Ghost in the Shell (GITS) è stata una serie di manga creata originariamente da Masamune Shirow nel 1989 che ha dato origine a una serie di film, OVA, anime e persino un live-action. Il primo film anime della franchise, Ghost in The Shell del 1995, è quello che ha avuto più successo tra il pubblico e la critica specializzata e si tratta indubbiamente di un capolavoro incontestabile dell’animazione giapponese.
Prima di influenzare Blade Runner, Matrix e persino altri aspetti inaspettati della cultura pop, le grandi idee dietro Ghost in the Shell erano completamente nuove e praticamente nessuno aveva un’idea dell’impatto che avrebbero avuto sul panorama culturale.
Persino la premessa dietro Altered Carbon (Carbonio Alterato), che è stato rilasciato recentemente su Netflix e racconta della trasmissione della mente attraverso vari corpi, è stata completamente influenciata da GITS, il che è un’altra dimostrazione di quanto il film continui a essere fonte di ispirazione anche oggi e quanto sia ancora attuale.

Sinopse del film Ghost in the Shell
Il film si svolge nel 2029, che negli anni ’80 sembrava un futuro lontano, ma oggi è a soli un decennio di distanza. È un’era in cui alcune multinazionali praticamente dominano il mondo e i confini tra i paesi non sono più così ben definiti come ai giorni nostri. È in questo mondo con uno spazio fisico mal definito in cui gli umani coesistono con i robot e alcune persone sono così modificate ciberneticamente che la linea tra uomo e macchina è così sottile che molte volte sembra scomparire.
Una di queste umane potenziate è la Maggiore Motoko, che ha così tante modifiche al corpo che solo la sua “anima” è ancora “originale”. Nel film, lei e gli altri membri della Sezione 9 cercano di indagare come l’hacker black hat noto come Il Maestro delle Marionette, che è molto più di quanto sembri a prima vista, utilizza il cyberspazio per hackerare la mente degli umani per raggiungere i suoi scopi.

Punti Alt di Ghost in The Shell
Il film solleva diverse questioni sulla vera natura dell’intelligenza artificiale e sul futuro probabile che ci attende se essa verrà effettivamente sviluppata a livelli sovrumani.
Vengono affrontati diversi aspetti filosofici su come i ricordi ci rendono chi siamo e cosa ci rende veramente umani. Senza spoiler, il piccolo arco del film relativo al camionista è uno dei momenti più tristi e densi che un film sia mai riuscito a mostrare ed è praticamente impossibile che la sua storia non rimanga per sempre nella mente di chiunque guardi il film.
Tutta la trama si svolge nel Giappone del futuro, con alcuni dei tratti e dei movimenti di camera più belli mai creati, e il regista affronta la questione dell’identità nello spazio in un modo raramente visto, con momenti di bellezza sublime e una città viva e reale che dà la certezza di un’esistenza continuata anche molto tempo dopo che i protagonisti smettono di apparire sullo schermo.

L’atmosfera e il ritmo del film sono anche completamente fuori serie, con una colonna sonora magistrale e lunghi momenti di calma e riflessioni filosofiche su uno sfondo incredibile, che vengono improvvisamente interrotti da scene d’azione di alta qualità che non hanno nulla da invidiare ai film più moderni.
Ghost in the Shell è una di quelle rarissime opere maestre, che riesce a essere allo stesso tempo un film che fa pensare mentre è molto divertente e pieno d’azione. Chiunque ami la cultura giapponese e si interessi almeno un po’ alla fantascienza apprezzerà il film e potrà dire di aver visto uno dei grandi classici del genere!
Lo hai già visto? Che ne pensi? Sei riuscito a vedere le altre versioni per confrontarle? Racconta qui nei commenti e condividi con gli amici.


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