I giapponesi e il gioco: abitudini e tradizioni

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Il Giappone e il gioco hanno un rapporto molto particolare.

Il Paese del Sol Levante, infatti, si distingue rispetto al mondo occidentale, considerando contro la legge la maggior parte dei giochi esistenti.

Tuttavia, possiamo dire che, anche se in linea generale il gioco d’azzardo è vietato dallo Stato, ci sono alcune deroghe create appositamente per aggirare la legge e permettere ad alcuni giochi di intrattenimento di essere legali.

Vediamone insieme alcuni.

Giochi legali in Giappone

Le lotterie, in giapponese takarakuji, sono un esempio di questa deroga.

Esistono tre tipi principali di lotterie in Giappone: le lotterie a numero unico, quelle a numero selezionato e i classici gratta e vinci.

La legge si limita a stabilire che il montepremi non superi mai il 51% delle vendite totali dei biglietti, che si possono acquistare tramite negozi specializzati o distributori automatici.

Le scommesse sportive sono un altro "loisir" giapponese accettato dalla legge.

Nello specifico le scommesse legali sono quelle di: corse di cavalli, gare di motonautica, corse ciclistiche e gare motociclistiche.

I giapponesi e il gioco: abitudini e tradizioni

Giochi illegali in Giappone

Potrà sembrare un po' anacronistico, ma in Giappone tutti gli altri passatempi legati all’utilizzo di denaro e alle possibili vincite sono considerati illegali e vietati dal codice penale.

I casinò sono banditi dal territorio nazionale, ma anche quelli online ovviamente non sono permessi, tant’è che è difficile trovare le migliori roulette online come in Occidente, e siti che permettano i classici giochi come poker, slot machine, giochi di carte o dadi.

Tuttavia, ciò non significa che non esistano del tutto.

La criminalità organizzata detiene la gestione di diverse attività illecite come siti di scommesse, casinò e altri giochi non accettati dalla legge giapponese.

Alcuni politici hanno proposto nel tempo di cambiare queste leggi al fine di poter gestire in modo legale questo settore e attirare un nuovo tipo di turismo come fanno molti altri Paesi, però il Governo giapponese per ora si è rifiutato, spaventato dai rischi e le conseguenze che la dipendenza da queste attività potrebbe portare.

Pachinko: quando la tradizione giapponese aggira la legge

Il pachinko è un esempio emblematico di quanto sia importante la tradizione per il Paese.

Nonostante sia a tutti gli effetti un gioco assimilabile ai classici giochi d’azzardo, non è considerato tale in quanto fa parte di una tradizione ormai abbastanza radicata nella cultura giapponese.

Il gioco infatti risale alla Seconda Guerra Mondiale nella città di Nagoya e da allora si è diffuso sempre di più.

Il Pachinko si gioca tramite una macchina a gettoni paragonabile a una specie di flipper occidentale.

Il giocatore deve riuscire a far raggiungere alle proprie sfere d’acciaio alcuni fori specifici, attraverso il superamento di ostacoli, barriere e pioli.

Se riesce a far fare alla pallina un percorso vincente, ne vince altre che danno diritto ad altre partite. Se invece la pallina cade sul fondo della parete va persa e si perde la partita.

Guida Pachinko – macchine per scommesse in Giappone

L’aspetto più geniale del gioco non è il funzionamento in sé quanto l’aggiramento della legge contro il gioco d’azzardo: per non essere considerato tale, il Pachinko non può dare come premio dei soldi; quindi, in caso di vittoria si ricevono delle fiches o dei premi simbolici.

Ma questi premi possono poi essere cambiati in contanti presso appositi sportelli fuori dalle sale gioco, aggirando di fatto la caratteristica che renderebbe questo passatempo un gioco d’azzardo a tutti gli effetti!

Come tale però, anche questo gioco ha i suoi lati negativi, che si traducono in una dipendenza abbastanza sentita nel Paese.

Secondo uno studio del 2019, sarebbero circa 900 mila i giapponesi che soffrirebbero di questa ludopatia strettamente legata al gioco in questione.

Voci di corridoio dicono che il 2023 potrebbe essere l’anno delle prime concessioni ufficiali per legalizzare i casinò, anche se non c’è ancora nulla di sicuro.

Quello che è certo è che ai giapponesi il gioco piace molto e renderlo legale porterebbe alle casse dello Stato notevoli entrate.

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