La libertà religiosa in Giappone è garantita dalla Costituzione ed è ampiamente rispettata nella società. Il Giappone adotta una postura di separazione tra religione e Stato, permettendo ai suoi cittadini di professare la fede che vogliono, di cambiarla o di non seguirne nessuna.
Nonostante questa libertà, la religiosità in Giappone ha caratteristiche uniche. Molte persone non seguono una singola religione, ma una combinazione di tradizioni scintoiste, buddiste e persino influenze occidentali. Ci sono anche tensioni intorno alle nuove religioni, soprattutto dopo crimini e procedure di dissoluzione di persone giuridiche religiose.
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La Costituzione Giapponese e la Libertà Religiosa
L'articolo 20 della Costituzione del Giappone, promulgata il 3 novembre 1946 e in vigore dal 3 maggio 1947, stabilisce che:
- La libertà di religione è garantita a tutti.
- Nessuna organizzazione religiosa può ricevere privilegi dallo Stato né esercitare autorità politica.
- Nessuno può essere costretto a partecipare a un atto, una celebrazione, un rito o una pratica religiosa.
- Lo Stato e i suoi organi si astengono da qualsiasi educazione religiosa e da qualsiasi altra attività religiosa.
Ciò significa che il Giappone non ha una religione ufficiale e lo Stato non interferisce nelle convinzioni individuali. Diversamente dal periodo precedente alla Seconda Guerra Mondiale, quando lo scintoismo di Stato era promosso come parte del nazionalismo giapponese, oggi c'è una chiara separazione tra religione e governo. L'articolo 89 rafforza questa linea vietando l'uso di fondi pubblici per mantenere un'istituzione religiosa.
Come Operano le Religioni in Giappone?
Il Giappone ha una significativa diversità religiosa, con rilievo per tre grandi tradizioni. Il panorama delle credenze è in Quali sono le religioni del Giappone?. Qui si tratta di ciò che la legge consente e di come questo si vive nel quotidiano.
1. Scintoismo
Lo scintoismo è la religione nativa del Giappone ed è profondamente legato alla cultura nazionale. Sebbene molte persone partecipino a rituali scintoisti, come visitare santuari e celebrare festival, pochi si considerano "seguaci" esclusivi dello scintoismo.
2. Buddismo
Il buddismo arrivò in Giappone nel VI secolo e ha ancora grande influenza, soprattutto nei rituali funerari. Molte famiglie giapponesi mantengono un altare buddista in casa, il butsudan, per onorare gli antenati.
3. Cristianesimo e Altre Religioni
Il cristianesimo rappresenta una minoranza, con circa 1% della popolazione che si identifica come cristiana: l'Agenzia per gli Affari Culturali ha contato circa 1,87 milioni di fedeli cristiani alla fine del 2024. Inoltre, esistono religioni nuove, come la Soka Gakkai, movimento laico del buddismo Nichiren, e gruppi ispirati a credenze scinto-buddiste.

Giappone vs Cina - Libertà Religiosa
Molte volte il Giappone e la Cina sono confusi come paesi simili, ma il trattamento della religione è diverso. In Cina, la Costituzione parla di libertà di credenza, e lo Stato riconosce cinque religioni (buddismo, taoismo, islam, cattolicesimo e protestantesimo) sotto associazioni patriottiche. Fuori da questo quadro, chiese domestiche, Falun Gong e altri gruppi affrontano restrizioni o repressione. In Giappone, la registrazione come persona giuridica religiosa (shūkyō hōjin) apre un'esenzione fiscale. Perdere questo status toglie il vantaggio fiscale. Il culto può continuare come associazione volontaria.
Per capire meglio come questa persecuzione religiosa e la mancanza di libertà influenzano i fedeli in Cina, leggi il nostro articolo su: Esiste Libertà Religiosa in Cina?
Se sei curioso riguardo alla Corea del Sud e alla Corea del Nord, abbiamo l'articolo: Esiste Libertà Religiosa in Corea?
Restrizioni e Sfide alla Libertà Religiosa
Nonostante la libertà garantita per legge, alcune religioni affrontano difficoltà in Giappone:
1. Diffidenza verso le nuove religioni
Gruppi religiosi nuovi, come la Soka Gakkai e la Seicho-No-Ie, sono spesso visti con sospetto dalla società. Parte di questa diffidenza viene dal modo esclusivo di appartenere e, nel caso della Soka Gakkai, dal legame storico con il partito Komeito, fondato nel 1964 e formalmente separato dall'organizzazione nel 1970.
2. Aum Shinrikyo e la dissoluzione delle persone giuridiche
La libertà religiosa è stata messa in discussione dopo l'attacco con gas sarin nella metropolitana di Tokyo nel 1995, compiuto dalla setta Aum Shinrikyo. Il gruppo ha perso lo status di persona giuridica religiosa, e successori come Aleph restano sotto osservazione dell'Agenzia investigativa per la sicurezza pubblica. Da allora, la popolazione è diventata più scettica riguardo alle nuove religioni.
Un caso più recente, di altra natura, è quello dell'ex Chiesa dell'Unificazione (Federazione delle famiglie per la pace e l'unificazione mondiale). Dopo l'assassinio di Shinzo Abe nel 2022, il governo ha chiesto la dissoluzione della persona giuridica. Il tribunale distrettuale di Tokyo l'ha ordinata nel marzo 2025. La Corte d'appello di Tokyo ha confermato nel marzo 2026 e la Corte suprema ha mantenuto la decisione nel giugno 2026. L'ordinanza toglie l'esenzione fiscale e apre la liquidazione dei beni. I fedeli possono continuare a praticare la fede come associazione volontaria.
3. Pressione Sociale
Sebbene il Giappone sia religiosamente libero, c'è pressione sociale per seguire certi rituali, come matrimoni in stile scintoista e cerimonie buddiste nei funerali. Le persone che rifiutano completamente la religione possono essere viste come diverse.

Conclusione
Il Giappone possiede leggi che garantiscono la separazione tra religione e Stato: credere, non credere, cambiare fede e rifiutare un rito figurano nell'articolo 20. Ci sono sfide sociali e storiche che influenzano il modo in cui certe religioni sono viste, e lo Stato può dissolvere la persona giuridica di un gruppo, come nel caso dell'ex Chiesa dell'Unificazione. Diverse convinzioni continuano a coesistere nel quotidiano, con un limite dal lato del privilegio istituzionale e della consuetudine familiare.






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