Takahiro Shiraishi: il caso dell'assassino di Twitter

Takahiro Shiraishi: il caso dell'assassino di Twitter

Il caso di Zama spiegato: nove omicidi nel 2017, processo nel 2020 ed esecuzione in Giappone nel 2025.

Takahiro Shiraishi è noto come l'“assassino di Twitter” per i nove omicidi commessi a Zama, nella prefettura di Kanagawa, nel 2017. Il 27 giugno 2025 il Giappone ne ha eseguito la condanna a morte. Il caso ha colpito il Paese per la violenza dei crimini e per il modo in cui Shiraishi aveva contattato persone fragili sui social.

Questa pagina ricostruisce i fatti essenziali: cosa accadde nel 2017, come si svolse il processo e perché l'esecuzione riportò al centro il dibattito giapponese sulla pena di morte e sulla protezione delle persone vulnerabili online.

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Il caso di Takahiro Shiraishi in breve

Tra agosto e ottobre 2017, Shiraishi uccise nove persone: otto donne e un uomo, di età compresa tra 15 e 26 anni. Le indagini portarono al suo appartamento di Zama dopo la scomparsa di una giovane donna. Nell'ottobre di quell'anno la polizia trovò resti umani nell'abitazione e arrestò Shiraishi.

Le vittime erano state contattate su Twitter, oggi chiamato X. Shiraishi cercava utenti che parlavano di suicidio o di forte sofferenza emotiva e si presentava come qualcuno disposto ad aiutarli a morire. In alcuni messaggi prometteva perfino di togliersi la vita insieme a loro. Era un inganno usato per ottenere fiducia e fissare incontri.

Immagine relativa al caso Takahiro Shiraishi

Come furono scoperti i delitti di Zama

Il caso emerse durante la ricerca di una delle persone scomparse. Gli investigatori seguirono le tracce dei contatti online fino a Shiraishi e perquisirono il suo appartamento. La scoperta dei resti delle nove vittime trasformò rapidamente l'inchiesta in uno dei casi criminali più discussi del Giappone contemporaneo.

La definizione di “assassino di Twitter” descrive il canale usato per avvicinare le vittime, non una caratteristica della piattaforma in sé. Il punto centrale era l'abuso della fiducia di persone in difficoltà. Per capire il contesto più ampio, leggi anche il nostro approfondimento sul suicidio in Giappone.

Processo, condanna e consenso negato

Al processo, iniziato nel 2020, Shiraishi ammise di avere ucciso le nove persone. La difesa sostenne che alcune vittime avessero acconsentito a morire e chiese che fosse valutata un'imputazione meno grave. Il tribunale respinse questa lettura: il giudice stabilì che nessuna delle vittime aveva acconsentito all'omicidio.

Nel dicembre 2020 il Tribunale distrettuale di Tokyo lo condannò a morte. La sentenza considerò la gravità dei nove omicidi, l'adescamento attraverso i messaggi privati e il trattamento dei corpi dopo i delitti. Il caso mostrò quanto sia fuorviante parlare di consenso quando una persona sfrutta una condizione di sofferenza per esercitare controllo.

Immagine relativa alle vittime del caso di Zama

L'esecuzione del 27 giugno 2025

Il 27 giugno 2025 Shiraishi fu giustiziato per impiccagione. Fu la prima esecuzione in Giappone dal 2022. Il ministro della Giustizia Keisuke Suzuki dichiarò che la decisione era stata presa dopo un esame accurato del caso.

L'esecuzione riaprì anche una discussione più ampia. Il Giappone mantiene la pena di morte, mentre organizzazioni per i diritti umani ne chiedono l'abolizione e criticano la scarsa trasparenza del sistema. Il dolore delle famiglie delle vittime e il dibattito sul funzionamento della pena capitale sono temi distinti, ma entrambi fanno parte della risonanza pubblica di questo caso.

Che cosa cambiò dopo il caso

I delitti di Zama resero più visibile un rischio già presente nei social: chi esprime disperazione può essere avvicinato da persone che non offrono aiuto, ma cercano di manipolare. Dopo il caso, Twitter aggiornò le proprie regole contro la promozione o l'incoraggiamento del suicidio e dell'autolesionismo.

La lezione pratica non è diffidare in modo indiscriminato di ogni conversazione online, ma riconoscere i segnali di una relazione rischiosa: richieste di segretezza, promesse assolute, pressioni per incontrarsi da soli o messaggi che isolano da familiari e servizi di supporto. Chi vive un momento di crisi merita ascolto e assistenza concreta, non qualcuno che trasformi la vulnerabilità in un'occasione di abuso.

Immagine relativa al caso dell'assassino di Twitter

Domande frequenti sul caso Shiraishi

Perché veniva chiamato assassino di Twitter?

Perché aveva usato Twitter, oggi X, per entrare in contatto con persone che esprimevano pensieri suicidari e convincerle a incontrarlo.

Quante persone uccise?

Le vittime furono nove: otto donne e un uomo, tutte uccise nel 2017.

Quando fu condannato e quando fu giustiziato?

Fu condannato a morte nel dicembre 2020 dal Tribunale distrettuale di Tokyo. L'esecuzione avvenne il 27 giugno 2025.

Fonti e link utili

Sull'autore

Kevin Henrique

Specialista con oltre 10 anni di esperienza nella cultura asiatica, con focus su Giappone, Corea, anime e giochi. Autodidatta, scrittore e viaggiatore concentrato sull'insegnamento del giapponese, consigli di viaggio e curiosità profonde.

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