie native. Alcune sono diventate marchio culturale, a partire dal ciliegio — la sakura — che in primavera copre il paese di fiori. C'è anche il sugi (cedro giapponese), che può superare i 40 metri, e il bambù, usato in cucina e nell'artigianato.
Nonostante circa due terzi del paese siano alberi e foreste, il Giappone importa comunque gran parte del legname per case e carta: le riserve interne non coprono il fabbisogno, e i minerali utili all'industria restano scarsi. La geografia verde non è autosufficienza.
Clima e stagioni del Giappone
Il Giappone è famoso per seguire con chiarezza le quattro stagioni, e la differenza si vede nel paesaggio. L'inverno cade a fine anno, seguito da primavera, estate e autunno. Possiamo notare chiaramente lo scarto tra una stagione e l'altra: non è un clima sempre uguale da nord a sud.
Queste stagioni subiscono l'influenza delle masse d'aria fredda provenienti dalla Siberia in inverno, così come delle masse d'aria calda del Pacifico in estate, con piogge, afa e tifoni fino all'inizio dell'autunno. La corrente fredda Oyashio raffredda Hokkaidō e il nord di Honshū; la Kuroshio, più calda, mitiga il Pacifico meridionale.

L'inverno va da dicembre a febbraio: più si sale a nord, più si trova neve, mentre nel sud raramente si scende sotto lo 0 °C. La primavera va da marzo a maggio, quando il paese si copre di fiori e arriva il famoso hanami.
Prima del caldo vero arriva il tsuyu (梅雨), la stagione delle piogge di prugna: in genere dalla fine di maggio a metà luglio sulle isole principali, più presto a Okinawa e quasi assente a Hokkaidō. Poi l'estate diventa afosa. L'autunno è fresco, a volte piovoso all'inizio, e in genere molto piacevole. Sia la primavera sia l'autunno possono dare allergie, per il polline e, in certi anni, per la quantità di fiori.

A Hokkaidō, nelle valli interne, si sono già toccati valori intorno ai −40 °C. Nelle pianure di Honshū le estati hanno già superato i 40 °C. Non è lo stesso paese a gennaio e ad agosto, e non è lo stesso paese a Sapporo e a Naha.
In sintesi:
- Centro (Honshū) — clima temperato oceanico, piogge abbondanti, afa estiva;
- Nord (Hokkaidō) — inverni lunghi e nevosi, influenzati dalla corrente Oyashio;
- Sud (Shikoku, Kyūshū e Ryūkyū) — clima più mite o subtropicale, mitigato dalla Kuroshio, con tifoni più frequenti.
Chi cerca una sola etichetta — «il bioma del Giappone», «il clima del Giappone» — finisce per descrivere un posto che non esiste. Esistono isole, versanti, correnti e un calendario che cambia il colore dei boschi ogni pochi mesi.
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